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I rifiuti di Roma in altre regioni, 20mila tonnellate in Campania: così la Capitale scongiura l’ennesima emergenza

Trovate le nuove destinazioni degli scarti dei TMB di Malagrotta fino a dicembre 2021. La Regione Lazio incalza il Comune: "Indichi la discarica", ma il Campidoglio guarda fuori dai confini

I rifiuti di Roma saranno smaltiti nelle altre regioni. Così la Capitale, ben lontana dall’avere uno sbocco finale che la renda autosufficiente, è costretta, ancora una volta, a rivolgersi altrove per scongiurare l’ennesima emergenza.

Il nuovo campanello d’allarme si era acceso per lo stop al conferimento della discarica di Sogliano Ambiente, quella in provincia di Forlì-Cesena, in cui la Capitale smaltisce gli scarti dei Tmb di Malagrotta gestiti dalla E.Giovi. La soluzione, necessaria per evitare che le strade della città si ritrovino sommerse dall’immondizia, è emersa durante la riunione tecnica in Regione Lazio con Ama e E.Giovi: la società, che lavora circa 1.200 tonnellate di rifiuti al giorno, ha infatti individuato alcuni operatori in altre regioni italiane in cui smaltire i rifiuti trattati. In particolare, sono in via di definizione accordi con impianti presenti in Abruzzo, Marche, Puglia, Friuli Venezia Giulia e Lombardia per un totale di oltre 36.000 tonnellate di scarti da luglio a dicembre 2021. 

I rifiuti di Roma fuori regione: intanto anche Viterbo aiuta la Capitale

“Queste misure - ha commentato a margine dell’incontro l'assessore al Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio, Massimiliano Valeriani - consentiranno di mettere in sicurezza la città di Roma per i prossimi sei mesi, mentre solo per le prossime due settimane sarà necessario intervenire con una nuova ordinanza, che permetta di conferire i rifiuti trattati da E. Giovi nella discarica di Viterbo solo per 15 giorni, in attesa che vengano perfezionati i contratti fra la società di Malagrotta e i vari impianti di smaltimento individuati nelle altre regioni italiane”. 

Emergenza rifiuti: 20mila tonnellate andranno in Campania

Non solo. Dopo le intese già sottoscritte con l'Abruzzo per 70.000 tonnellate e con la Toscana per 13.500 tonnellate, la Regione Lazio sta attivando anche un altro accordo con la Campania per 20.000 tonnellate di rifiuti di Roma, sempre nel periodo luglio-dicembre 2021. 

La Regione incalza il Comune: "Indichi la discarica"

“Questa soluzione, però, non esime il Campidoglio e la Città metropolitana dall'obbligo di indicare un sito dove realizzare una discarica di servizio per il Comune capitolino e un'altra per gli altri 120 comuni del territorio provinciale”, ammonisce Valeriani. “Continuiamo a credere, infatti, che questo tempo vada assolutamente utilizzato per dotare Roma di tutti gli impianti necessari a renderla autosufficiente nella gestione dell'intero ciclo dei rifiuti. Anche perché queste soluzioni richiedono dei rilevanti costi aggiuntivi, che verranno sostenuti interamente da Ama, vale a dire che saranno a carico dei cittadini romani attraverso il pagamento della Tari". Un extracosto complessivo (rispetto a un ipotetico conferimento nella discarica di Roccasecca, attualmente chiusa) di circa 668mila euro.

Il Campidoglio guarda altrove: vuole tornare a Colleferro e Roccasecca 

Roma Capitale e Ama si guardano intorno: vorrebbero tornare al passato e conferire ad esempio nella capacità residua della discarica di Colleferro. Sabato davanti ai cancelli dell’invaso di Colle Fagiolara il flash mob di cittadini e associazioni per dire ‘no’ all’eventualità di veder tornare i rifiuti di Roma. 

Sullo sfondo, per una soluzione più a regime e non solo per Roma, così riporta l’agenzia Dire, restano le opzioni relative all'apertura del V invaso della discarica di Roccasecca, dove serve un atto del prefetto di Frosinone per l'esproprio o la requisizione in uso, e la riapertura della discarica di Albano, che è rimasta chiusa dall'incendio del 2016 e ha una volumetria residua di circa 250mila tonnellate. In questo caso l'ostacolo è legato al fatto che l'impianto, secondo quanto prevede l'autorizzazione, è a servizio solo del TMB attiguo, che però è stato distrutto da un incendio e non è mai stato ricostruito.

Il Campidoglio, in attesa di costruire un nuovo TMB che sostituisca quello di Rocca Cencia destinato a diventare sito per la selezione multimateriale, accelera poi per l'apertura del TMB di Guidonia: quello di Manlio Cerroni, capace di trattare fino a 600 tonnellate al giorno di immondizia tal quale. Lo scontro con il sindaco grillino di Guidonia, Michel Barbet, si consuma da mesi. 

Il Ministro Cingolani: "Serve soluzione a lungo termine"

Per la crisi rifiuti di Roma "stiamo lavorando sia con il Comune, che con la Regione e il ministero dell'Interno" - ha assicurato ai microfoni di Radio 24 Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica. Il titolare del Dicastero chiede soluzioni definitive: “Roma, viste le complessità che ha, ha bisogno di un piano di lungo termine in cui si capisca in che direzione andare. Ci stiamo avviando molto rapidamente in questa direzione,  ma qualunque cosa io dica adesso può diventare addirittura controproducente".
 

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