Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

Regione: ultimatum di Polverini, giunta a rischio azzeramento

Alle 16 di oggi il Consiglio Regionale si riunisce dopo la convocazione di Polverini. Possibili le dimissioni della Presidente

Attesa e trepidazione in Regione per la convocazione urgente del Consiglio regionale indetto da Renata Polverini con all'ordine del giorno “Comunicazioni urgenti della presidente Renata Polverini”.
Quelle “comunicazioni urgenti” fanno pensare a diverse ipotesi, la maggior parte delle quali già aleggiano da alcuni giorni. Il fine settimana non è stato certo riposante per i vertici e le poltrone della Pisana, letterlamente in ballo dopo il caso Fiorito che si è incastrato perfettamente con la vicenda dei tagli ai fondi dei consiglieri che la Polverini vorrebbe applicare e, conseguentemente, con i fondi del Pdl.
Di certo al momento c'è l'autosospensione di Fiorito dal Pdl e le indagini della Finanza. Lontano dai riflettori invece si gioca la partita per il nuovo assetto della regione e del Pdl laziale.
Il partito infatti risente delle lotte intestine tra la corrente viterbese e quella dei ciociari, tra gli ex An e gli ex Forza Italia, tra gli alemanniani, chi si sente tradito dalla Polverini e chi sta in finestra aspettando di vedere cosa accade.

Intanto, i riflettori oggi sono puntati su lei: Renata Polverini che con la sua convocazione urgente ha fatto scatenare ipotesi variegate, alcune delle quali estremamente plausibili.
Una linea d'azione più “morbida” lascerebbe pensare che la governatrice sia pronta a dettare una sorta di pace, forse più una diktat, con la quale offrirebbe di andare avanti: via Fiorito, via Abbruzzese, contrario ai tagli dei fondi e approvare i tagli per la riduzione dei costi.
Se questo non dovesse accadere, potrebbe esserci quello che in molti si attendono: le dimissioni dalla carica di presidente.

Già sabato scorso, in un incontro tenuto nella sede di Città Nuove, Renata Polverini avrebbe nuovamente palesato tutta la sua rabbia per quanto sta accadendo alla Pisana. In questa occasione avrebbe già dato il suo ultimatum: mandare via le mele marce o dimissioni con conseguenti elezioni. All'incontro erano presenti Abbruzzese, Francesco Storace, il capogruppo dell'Udc Francesco Carducci e della Lista Polverini Mario Brozzi.

Un ruolo particolare nella vicenda lo assume anche Francesco Storace con le sue dichiarazioni che puntano chiaramente alle dimissioni di Polverini: “Credo che la partita in Regione sia finita. Ho sintetizzato così ieri la situazione nel Lazio, che vede la presidente Renata Polverini più vicina all’addio in seguito a quanto si sta verificando in Regione sul caso Fiorito, i fondi Pdl e sui costi della politica. Credo che poter mantenere la dignità sia un dovere. Il Pdl non riesce dare risposte al presidente sulle questioni che lei ha posto. Tra l’atteggiamento infantile del Pd, e quello inqualificabile del Pdl, penso che non c’è un motivo per rimanere e che la Polverini sia decisa a lasciare. La governatrice non è disposta a indietreggiare e il braccio di ferro con il Pdl è alla stretta finale: oggi alle 16 in Consiglio regionale ci sarà il momento della verità.
In Consiglio la governatrice porrà un aut aut chiedendo tagli drastici, di fronte ai quali mette sul tavolo le proprie dimissioni.”

Dimissioni, dunque, ma a che pro? A tal proposito, si vocifera anche di una possibile scalata verso le cariche nazionali, quelle della Camera dei Deputati, dove Polverini potrebbe lasciarsi alle spalle i dissidi interni al partito regionale per puntare a ruoli prestigiosi.
La sua permanenza alla Regione non è stata semplice sin dall'inizio: il caos delle liste mancate ha creato non pochi problemi di poltrone e tutti quei candidati restati fuori hanno trovato posto in regione dove però si è innescata la faida interna, in particolar modo tra la corrente viterbese e quella ciociara esplosa tra fendenti, denunce e quote rosa, intanto, la lotta tra alemanniani, ex An e Pdl Forza Italia non cessa. Prima tra tutte quella tra i due nomi che più girano in questi giorni: Fiorito e Battistoni che ha sostituito l'Aennino ciociaro con un blitz, firmato ex Forza Italia, alla fine dello scorso luglio.

L'opposizione non sta ferma e si inserisce nel dibattito e il capogruppo e consigliere Sel in Consiglio regionale del Lazio Luigi Nieri e Filiberto Zaratti.
In considerazione dei gravissimi fatti emersi in questi giorni, riteniamo questa legislatura ormai al capolinea. Dalla seduta straordinaria del Consiglio regionale di oggi, dunque, ci attendiamo un segnale inequivocabile, ossia le dimissioni della Presidente Polverini". Lo dichiarano in una nota  "L'inaffidabilità del principale partito della maggioranza é sotto gli occhi di tutti ed è ormai evidente il fallimento di questo governo regionale. Così non si può andare avanti. Siamo alla guerra fra bande e la maggioranza non sembra in grado di attuare quei necessari interventi per la riduzione dei costi del Consiglio regionale e per ridare dignità alle istituzioni regionali. Per questo, al fine di accelerare un processo che ormai riteniamo irreversibile, siamo pronti a dimetterci da tutte le cariche nelle Commissioni, a partire dalla Commissione Sicurezza, Integrazione Sociale e Lotta alla Criminalità - proseguono - Il discredito gettato sulla Regione Lazio non consente più lo svolgimento della normale attività istituzionale". Ieri il Pd aveva annunciato la decisione di uscire da tutte le commissioni regionali "anche per impedire all'indagato Franco Fiorito di presiedere quella del Bilancio".
 

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