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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Politica Malagrotta

Rifiuti, Cerroni contro le parole di Marino: "I miei legali tuteleranno la mia reputazione"

Al propritario della discarica di Malagrotta non sono piaciute le dichiarazioni del sindaco Marino nel corso di una trasmissione a La7: "Non posso fare a meno di intervenire"

“Caro sindaco, ci penseranno i miei legali a tutelare il mio nome e la mia reputazione”. Manlio Cerroni, proprietario della discarica di Malagrotta e di molti impianti di trattamento dei rifiuti a Roma e nel Lazio, coinvolto nell'indagine sull'inchiesta del ciclo di smaltimento dei rifiuti regionale, torna ad attaccare il sindaco Ignazio Marino per le sue parole in merito alla chiusura della discarica nella Valle Galeria. Questa volta il 'supremo' annuncia la possibilità di una denuncia o di una querela. “Mi rendo conto che sta diventando una 'litania' ma non posso fare a meno di intervenire” esordisce. L'ennesimo casus belli sono state le parole del primo cittadino capitolino nel corso della trasmissione andata in onda su La7 il 17 luglio scorso dal titolo “Il mestiere difficile dei sindaci”.  

LA CHIUSURA DI MALAGROTTA - Scrive Cerroni: “Lei è tornato a parlare della chiusura della 'buca' di Malagrotta da lei voluta fortemente come il massimo vanto della Giunta Marino. Non so più come dirglielo al punto che dopo aver disatteso l'ennesimo invito di visitare Malagrotta mi vedo costretto ad allegarLe un dvd dal titolo “da Roma la via del Full Circle” dove è riportato che Malagrotta con il servizio di discarica ha servito Roma per più di 30 anni e parallelamente ha realizzato con ingenti investimenti privati la Città delle Industrie Ambientali dove ci sono impianti industriali operativi e produttivi che vanno dal fotovoltaico all’eolico, dalla centrale turbogas alla centrale motogeneratori per trasformare il biogas derivato dai 2412 pozzi di captazione in energia elettrica fino all’impianto di metano per autotrazione (unico esemplare al mondo) oltre ai TMB (Malagrotta-1 e Malagrotta-2) che lavorano a pieno regime e al gassificatore”.

CERRONI VS MARINO – Cerroni, nell'ennesima lettera indirizzata al primo cittadino della Capitale, chiede a Marino di interrompere il 'ritornello' della buca: “Quanti fatti ho dovuto rappresentarLe mentre Lei non sa e non vuole sapere, non fa che ripetere il ritornello della “buca” di Malagrotta senza conoscerla”. In conclusione cita Socrate: “La grandezza di Socrate è data da “io so di non sapere” e poiché vedo che Lei non solo sembra non condividere gli insegnamenti dei grandi maestri ma persevera nella distorta e diffamatoria campagna stampa nei confronti della mia persona e delle aziende che rappresento, mi vedo costretto a dare incarico ai miei legali affinché tutelino il mio onore e la mia reputazione a cui tengo più di ogni altra cosa al mondo”.

L'INCENERITORE – Nel corso della lettera il dominus dei rifiuti romani difende anche il suo impianto di gassificazione per cui è stata avviata una linea 'di prova' ora fermo in attesa delle necessarie autorizzazioni da parte della Regione Lazio.“Leggo anche la risposta del Sindaco Nardella che ha tenuto a precisare che “ … Firenze avrà il termovalorizzatore. Cominceremo i lavori nel 2015 ed è una soluzione avviata con la Giunta Renzi di cui ero Vicesindaco …” continua la lettera di Cerroni. “Lei avrebbe dovuto rispondere che Roma ha attivato da anni la linea dimostrativa del gassificatore e che è pronta a chiudere il ciclo del trattamento dei rifiuti con il montaggio delle due linee industriali capaci di trattare 182.500 ton/anno di CSS e produrre 35 Mw di energia elettrica”.

GUARDANDO NEW YORK – Cerroni ha poi preso spunto dalla visita a Roma del sindaco di New York Bill De Blasio per 'sfatare' un mito oltreoceano: “Si è parlato di rifiuti ricordando che la Grande Mela 14 anni fa ha chiuso una discarica (aperta nel 1947) grande 4 volte Malagrotta dimenticando di dire che la discarica storica situata a Staten Island chiamata “Fresh Kills” è stata chiusa per esaurimento di volumetrie e mancanza di spazio per l’ampliamento ed è stata una disgrazia per New York che ha visto raddoppiare i costi. Infatti i rifiuti sono stati trasferiti ad altre discariche fuori dello stato di New York (Virginia, Sud Carolina, Nord Dakota) per questioni logistiche e di spazi. Oggi, la maggior parte dei rifiuti urbani residuali della città di New York pari a oltre 10.000 ton/giorno, vanno in una grande discarica in Pennsylvania a circa 120 km della città di New York”.

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