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Maxi rissa al Pincio, fu vendetta dopo un furto: nella prima zuffa botte anche ai genitori

Resta ancora da stabilire come sia partito il tam tam via social che ha richiamato in piazza circa 400 adolescenti con l'intenzione dichiarata di assistere a una mega scazzottata e il furto di un telefonino

Il furto di uno smartphone all'origine della maxi rissa di sabato 5 dicembre sulla terrazza del Pincio a Roma. La Procura dei minori di Roma ha così sposato la prima tesi dei carabinieri, quella stilata subito dopo i fatti che aveva individuato in una lite al Quadraro l'origine dello screzio diventato poi maxi rissa con assembramento e rimbalzata sui vari social.

Ai quattro minorenni indagati i reati contestati vanno dalle lesioni personali aggravate alle percosse. Il furto del cellulare avvenuto sabato 21 novembre, avrebbe avuto anche un preambolo in un centro commerciale di Cinecittà quando, la vittima avrebbe convocato per un confronto i presunti autori del furto.

L'antefatto e la prima rissa al Quadraro

La discussione, in pochi minuti, si trasforma in rissa con uno dei genitori della vittima del furto colpito con un casco allo zigomo, mentre cercava di mettersi in mezzo per placargli gli animi. Un pestaggio terminato anche con un calcio in faccia, che hanno causato lesioni guaribili in 30 giorni, con la frattura del setto nasale e una tumefazione orbitale. Ferita anche una donna, altra parente della vittima: lei ne avrà per sette giorni, dopo aver riportato "un trauma cranico commotivo, trauma spalla destra e legione lombare", scrive il pm Maria Rerna.

La vittima Questo, però, è solo l'antefatto. La rabbia monta sui social. Le voci, tra gli adolescenti tra i 13 e i 16 anni di Roma corrono. I messaggi su Instagram, Telegram e TikTok alimentano la fiamma dell'odio e due settimane dopo ecco la vendetta. 

La vendetta al Pincio

Al Pincio il 5 dicembre va in scena una maxi rissa con tanto di assembramento. Il pretesto è quello di un chiarimento. Le immagini riprese dai telefonini e rilanciate sui social raccontano altro. La vittima del furto al Quadraro viene aggredita ancora con calci e pugni ai fianchi. Il ragazzo si ritroverà con il naso rotto. 

Ad avere la peggio anche un amico del ragazzo vittima prima del furto e poi del pestaggio: anche lui, però, viene preso "a schiaffi al volto e cagionandogli un'escoriazione al labbro e facendogli perdere gli occhiali da vista", scrive il pm. 

Si arriva così alla stazione Flaminio: qui ad avere la peggio un ragazzo con la tuta rossa. In totale sono così 4 i minorenni finiti nel registro degli indagati. 

Sequestrata anche una pistola

In questi giorni di indagine, nelle case dei tre indagati, i carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno sequestrato i cellulari e trovato gli stessi indumenti che i ragazzi indossavano al momento delle scazzottate. Le tute sono state prese in consegna. Non solo perché i militari dell'Arma, lo scorso 8 dicembre, hanno sequestrato un pistola trovata a casa di uno dei ragazzi indagati.

Resta ancora da stabilire quale sia il legame tra il tam tam via social, che ha richiamato al Pincio circa 400 adolescenti, e il furto di un telefonino. 

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