Giovedì, 13 Maggio 2021
Politica

Alberghi per quarantene, il ministro Boccia (Pd) vuole attivare più strutture. M5s: "Contenti che ci dia ragione"

L'assessore De Santis difende Raggi e la sua proposta lanciata giorni fa: "Ministro Pd ci dà ragione, ora Regione Lazio renda proposta strutturale"

Stanze per la quarantena all'Hotel Marriott (Aprile 2020) - Fonte Ansa

"Ipotizziamo la possibilità di rafforzare la rete di alberghi o strutture da trasformare in Covid Hotel per accogliere positivi asintomatici che non possono restare in casa". Il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia, quota Pd, durante il vertice di ieri con Regioni, Comuni e Province, avrebbe fatto presente l'intenzione di incrementare le strutture alberghiere per ospitare positivi al covid-19 che non possono trascorrere la quarantene nel proprio domicilio. Un'idea che la sindaca Virginia Raggi aveva lanciato nei giorni scorsi con una lettera firmata anche da Federalberghi e inviata a Regione Lazio e  Consiglio dei ministri, e che aveva sollevato polemiche proprio dalla Pisana. 

"Il servizio è già attivo" aveva replicato la Regione, accogliendo la richiesta "con sorpresa". "Ci sono centinaia di camere in hotel che sono utilizzate dal servizio sanitario e svolgono un ruolo prezioso in relazione con le Asl". Alessio D'Amato, l’assessore regionale alla Sanità, aveva poi ulteriormente chiarito che a Roma e nel Lazio sono "già disponibili da mesi oltre 700 posti di alberghi assistiti per quarantene e per i trasferimenti dei clinicamente guariti". D’altra parte, ha spiegato l'assessore D'Amato "attualmente sono liberi 150 posti". Dal Campidoglio è rimasta ferma comunque la richiesta di incrementare ancora il numero di posti disponibili. 

"Siamo lieti che anche il ministro Boccia sia sulla nostra stessa lunghezza d'onda e che abbia sposato la linea di Virginia Raggi riguardo l'ipotesi di organizzare in modo articolato la rete di alberghi da trasformare in Covid Hotel per accogliere positivi asintomatici che non possono restare in casa" commenta l'assessore al Personale Antonio De Santis. "Ci auguriamo quindi che vengano messi a sistema i contributi di tutti i livelli istituzionali e che la Regione Lazio renda questa proposta una misura strutturale e non più un intervento sporadico come è stato sino a oggi". 
 

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