Stadio della Roma e la prova di forza del M5s: verso il 15 giugno tra proteste e grillini divisi

Per arrivare a far approvare dall'Assemblea Capitolina il nuovo progetto, il M5s ha deciso di bruciare le tappe. Salta la richiesta di parere nel Municipio XI e nel IX non c'è spazio per approfondimenti e confronti con i cittadini

Niente approfondimenti, il tempo rimasto a disposizione è troppo poco. Entro il 15 giugno si deve portare in Conferenza dei Servizi la nuova delibera sul pubblico interesse. E deve essere già passata per i voti dell'assemblea capitolina. Come riuscirvi, sembra un aspetto residuale, del tutto privo d'importanza. 

LA PROVA DI FORZA - Il M5s questa volta, per realizzare l'obiettivo, è pronto a snaturarsi. Niente divisioni. Niente confronto. Una prova di forza senza precedenti nella maggioranza pentastellata di Roma Capitale. Il ruolo dei municipi è quello che ne risulta più sacrificato. Nel territorio amministrato dal presidente Torelli (Arvalia, municipio XI), il parere non viene neppure richiesto. "Una scelta che umilia  le istituzioni ma soprattutto  150.000 cittadini – scrivono i consiglieri del PD nel Municipio XI – a cui s'impone un progetto senza che i propri rappresentanti istituzionali possano in alcun modo valutarlo". Eppure le obiezioni da sollevare, soprattuto in materia di viabilità, non sarebbero mancate. 

ZERO RISCHI - Al Municipio IX va poco meglio. Nel territorio in cui è prevista la realizzazione dello stadio e della gran parte delle opere pubbliche ad esso collegate, il Campidoglio ha deciso di seguire un'altra strada. Niente discussioni ed approfondimenti nelle Commissioni. Forse per non perdere tempo con i consiglieri pentastellati che nel progetto non riscontrano il rispetto delle cubature previste nel Piano Regolatore. Il parere sarà comunque espresso direttamente in aula consiliare. Una formula che riesce a compattare tutta l'opposizione, "allibita" perchè "vorrebbero farci esprimere il parere senza averci trasmesso i progetti e senza aver organizzato un processo partecipato con i cittadini". L'operazione rischia però di rivelarsi un boomerang, visto che al consiglio straordinario convocato per venerdì, si presenteranno i comitati inascoltati ed i consiglieri democratici del Municipio XI. Si preannuncia bagarre.

BOTTA E RISPOSTA - Intanto, sempre a tappe forzate si procede anche in Campidoglio. Nelle commissioni comunali però, il parere è stato richiesto. Il giro di valzer è stato aperto nella mattinata di giovedì 8 dalla Commissione Sport, orfana dell'Assessore competente. Ad illustrare la delibera sul pubblico interessa, ha provveduto  quindi il capogruppo pentastellato Ferrara, che ha poi stigmatizzato i consiglieri democratici. A suo dire si sarebbero astenuti, "dopo una conferenza stampa creata ad hoc per andare contro il progetto. È evidente che non vogliono lo Stadio – ha chiosato Ferrara – Da quando stiamo amministrando questa opposizione invece di essere costruttiva fa solo ostruzionismo non solo contro di noi ma contro la città e i cittadini”. E d'altra parte, come sottolineato nella conferenza stampa indetta in mattinata dal PD "Se dai municipi non è arrivato nessun parere, su cosa dobbiamo andare a votare in commissione Sport?" Domanda lecita, ma evidentemente il decentramento amministrativo è sacrificabile sull'altare dello stadio. A tal rigaurdao, la partita resta aperta, ma ancora per pochi giorni. La maratona per l'approvazione del nuovo progetto, si è trasformata in una gara di velocità. Il risultato, inevitabilmente, sarà valutato col fotofinish.

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