Rifiuti, tante incognite e pochi giorni: dopo Malagrotta il buio

Il sito della Valle Galeria dovrebbe chiudere definitivamente il 30 settembre. Ma il sito per il nuovo invaso ancora non c'è. Intanto l'Ama spera di portare l'immondizia all'estero

Nonostante le proteste e il via libera accordato dalle istituzioni interessate, la firma al decreto che autorizza la realizzazione della nuova discarica a Falcognana ancora non c'è. Il ministro all'Ambiente Andrea Orlando ha spiegato che la firma arriverà a settembre ma il commissario Sottile è al lavoro per effettuare le verifiche tecniche necessarie. E come in ogni verifica che si rispetti, il risultato positivo non dovrebbe essere dato per certo in partenza.

I cittadini si stanno giocando tutte le carte a loro disposizione e hanno denunciato la mancata acquisizione del parere del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali sul vincolo Bondi sulla tutela paesaggistica dell'agro romano. “Questo parere, se espresso in coerenza con il regime di tutela paesaggistica vigente, di fatto impedirebbe la realizzazione del sito” spiega Matilde Spadaro del comitato Verde Urbano.

Sempre dai cittadini emerge un dubbio: per ottenere le autorizzazioni alla discarica ci vorrà sicuramente più del mese a disposizione. Anche se a Falcognana un sito di stoccaggio già c'è, “i rifiuti urbani dovrebbero essere conferiti in un terzo invaso ancora tutto da costruire” afferma . Insomma, con molta probabilità il sito della discarica di Falcognana non sarà pronto entro il 30 settembre, giorno in cui la discarica di Malagrotta dovrebbe chiudere i battenti definitivamente.

L'Ama alla fine di luglio ha predisposto un bando europeo per portare i rifiuti della Capitale all'estero per un costo di 135 euro a tonnellata. Anche qui però la strada non è in discesa. I tempi per l'aggiudicazione del servizio tramite una gara di questo tipo non sono compatibili con quelli che impone l'emergenza rifiuti romana che, come detto, presenta come vero e proprio spartiacque la data del 30 settembre. L'Ama potrebbe avvalersi di una nuova gara a procedura ristretta che potrebbe rivelarsi più rapida. Ma anche in questo caso, si parla di settembre.

Intanto i cittadini dei comitati della Valle Galeria continuano a denunciare il possibile sversamento di rifiuti non trattati dentro alla discarica di Malagrotta. Come denunciato anche dai Radicali che due settimane fa hanno chiesto un'operazione verità alle istituzioni locali, dati chiari sulla quantità di immondizia trattata negli impianti e da smaltire non ce ne sono. Il sindaco Marino e l'assessore all'Ambiente hanno più volte sottolineato che la nuova discarica non sarà come quella di Malagrotta. Si punta sulla raccolta differenziata. Ma anche qui, la certezza dei tempi, non c'è.

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