Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica

Il giardino della Giustizia e le querce seccate, l'assessora Fiorini batte un colpo: "Le sostituiremo"

Francesco Figliomeni consigliere di Fratelli d’Italia e vice presidente dell’Assemblea Capitolina: "Siamo basiti delle lacrime di coccodrillo"

Novembre 2018: l'allora ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, alla Romanina celebra l'inaugurazione del giardino della Giustizia. Ventisette le querce piantate, molte di più le foto, le promesse, le dichiarazioni. Agosto 2019: il giardino è già abbandonato ed arido e nel giro di pochi giorni il Comune annuncia lo stanziamento di 250.000 euro per la manuntezione e le nuove piante. Da un mese a questa parte si susseguono le denunce sulla stampa relativamente all'abbandono dell'area. In particolare le querce sono di nuovo secche, morte, da buttare

Un mese di silenzio, rotto solo ieri dall'assessora al Verde Laura Fiorini che su facebook ha fatto sapere la sua su quanto sta accadendo. "Vedere che alcuni degli alberi piantumati nel Giardino della Giustizia si sono seccati è un gran dispiacere. Voglio rassicurare tutti dicendo che l'Amministrazione ha tutti gli strumenti per porre rimedio a quanto accaduto". 

Fiorini indica le colpe, ovviamente non in carico all'amministrazione: "Chiarisco sin da subito che sono le ditte appaltatrici, come previsto da bando, a doversi occupare dell'innaffiamento e della cura degli alberi nei primi due anni dalla messa a dimora. Sarà così anche in questo caso. Faremo in modo, quindi, che nella prima stagione agronomica utile, si proceda immediatamente alla loro sostituzione". 

"Gli uffici competenti- ha aggiunto - hanno già programmato le necessarie verifiche sugli esiti delle messe a dimora avvenute in esecuzione dei vari appalti nella stagione 2020/2021, al fine di richiedere alle ditte esecutrici tutte le sostituzioni che si riveleranno necessarie, comprese quelle del Giardino della Giustizia. Questo è il modo in cui il Dipartimento ambiente procede di regola. Siamo pronti a intervenire per tutelare quest'area così importante per la nostra città".

Dura la replica di Francesco Figliomeni consigliere di Fratelli d’Italia e vice presidente dell’Assemblea Capitolina: "Siamo basiti delle lacrime di coccodrillo dell’Assessora Fiorini che si dice ‘dispiaciuta’ che alcuni degli alberi del Giardino della Giustizia"

Figliomeni sottolinea che "vi sono ben due Capi Staff ex assessori del Comune di Livorno profumatamente pagati, fra l’altro per un Assessorato dimezzato, la questione è ancora più fastidiosa e porta come conseguenza che, per il secondo anno consecutivo, le querce sono morte offendendo ancora una volta memorie, nomi, famiglie e il lascito di quei martiri civili. Questo amaro episodio ci conferma, ancora una volta, il modus operandi del Sindaco Raggi tutto finalizzato a mettere ‘bandierine’ da dare in pasto ai social e poi lasciarle marcire e, nel caso in questione, seccare. Era il 7 novembre 2018 quando il Sindaco, accompagnato dall’allora ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e da alcune scolaresche, inaugurava il parco sotto telecamere e obiettivi dei fotografi: 27 querce e altrettante lapidi per i magistrati martiri caduti in nome della legalità, tuttavia dopo la conclusione del rito destinato a tv e altri media, l’intero parco è stato immediatamente abbandonato, mai innaffiato e soprattutto mai curato. Roma non merita tutto questo. Chiediamo scusa alle famiglie dei caduti per questa vergognosa vicenda ed auspichiamo le immediate dimissioni della impalpabile assessora all’ambiente". 

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