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Cronaca Cinecittà / Viale Antonio Ciamarra, 154

Spranghe per occupare le case vuote di Enasarco. Così gli abusivi tengono sotto scacco un quadrante di Roma

Tra Don Bosco e Cinecittà Est, aumentano sempre di più i blitz per prendere possesso di alloggi che l'ex ente previdenziale non vende. Inutile murare e installare le grate. E in alcuni ci sono veri e propri b&b illegali

Arrivano a qualsiasi ora della notte e del giorno, armati di spranghe di ferro per buttare giù murature e inferriate. Occupano abusivamente appartamenti di proprietà di Enasarco, rimasti invenduti e lasciati sfitti dall'ex ente previdenziale, oggi fondazione. Ormai il fenomeno, soprattutto tra Don Bosco e Cinecittà Est, è totalmente fuori controllo. E gli altri inquilini, quasi tutti proprietari, sono costretti a organizzare ronde nell'inutile tentativo di fermare gli illegali. 

Raffica di occupazioni nei palazzi Enasarco

Succede a via Flavio Stilicone, ma anche a viale San Giovanni Bosco e in viale Antonio Ciamarra. In quest'ultimo caso, ci sono otto palazzine da sette piani ciascuna completamente sotto scacco del racket delle occupazioni. A raccontarlo è Roberta, che insieme al marito nel 2016 ha riscattato la casa dove è cresciuta con i genitori: "Nell'ultimo mese sono venute cinque famiglie differenti - spiega a RomaToday - sia di notte sia di giorno. L'ultima volta ci siamo svegliati all'una del mattino per i colpi di mazza alla porta". 

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Appartamenti vuoti "protetti" dalle inferriate

L'intero immobile, tra i civici 154 e 168 di viale Ciamarra a Cinecittà Est, era di proprietà di Enasarco. Poi, con il piano dismissioni ormai in vigore da oltre dieci anni e la successiva trasformazione in fondazione, Enasarco ha iniziato a proporre il riscatto agli inquilini storici. Alcuni hanno deciso di accendere un mutuo, altri (a quanto pare la maggior parte in quel comprensorio) non hanno voluto o non hanno potuto permetterselo. E così, chi non è rimasto in affitto, ha lasciato l'appartamento. Enasarco ha murato le porte e installato le inferriate. E' servito a evitare le occupazioni? No. 

Gli occupanti arrivano in Ncc

"Addirittura la scorsa domenica - prosegue Roberta - mentre alcuni di noi proprietari eravamo nel cortile a presidiare, abbiamo visto arrivare un furgone Ncc, sono uscite alcune persone, con tanto di trolley, che si sono dirette in uno degli appartamenti occupati. Allo stesso tempo, quelli che ci vivevano sono usciti e se ne sono andati". Il motivo è che, con ogni probabilità, all'interno del palazzo è stato aperto un affitta camere abusivo. Come denunciato solo due mesi fa durante un servizio di "Striscia la Notizia" in un altro stabile Enasarco, a viale San Giovanni Bosco. "Infatti spesso queste persone restano pochi giorni - prosegue Roberta - e si danno il cambio con altre". Il via vai è continuo e la vita a viale Ciamarra è diventata più difficile. 

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"A rischio la sicurezza del palazzo"

Lo conferma anche Mauro Preiti, amministratore del condominio di viale Ciamarra: "Sono subentrato da sei mesi - spiega - e sapevo di diversi appartamenti occupati. Ma nelle ultime settimane si sono scatenati. Ad oggi ce ne sono una quindicina in queste condizioni, con dentro persone senza alcun titolo". In passato, denunciano gli abitanti, gli occupanti si allacciavano all'ascensore per avere la corrente elettrica: "E spesso si portano dietro le bombole per il gas - aggiunge Preiti - mettendo a rischio la sicurezza dell'intero stabile". Il commissariato di Polizia della Romanina è informato, più volte contattato dai proprietari dopo ogni occupazione: "La scorsa settimana ho mandato un esposto - conclude l'amministratore - a loro e ad Enasarco. Spero mi rispondano e prendano in mano la situazione, perché sta degenerando". 

La trattativa tra Enasarco e Comune

Mentre decine di appartamenti di proprietà di Enasarco vengono presi di mira quotidianamente dagli occupanti abusivi, lo stesso ente è in trattativa con Roma Capitale per cederne circa 500, che verrebbero così inglobati nel patrimonio Erp. Un modo per far scorrere la graduatoria di chi attende un alloggio perché in emergenza abitativa. Come spiegato dai vertici della fondazione in una commissione trasparenza di inizio agosto 2023, in totale si tratterebbe di 255 unità immobiliari completamente libere (anche se, ad oggi, bisognerebbe riconsiderare il dato al netto di possibili occupazioni) e 265 affittate o già occupate. 

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