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Alberghi per asintomatici e quarantene, non si placa la polemica: “la Regione lo consente solo in modo parziale”

La proposta di mettere a disposizione gli hotel per le quarantene e per i pazienti asintomatici, fa discutere. La Regione ha dichiarato che già oggi ci sono 150 stanze libere. Il Comune ha però replicato chiedendo di potenziare il servizio.

Riempire le stanze vuote degli alberghi, con pazienti asintomatici o con persone che non hanno un luogo sicuro dove trascorrere la quarantena. La richiesta del Campidoglio, condivisa da Federalberghi, sta alimentando un dibattito a distanza con l’ente governato dal presidente Zingaretti.

La richiesta del Comune

La Sindaca, con il presidente di Federalberghi, sabato 31 ottobre ha inviato una lettera a Regione e Consiglio dei Ministri per chiedere di ricorrere alle strutture ricettive alberghiere per i pazienti covid. Una misura che servirebbe sia a svuotare le stanze degli ospedali che a rilanciare un settore, messo in crisi dal nuovo Coronavirus.

Le stanze attualmente inutilizzate

La richiesta del Campidoglio è stata però accolta “con sorpresa” dalla Regione Lazio che, con una nota, ha replicato affermando che in questo momento ci sono “centinaia di camere in hotel che sono utilizzate dal servizio sanitario e svolgono un ruolo prezioso in relazione con le Asl”. Alessio D'Amato, l’assessore regionale alla Sanità, ha ulteriormente chiarito che a Roma e nel Lazio sono “già disponibili da mesi oltre 700 posti di alberghi assistiti per quarantene e per i trasferimenti dei clinicamente guariti”. D’altra parte, ha spiegato l’assessore D'Amato “attualmente sono liberi 150 posti”.

Il Campidoglio rilancia la proposta

Le informazioni inviate dalla Regione, non hanno però scoraggiato il Campidoglio. Secondo Roma Capitale, infatti, per fronteggiare la pandemia, bisogna continuare ad investire sugli alberghi vuoti. Anzi, l'offerta di stanze va addirittura incrementata.  “La proposta contenuta nella lettera della Sindaca di Virginia Raggi e Federalberghi indica di accogliere negli hotel in modo stabile, strutturato e costante pazienti asintomatici, paucisintomatici e le persone in quarantena. - ha spiegato Antonio De Santis, l'assessore comunale al personale -  La Regione Lazio ha invece adottato questa misura in modo sporadico e assai parziale, soltanto in alcuni casi - ha specificato l’assessore capitolino - La nostra proposta è renderla una prassi consolidata, uno strumento permanente”.

I motivi per investire sulle stanze d'albergo

La misura suggerita dal Campidoglio, “se utilizzata in maniera spot e saltuaria, rischia di rivelarsi sterile e di non incidere quanto potrebbe. Bisogna strutturarla e renderla una costante, come avvenuto in altri Paesi” ha rimarcato De Santis. Perchè “soltanto così” si possono  “decongestionare davvero ospedali e strutture sanitarie" ed “abbattere realmente i contagi che avvengono in ambito domestico e familiare”. Solo in quel modo, ha rimarcato il Campidoglio, si riesce a garantire “un sostegno efficace alle strutture alberghiere” che stanno accusando le perdite causate dalla crisi del settore turistico.  “La Regione Lazio non si nasconda dietro interventi estemporanei - ha aggiunto l’assessore capitolino Antonio De Santis - Servono soluzioni articolate e pianificate nel dettaglio”.

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