Rifiuti, c'è poco tempo per la nuova discarica: l'Ama prepara un bando per portarli all'estero

La conferma viene dall'assessorato all'Ambiente: "Stiamo vagliando tutte le ipotesi". Ma ancora non si conoscono i particolari dell'operazione

È sempre più intricata la situazione dei rifiuti romana. A meno di dieci giorni dalla scadenza entro la quale il commissario Goffredo Sottile dovrà indicare il sito che sostituirà l'invaso di Malagrotta. Le verifiche tecniche sono ancora in corso ma i cittadini sono già sul piede di guerra. L'interesse del commissario nei giorni scorsi era caduto sulla cava di Selvotta, nel IX municipio, vicino alla Laurentina. Ma la decisione non è ancora stata presa e per la scelta ci sono diverse possibilità, tutte nella zona Laurentina. In quell'area periferica del IX municipio infatti ci sono molte 'cave'. Oltre a Selvotta, nell'elenco compaiono molti altri siti papabili tra cui uno nella zona di Trigoria. Dall'assessorato all'Ambiente rassicurano: "Non sarà una nuova Malagrotta e verrà realizzata con tutti i parametri di sicurezza".

Ma se la scelta della discarica è una partita ancora aperta, sembra ormai chiaro che il nuovo invaso non sarà pronto entro il termine dettato dalla scadenza della proroga di Malagrotta, il prossimo 30 settembre. Come spiegano dall'assessorato all'Ambiente, “per realizzare l'impianto ci vorranno da un minimo di sei mesi al massimo di un anno”. Troppo, anche nella migliore delle ipotesi.

Così, a meno che non si voglia prendere in considerazione un'ulteriore proroga di Malagrotta, il Campidoglio sta valutando una via d'uscita: “Tra queste c'è anche quella di portare i rifiuti fuori dall'Italia tramite un bando pubblico che l'Ama potrebbe aprire proprio entro la fine del mese”. Rimangono da chiarire le quantità che dovrebbero essere trasportate, per quanto tempo e, particolare non irrilevante, i costi. Una stima va dai 100 ai 120 euro a tonnellata. Considerando che Roma produce ogni giorno poco meno di 5 mila tonnellate al giorno di rifiuti, che una volta lavorati negli impianti di trattamento meccanico biologico dovrebbero pesare circa un terzo, si potrebbe parlare di un ammontare che va tra le 1500 e le 2 mila tonnellate al giorno. Qualcosa come 200 mila euro circa al giorno. In ogni caso, a differenza di quanto avvenuto con la pubblicazione di un precedente simile bando, si dovrebbe trattare di rifiuti già lavorati.

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