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Lunedì, 27 Maggio 2024
Politica

Piano regolatore, sulla trasformazione del centro storico si testa la stabilità del centrosinistra romano

Il 19 aprile un convegno sulle norme tecniche di attuazione del PRG 2008 sarà un primo confronto anche con l'assessore Veloccia. Ma l'iter partecipativo non è mai iniziato (se non dentro le commissioni)

Le norme tecniche di attuazione (NTA) del Piano Regolatore Generale del 2008 saranno un tema di ampia discussione, anche dentro il centrosinistra romano. La loro applicazione, con diverse modifiche già approvate in giunta a giugno 2023, cambierà il volto della città. Anche del centro storico. E su questo campo le fore politiche stanno dibattendo, con posizioni non sempre concordanti. 

Convengo sul piano regolatore di Roma

Il 19 aprile alla Città dell'Altra Economia, il presidente della commissione patrimonio e politiche abitative ha convocato esperti, associazioni e rappresentanti politici per discutere di come dovrà cambiare Roma dal punto di vista urbanistico. Yuri Trombetti (Pd) ha chiamato a raccolta docenti universitari come Filippo Celata, realtà da sempre attente al tema come Carteinregola, il Gruppo Romano regolamentazione affitti brevi, i comitati dell'Esquilino, Monti, Testaccio, Trastevere. Ci saranno anche consigliere e consiglieri capitolini e municipali, tra loro Antonella Melito vicepresidente della commissione urbanistica, ma anche il presidente Tommaso Amodeo e soprattutto l'assessore Maurizio Veloccia. 

Occhi puntati sulla trasformazione del centro storico

Lo scopo è quello di testare la reale disponibilità di Veloccia, che le modifiche alle NTA le ha promosse e le vorrebbe vedere approvate a breve, ad aprirsi al lancio di un iter partecipativo più ampio. Che esca dalle commissioni capitoline, svolte in streaming e su invito e dai convegni "politici". Anche perché in ballo c'è molto. Le norme tecniche, mai applicate da quindici anni, andranno a incidere su come diventeranno i quartieri storici della Città Eterna, dal centro fino a Testaccio, Trastevere, Monti, l'Esquilino. Luoghi già oggi sempre meno abitati e sempre più affollati di alberghi, airbnb, affittacamere, negozi per turisti, mini-market e fast food. C'è chi, in maggioranza, sta prestando molta attenzione a cosa uscirà fuori dal convegno e soprattutto dal lavoro politico sulla delibera, già calendarizzata da prima di Pasqua ma ancora lontana dall'essere approvata.

"Non snaturiamo il tessuto storico della città"

"Una parte di noi - spiega Trombetti - è contraria all'eventualità che tramite le norme di attuazione si possa dare il via libera agli ampliamenti di attività commerciali oltre i limiti esistenti oggi, arrivando a 2mila mq. Si può ragionare fino a 500. Non si deve però snaturare l'identità dei rioni, ma tutelare botteghe storiche e rilanciare le attività artigianali. Anche per quanto riguarda gli accorpamenti degli edifici, io personalmente sono favorevole se si predilige la destinazione residennziale, non quella alberghiera. In ogni caso da parte dell'assessore abbiamo registrato una importante apertura". Bisognerà vedere come la penserà chi sta lavorando in questi giorni a emendamenti che propongono il raddoppio delle metrature (da 250 fino a 500 mq, ma anche oltre) dei locali.

Palazzi accorpati per un Centro storico albergo a cielo aperto. La delibera fa discutere il Pd Roma

Un'ipotesi su cui Carteinregola già si è allarmata e possiamo immaginare farà le barricate, insieme a comitati di residenti e associazioni di categoria. "Ma questo come altri emendamenti - spiega un esponente della maggioranza - non sono stati ancora depositati. Nessuno si azzarda ancora a farlo, perché la discussione è aperta e nemmeno ne abbiamo parlato con l'opposizione". Passaggio che, solitamente, si fa subito prima di portare una delibera in aula per votarla. 

Un iter ancora lungo

Un passaggio che fa pensare che il percorso non sia brevissimo. Trombetti è convinto che per maggio si arriverà in aula ("prima votiamo il rendiconto 2023", spiega), ma non tutti la pensano come lui. Tra prima e dopo Pasqua l'intera sezione urbanistica portata in aula, contenente mozioni e delibere di vario genere, è stata organizzata in maniera tale da piazzare proprio l'ok alle norme tecniche all'ultimo punto dell'ordine del giorno. Una decisione presa dalla conferenza dei capigruppo. Tra Sinistra Civica Ecologista, Civica Gualtieri e Roma Futura più di un consigliere ha delle perplessità sulla delibera passata in giunta un anno fa e c'è da scommettere che il confronto continuerà ad essere acceso. Come lo è stato durante le numerose assemblee fiume, anche di otto ore, che si sono tenute negli ultimi due mesi, parallelamente alle audizioni in commissione urbanistica. Dove, però, la delibera di Veloccia non è stata ancora discussa dalle forze politiche, tanto meno votata. 

E tra i partecipanti al convegno del 19 aprile, c'è chi tiene a sottolineare un punto: "Non è l'inizio di un iter partecipativo come previsto dalla normativa, anche perché è un'iniziativa della commissione patrimonio. Per esere qualcosa di veramente aperto alla città bisogna che ci siano gli uffici e le istituzioni a spiegare le norme tecniche e le loro applicazioni, quali saranno gli effetti su Roma e qual è l'idea che questa amministrazione ha". 

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