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OEPAC, anche al UIL boccia la scelta del Campidoglio: “Bisogna stabilizzare gli operatori”

La soluzione dell'accreditamento, prospettata dalla giunta Gualtieri, non piace alla UIL che chiede maggiori tutele per gli ex AEC

Il Campidoglio ha deciso di garantire il servizio degli operatori OEPAC nelle scuole, attraverso un sistema di accreditamento delle cooperative in cui lavorano. Una soluzione su cui, però, si registra un ampio fronte di contrari.

Contrari all'accreditamento

Non ci sono soltanto i sindacati di base, che bocciando anche il regolamento recentemente approvato, hanno annunciato due giornate di sciopero per il 9 ed il 10 maggi. Anche dalla UIL FTP del Lazio, infatti, sono stati mossi importanti rilievi. “Noi non siamo favorevoli all’accreditamento  anche se – ha spiegato Massimo Mattei, segretario regionale della UIL FTP –   crediamo che il regolamento sia un mattoncino, un primo passo che consente di superare la logica delle gare, che finisce per premiare chi presenta le offerte al massimo ribasso”.

Un regolamento da migliorare

Secondo il sindacato confederale, “bisogna dire basta alle strumentalizzazioni da una parte e dall’altra” per avviare un serio confronto sulle condizioni lavorative di chi, “da questo regolamento ha ottenuto solo il passaggio dal livello contrattuale C1 a D1” ha spiegato Mattei. Sono 85 euro lordi al mese, per chi lavora full time. E neppure tutti i mesi perché, e questo è un aspetto che anche la UIL segnala, gli operatori non vengono pagati nei mesi in cui le scuole restano chiuse.

L'internalizzazione

Gli operatori sono già scesi in piazza, per contestare un regolamento che non sembra facilitare la strada verso la loro internalizzazione. Al termine di un lungo confronto, durante la fase conclusiva della passata consiliatura, l'amministrazione Raggi aveva annunciato l'avvio di un iter finalizzato all'assunzione di 300 operatori nell'organico di Roma Capitale. Ma “l’internalizzazione presenta qualche difficoltà, perché occorre fare un concorso pubblico che non garantisce automaticamente l’assunzione degli ex AEC. Ma è una questione che non sembra interessare l’attuale giunta” ha rilevato Mattei. 

La strada della stabilizzazione

Tra l’internalizzazione ed il sistema dell’accreditamento, c’è una terza via che la UIL suggerisce di percorrere. “Noi siamo per la stabilizzazione di questa categoria, di cui ci sarà sempre bisogno nelle scuole. Significa lavorare per garantire la mensilizzazione degli stipendi, perché questi operatori non percepiscono un euro nel periodo estivo, né quando gli utenti di cui si prendono cura si assentano per brevi o lunghi periodi”. Le condizioni contrattuali dei circa 3mila ex Aec (oggi OEPAC) vanno migliorate. Il regolamento appena approvato in Comune può essere, secondo la UIL, un primo passo. Ma la strada per stabilizzare questi operatori non è quella che passa per il loro accreditamento.
 

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