Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca Prati / Via Barletta

Morti sospette in Valle Galeria, il giudice rinvia la decisione a settembre

Discarica di Malagrotta. Questa mattina l'udienza e il sit-in organizzato dal Codici contro la richiesta del pm Galanti di archiviare le indagini sulle morti sospette per inquinamento. Il Giudice rinvia a settembre

Tutti fuori dal Tribunale di Roma a Piazzale Clodio in attesa della sentenza del Giudice. E' scattato questa mattina alle 8 il sit-in dei residenti di Villa Galeria, i vicini di casa della discarica di Malagrotta. Una protesta, "Candele Viola", organizzata dal Codici (Centro per i Diritti del Cittadino) insieme al Consigliere Municipale Laura Barbieri (PDL) contro l'archiviazione delle indagini sulle “morti sospette” richiesta dal pm Alberto Galanti. Il Giudice però ha deciso di non decidere e non scioglierà la riserva prima di settembre.

"MORTI SOSPETTE" - Codici, abitanti e associazioni da tempo denunciano gli effetti drammatici che la discarica, aperta e attiva da oltre trent'anni, avrebbe sulla salute dei cittadini. "L'incidenza di morti e patologie" secondo tutti loro "fa quantomeno ipotizzare una correlazione".

GALANTI VS. GIACOMELLI - Oggi l'udienza in Tribunale. Alla richiesta di archiviazione del caso da parte di Galanti, risponde incalzandolo Ivano Giacomelli. Il Segretario nazionale del Codici ha infatti presentato alla Corte, insieme all'avvocato Carmine Laurenzano, altri quattro casi sospetti da aggiungere al dossier già noto.

LE STORIE DALLA VALLE DELLA MORTE

L'AZIONE COLLETTIVA POPOLARE - L'Azione collettiva popolare nasce nell'ottobre 2012 per sensibilizzare le Istituzioni a riqualificare l'area ed eliminare il “grande mostro”. Recentemente i residenti hanno denunciato rifiuti che entravano nella discarica integri, senza prima essere trattati, e odori nauseabondi, soprattutto di notte. Manlio Cerroni, presidente del Colari, la società che gestisce Malagrotta, ha dichiarato che dall'11 aprile il problema è risolto, ma i cittadini non abbassano la guardia e non cedono a “contentini”.

COSA VOGLIONO I MANIFESTANTI - “Vogliamo sia fatta giustizia per le vittime di Valle Galleria - ci dice uno dei manifestanti. La nostra richiesta è duplice. Che lo smaltimento dei rifiuti smetta di essere monopolio privato e inizi ad essere considerato bene nazionale e pubblico. E che venga finalmente istituita una filiera per la raccolta differenziata con impianti di compostaggio per multimateriali e carta”.

LA COMMISSIONE D'INCHIESTA - Presenti al sit-in, diverse associazioni, dai Cittadini Liberi della Valle Galeria, al Comitato Agricoltori e Allevatori della Valle Galeria, al Popolo della Nebbia. E, mentre Galanti e Cerroni si battono per l'archiviazione dell'Azione collettiva, loro, insieme al Codici, chiedono a gran voce al Consiglio Regionale di istituire una Commissione d'inchiesta per accertare il legame tra lo spargimento di sostanze tossiche e le patologie (e morti) che hanno colpito gli abitanti.

IL GIUDICE RINVIA AI PRIMI DI SETTEMBRE - Tutti fuori dal Tribunale, telefonini alla mano per rimanere aggiornati su quanto accade all'interno dell'aula. Scambio rapido di informazioni tra i dimostranti, tanta rabbia e poca fiducia. Intorno alle 11, l'udienza si chiude e Giacomelli riassume le parole del Giudice: rinvio a settembre, “Il Giudice si riserva del tempo per prendere in esame il materiale. Ci sono dei tempi tecnici da rispettare, la nostra speranza è che venga fatta una cosa seria. A ottobre avremo anche la perizia del Politecnico di Torino da presentare alla Corte”.

DELUSIONE - Amarezza, tra i manifestanti: “Stanno solo procrastinando” è la frase che si sente tra la folla accalcata intorno al segretario nazionale del Codici. “Vogliamo solo ci diano soddisfazione - sono le parole di una donna che ha perso il marito per un tumore qualche anno fa, - anche lui protestava contro la discarica: ci è morto e noi siamo ancora qui a manifestare senza che nessuno ci dia ascolto”.

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