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Ex Camping Capitol, Ac Severiana: "Chiediamo l'applicazione della normativa"

Applicazione della circolare n.10 del 15 giugno 2012 emessa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali

L'area dell'ex Camping Capitol su via di Castelfusano è classificata da sempre come di notevole importanza da un punto di vista archeologico. Già da tempo indagata per un reticolo viario a servizio di tombe e ville rustiche romane, è stata oggetto di ritrovamenti fin dal 2006: in particolare, sepolture terragne e alla cappuccina, nonché strutture a livello di fondazione di epoca tardo-romana.

Tutto questo è caduto però nel dimenticatoio e nessun vincolo è stato mai apposto sull'area. Inerzia da parte della Soprintendenza? Nessuna risposta. Se è normale che sondaggi archeologici in corso di esecuzione lavori (pubblici o privati) possano restituire imprevisti ritrovamenti, non è normale che, dove già si conosce che ci sono resti nel sottosuolo, si intervenga lo stesso senza alcuna modifica del progetto iniziale. Sono passati 7 anni ed è come se nulla fosse mai stato. Non ci risulta neppure che sia stato mai fatto un aggiornamento della cartografia archeologica.

Ricordiamo che per quanto riguarda i lavori di scavo previsti da soggetti privati subentra spesso la mediazione delle amministrazioni comunali, che in molti casi hanno utilizzato i poteri autonomi loro conferiti in campo di programmazione urbanistica per disporre che gli interventi di scavo localizzati in aree di presunto interesse archeologico siano sottoposti a visto preventivo da parte della soprintendenza. Nel caso dell'ex Camping Capitol addirittura ci ritroviamo invece davanti a un'autorizzazione rilasciata dal Dipartimento Turismo di Roma Capitale (d.d. 57 del 08.08.2012, autorizzazione unica n.QA8030 del 30.11.2005)

Per tali motivi chiederemo formalmente spiegazioni alle istituzioni competenti in materia del perché non sia stato seguito alla lettera il contenuto della circolare n.10 del 15 giugno 2012 emessa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali nell'ambito delle procedure di verifica preventiva dell'interesse archeologico dell'area in questione, che prevede, tra le altre cose, la gestione dei reperti di scavo, la stesura di una relazione archeologica definitiva, i provvedimenti di tutela nonché la pubblicazione dei risultati delle indagini.

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