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Piani di zona, ex uffici, fitti passivi e stabili già occupati. Ecco dove Roma cerca le case per l'emergenza abitativa

Oltre 1.000 sul tavolo. Sono 12 gli operatori privati che hanno risposto all'avviso pubblico del Comune, mirato ad aumentare la disponibilità di alloggi da assegnare in graduatoria Erp. Zevi: "La casa è al centro delle politiche della città"

Roma Capitale cerca di ampliare il suo patrimonio di case popolari, la cosiddetta edilizia residenziale pubblica. Ha iniziato nel 2023 acquistando 120 appartamenti di proprietà dell'Inps tra Magliana, Don Bosco e Dragoncello, con un investimento di 15 milioni di euro. Cerca di farlo adesso, vagliando gli immobili offerti da soggetti privati, che hanno risposto ad un avviso pubblico dedicato, scaduto lo scorso 16 febbraio. In totale, adesso, gli uffici del dipartimento patrimonio dovranno scandagliare oltre 1.000 unità. Un dato salta all'occhio: sono quasi tutti operatori che hanno costruito in convenzioni urbanistiche, o che sono disposti a trasformare uffici in residenziale. Oppure, in due casi, che vendendo al Campidoglio si libererebbero di edifici occupati. 

Il Campidoglio acquista nuove case popolari

Le buste sono state tutte aperte, gli esiti dell'avviso scaduto meno di due mesi fa per il reperimento di nuovi alloggi da trasformare in case popolari sono nero su bianco sul tavolo degli uffici di piazza Giovanni da Verrazzano a Gabratella. Roma Capitale da oggi ai prossimi mesi ha la possibilità di acquistare 1.334 unità immobiliari, per ampliare il proprio stock e far scorrere la graduatoria Erp relativa al bando 2012. Oltre 3.000 i nuclei familiari con un punteggio tale da avere estrema necessità di una soluzione. Per riuscire in questa impresa, l'amministrazione Gualtieri ha in cassa circa 250 milioni di euro che vorrebbe spendere per acquisire su per giù 2.000 unità immobiliari. Ad oggi la strada è lunghissima: ne sono state acquistate ufficialmente 120 da Inps, le uniche considerabili totalmente Erp. 

Due occupazioni storiche sul tavolo di Zevi

Andando nel dettaglio, a rispondere all'avviso sono stati 12 operatori. Ditte di costruttori e altre imprese immobiliari che cercano di sfruttare la necessità del Comune mettendo sul piatto alloggi liberi, occupati, in via di costruzione. In alcuni casi già utilizzati da Roma Capitale, quindi da considerare "fitti passivi" di cui il Campidoglio si libererebbe. Una notizia che ha il suo peso è che due operatori sono quelli che hanno case inserite nel piano sgomberi della Prefettura di Roma: via Lucio Calpurnio Bibulo 13 al Quadraro e via Gian Maria Volontè a Casale Nei. In totale 120 appartamenti nei quali vivono famiglie considerate abusive, con una sentenza di sgombero tra capo e collo da oltre vent'anni. Se l'assessore alla casa Tobia Zevi decidesse di mettere mano al portafogli per comprarle, queste case passerebbero nel patrimonio Erp capitolino e uscirebbero dalla lista degli sgomberi di Palazzo Valentini. 

Alloggi nei piani di zona

Ci sono poi 162 appartamenti che vedranno la luce nei prossimi mesi, perché in fase di costruzione. A proporli sono stati la Costruzioni Immobiliari 2010 Srl che ne ha in canna 129 a via Affile, nell'ambito del piano di lottizzazione convenzionata Affile-Settecamini. Poi 33 alloggi a via Amarilli, Tor Cervara, nel V municipio, di proprietà della Marro 6 Srl. Coinvolti anche i piani di zona: a Monte Stallonara 32 alloggi su via di Monte Stallonara tra il 52 e il 62, a Colle degli Abeti altri 16 in via Filograssi, mentre a Trigoria in via Enrico Ameri ce ne sarebbero altri 22 e nella nuova via Renato Sacerdoti altri 30. 

Da uffici (e alberghi) a case

A questi alloggi si aggiungono quelli nati per altri scopi, ma che il mercato immobiliare spinge (evidentemente) affinché chi li ha realizzati intraprenda altre strade. E' il caso dei 40 appartamenti della Di.Cos Spa, della G&G Di Stefano Srl e della Giapac Srl tra via Franco Enriquez 44 e via Amalia Bettini in III municipio, tutti ricadenti nel piano di zona Val Melaina. Erano nati come uffici, ma con l'interesse all'acquisto di Roma Capitale potrebbero trasformarsi in appartamenti e servire per far scorrere la graduatoria Erp. Stesso destino, potenzialmente, per 59 unità in via Cristoforo Colombo 1500, tra Axa e Casal Palocco, dove la Soloverte Finance Srl aveva realizzato una struttura ricettiva. 

Da Ostia Nuova a Santa Palomba

Da non sottovalutare, nell'ottica dell'ottimizzazione delle spese da parte di Roma Capitale, le offerte arrivate da chi è proprietario di immobili in cui l'ente è presente e paga già degli affitti, senza però che questo giovi alla riduzione dell'emergenza abitativa della città. Per esempio quelli a via Fasan, a Ostia Nuova. Quattro palazzine di cinque piani cascuna, di proprietà della Larex Srl. Si tratta di 83 alloggi e un piano interrato adibito ad autorimessa dove già vivono centinaia di persone, che dopo anni di attesa si ritroverebbero ad essere inquilini Erp. Altri 25 sono tra via Candia e via Grappelli a Pone di Nona, con una parte già affittati a Roma Capitale e altri liberi. La parte più nutrita di alloggi in fitto passivo si trova a Santa Palomba, lì dove sorgerà il termovalorizzatore, sulla via Ardeatina. A "Borgo dei Papiri" ci sono 331 alloggi popolari oggi della Co.Ge.San. Spa, ma un domani potrebbero passare nel patrimonio capitolino. 

In ballo 670 case con Inps ed Enasarco

Oltre che su questo avviso pubblico, dal quale dovranno partire una serie di trattative tra Comune e singoli privati, continuano i dialoghi serrati con le ex casse previdenziali, oggi vere e proprie fondazioni che puntano a valorizzare i propri stock immobiliari per garantire la liquidità agli associati. Parliamo di Inps ed Enasarco, tanto per fare due esempi. Nel primo caso, oltre alle 120 unità già acquisite nel 2023, c'è una trattativa aperta per ulteriori 170 immobili. Sono nel complesso 500, invece, gli immobili in ballo tra Enasarco e Roma Capitale: la metà già occupati da inquilini, a vario titolo. Un caso più spinoso, quest'ultimo: come già emerso in una commissione capitolina di un anno fa, l'Avvocatura dovrà capire se è possibile dare il "nulla osta" a questo trasferimento immobiliare, data la natura giuridica di Enasarco. 

Zevi: "Rimettiamo la casa al centro delle politiche di Roma"

"Il Piano Casa ha fatto un passo fondamentale - commenta l'assessore Tobia Zevi -, oggi abbiamo l'elenco delle case che il Comune potrà acquistare dai privati, all'esito delle verifiche degli uffici e delle valutazioni dell'assemblea capitolina. Si tratta di un potenziale di circa 1.000 case popolari che andrebbero ad arricchire il nostro patrimonio, oltre alle situazioni per le quali l'acquisto consentirà di risparmiare in affitti che oggi vengono versati ogni mese. Occorrerà verificare quanti di questi Roma Capitale ne riuscirà effettivamente ad acquistare, unitamente a quelli che invece riusciremo a prendere dagli enti pubblici, ma è chiaro che con questo impegno ribadiamo la volontà del sindaco Gualtieri e di tutta la giunta di rimettere la casa al centro delle politiche cittadine e investire con forza in questo ambito fondamentale per tante persone in difficoltà".

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