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Lago ex Snia: "Disboscamento in corso tra i ruderi dell'ex fabbrica, servono verifiche urgenti"

La denuncia arriva dai cittadini del Forum territoriale del Parco delle Energie: "Area sottoposta a diversi vincoli e vicina al Monumento naturale"

Un’area all’intero del perimetro della fabbrica dell’ex Snia è stata disboscata ed è in corso uno sbancamento del terreno. La denuncia arriva dagli attivisti del Forum territoriale del parco delle Energie, allarmati dalle fotografie e dai video scattati da un inquilino residente in uno dei palazzi di largo Preneste, che dall’alto del suo balcone riesce a vedere oltre il muro di cinta che chiude l’ex fabbrica. “Ho notato per la prima volta questa attività ieri”, ha raccontato a Romatoday. “Hanno tagliato numerosi alberi e ora, mentre parliamo, stanno caricando della terra su alcuni camion”.

Alcuni video e fotografie mostrano quanto descritto a parole: due gru spostano terra e tronchi di alberi abbattuti. È stato posizionato anche una sorta di container al fianco del quale si vedono dei tubi. A giudicare dalle immagini scattate dall’alto (trattandosi di terreno privato non è possibile entrare), l’area interessata dal disboscamento è quella che intercorre tra il muro di cinta lungo via di Portonaccio e i manufatti dell’ex fabbrica, a partire dall’angolo con via Prenestina per circa 150 metri. Le immagini sono state definite “allarmanti” dai cittadini del Forum territoriale del Parco delle Energie. Per diversi motivi.

Da luglio del 2020, nell’area dell’ex fabbrica è stato istituito il Monumento naturale del lago dell’ex Snia, volto a tutelare l’ecosistema naturale sorto in modo spontaneo attorno allo specchio d’acqua, ricco di biodiversità e che vanta la presenza di diversi Habitat dichiarati prioritari dalle normative europee. Anche se buona parte del terreno privato, che sorge a ridosso della via Prenestina, è rimasto fuori dal perimetro del Monumento naturale, come dimostrato da una serie di studi, i ruderi dell’ex fabbrica sono parte integrante dell’ecosistema. L’ente regionale Roma Natura, che gestisce il monumento dal luglio 2020, sta infatti lavorando a una proposta da avanzare alla Regione Lazio per allargare il perimetro del monumento da tutelare e gli uffici del dipartimento Urbanistica del Comune di Roma, come spiegato più volte dall’assessore Luca Monturori, stanno valutando la fattibilità dell’esproprio. In corso è anche il processo di iscrizione del lago al Demanio, passaggio formale che renderebbe vincolata l’area attorno alle sue rive per 300 metri.

L'intera area ricade nel comprensorio 'Ad Duas Lauros', quindi soggetto a una serie di tutele paesistiche, mentre la zona dei ruderi dismessi è stata perimetrata dalla Sovrintendenza capitolina quale 'area di archeologia industriale' e come tale soggetta alle norme del Piano regolatore in merito. All'interno del Monumento naturale, inoltre, sono in vigore misure a tutela della nidificazione della fauna selvatica, che introduce reato di distruzione dei nidi presenti sugli alberi e il divieto di danneggiare la vegetazione arborea e arbustiva.

Per questo i cittadini del Forum hanno chiesto al V municipio e a Roma Natura di attivarsi per sospendere le operazioni e per effettuare accertamenti. L'obiettivo è quello di chiedere alle istituzioni una verifica in merito luogo in cui sono in corso i lavori, perché all'interno del Monumento servirebbe il nulla osta di Roma Natura, che “abbiano ricevuto regolare autorizzazione paesistica”, che “siano provvisti di regolari permessi della Sovrintendenza di Roma”. Un’operazione simile, commentano “può arrecare danni irreversibili al patrimonio storico, architettonico e floro-faunistico presente”, la denuncia.

"Questa vicenda mostra chiaramente l'importanza di procedere senza ulteriori tentennamenti all'allargamento del monumento naturale, cui Roma Natura sembra essersi impegnata", commenta Alessandra Valentinelli del Forum, "e all'adozione di un regolamento di gestione che tuteli gli equilibri ambientali e il patrimonio storico dell'intera area della fabbrica dismessa".

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