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Dopo i cinque furti, dalla scuola Pisacane una lettera alla città e agli ‘intrusi’: “Non ci chiudiamo, distribuiremo beni di prima necessità”

Nella lettera i genitori spiegano: "Siamo arabbiati con chi non ritiene la scuola una priorità. Un abbandono non casuale, ma voluto e deliberato, che ha radici profonde"

I genitori della scuola Carlo Pisacane di Tor Pignattara scrivono al quartiere, alla città, e anche agli “intrusi” che nelle ultime settimane sono entrati nell’istituto di via di Acqua Bullicante cinque volte in meno di un mese. “Forse ora voi conoscete bene il nostro edificio, ma non la nostra Scuola. I principi alla base della nostra visione di Scuola sono accoglienza e solidarietà, quindi capiamo bene cosa la fame e il freddo possano spingere a fare”, esordiscono. “Quello che ci fa arrabbiare però, è che abbiate violato lo spazio dei bambini e delle bambine, minando le certezze con cui cerchiamo di farli crescere”.

I furti sono stati cinque: la terza volta i ladri sono riusciti a sottrarre ben 16 computer portatili necessari alla didattica a distanza, altre volte è stata presa di mira la mensa scolastica, e quasi sempre aule e spazi per i bambini sono stati messi a soqquadro rendendo necessaria la sanificazione e la sospensione delle lezioni per l’intera giornata. Oltre alla preoccupazione, la scorsa settimana l’indignazione dei genitori è stata indirizzata verso le istituzioni, municipio e comune in particolare, la cui risposta è stata giudicata troppo lenta.

Del caso della Pisacane se ne è occupato anche il ministero dell’Istruzione, che ha stanziato dei fondi per installare un sistema di allarme. Mentre la burocrazia muoveva i suoi passi, però le intrusioni notturne non si sono mai fermate e solo la scorsa settimana, di fronte al quinto episodio, si è mosso qualcosa di concreto. Nella lettera l’analisi della situazione e una proposta: una nuova distribuzione di beni di prima necessità. “ Lungi da noi dunque adesso trincerarci nel nostro fortino presidiato da allarmi e telecamere, al contrario, riteniamo prioritario portare avanti attività di apertura al territorio”, spiegano.

Di seguito il testo integrale della lettera.

Più che direttamente con voi (nella lettera i genitori si riferiscono agli intrusi, ndr), siamo arrabbiati con chi ha permesso che la scuola, non solo la nostra purtroppo, diventasse una terra di nessuno, un luogo in abbandono in cui si riesce a entrare con una semplice spallata a una finestra, tutte le volte che si vuole. Arrabbiati con gli stessi che da anni costringono i bambini e le bambine ad una didattica in aule senza porte, senza arredi adeguati, senza tapparelle funzionanti, gli stessi che pur avendo stanziato dei soldi per le palestre scolastiche non avviano l'iter per cominciare i lavori di ristrutturazione. Arrabbiati con chi pensa che la manutenzione dell'impianto antincendio non sia rilevante. Arrabbiati con chi non ritiene la scuola una priorità.

Si tratta di un abbandono non casuale, ma voluto e deliberato, che ha radici profonde: decenni di tagli alle spese, di delegittimazione della professione docente, di verticalizzazione delle decisioni, di depauperamento delle risorse culturali, in linea con un pensiero dominante che relega lo studio e il sapere al di fuori dai diritti fondamentali e li considera un lusso per pochi privilegiati. Per questo negli ultimi giorni abbiamo fatto sentire la nostra voce nei palazzi dove si trova chi ci amministra, ed abbiamo deciso di farla sentire sia ai politici sia agli uffici tecnici per scardinare il reciproco rimpallo delle responsabilità.

Ora sembra finalmente che qualcosa si stia muovendo, pare che alcuni lavori siano partiti e altri saranno avviati a breve: noi comunque continueremo a vigilare sui tempi e sui lavori e visto che ci sta a cuore la scuola, non solo la nostra, ma La Scuola come bene pubblico, speriamo che altrettanto si faccia per tutti gli altri istituti che necessitano interventi in maniera costante, senza attendere l’emergenza. Da parte nostra monitoreremo scrupolosamente tutte le attuali criticità presenti nella struttura scolastica, a partire dalla mancanza delle porte in molte classi e dallo stato di grave dissesto della palestra. Sono mancanze inaccettabili, sulle quali pretendiamo risposte immediate dalle istituzioni competenti e non ci accontenteremo di vaghe proposte di intervento.

In tutta questa storia abbiamo però anche molte persone da ringraziare: il corpo docente, il personale Ata e della mensa, la dirigente dell’IC Salacone che con i loro sforzi, superiori al dovuto, hanno reso tutta questa situazione meno grave per noi e soprattutto per i bambini e le bambine. Uno sforzo costante in linea con le azioni che negli ultimi dieci anni hanno portato la scuola statale Carlo Pisacane ad aumentare le proprie classi da 9 a 20.

Noi che la amiamo e la rispettiamo, la chiamiamo Scuola Internazionale Carlo Pisacane, il cui motto è “tutto il mondo in una scuola, una scuola aperta al mondo”. Lungi da noi dunque adesso trincerarci nel nostro fortino presidiato da allarmi e telecamere, al contrario, riteniamo prioritario portare avanti attività di apertura al territorio, di sostegno alla comunità e solidarietà nei confronti delle famiglie e delle persone fragili messe in condizioni ancora più critiche dall’attuale situazione di emergenza sanitaria.

Annunciamo dunque una nuova distribuzione di beni di prima necessità per le famiglie che frequentano la scuola, come già fatto un mese fa, che avverrà nella prima settimana di marzo. Chiunque voglia può aiutarci e sostenerci con un contributo tramite l’iban IT32D0303203202010000158001 intestato a Associazione Pisacane011, oppure portandoci beni durante l’iniziativa Torniamo insieme in piazza, sabato 27 febbraio dalle 10:30 alle 14:00 a piazza Persiani Nuccitelli (solo cibo non deperibile, detersivi, detergenti personali e libri per bambine/i in ottimo stato), per informazioni e contatti, pisacane011@gmail.com. Più scuola per tutte e tutti!

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