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Residence, al Comune 600 offerte per i Sassat: Armellini si fa avanti con 500 'case di sabbia' di Ostia

Si partirà con una prima tranche di 207 case. Per accettare tutti gli alloggi di Armellini serve infatti una deroga al bando

Ci sono anche (e soprattutto) le ‘case di sabbia’ di Armellini a Ostia tra i circa 600 appartamenti offerti al Comune di Roma in risposta al bando per il reperimento di alloggi da destinare ai ‘nuovi residence’. Stiamo parlando dei cosiddetti Sassat, il servizio che nei piani dell’amministrazione affiancherà l’assistenza alloggiativa a quella sociale e che dovrà sostituire nei prossimi anni i vecchi e costosissimi Centri di assistenza alloggiativa temporanea, dove vivono ancora circa 1200 famiglie. Martedì 18 dicembre presso il dipartimento Patrimonio capitolino sono state aperte le buste con le offerte al bando che punta a individuare 500 alloggi sul libero mercato, preferibilmente con la modalità ‘rent to buy’, quindi finalizzata all’acquisto, per un totale di 5 milioni di euro.

La prima versione del bando, 800 alloggi per 12 milioni di euro, era andata deserta. Questa volta sono arrivate proposte da quattro proprietari e sono stati giudicati ammissibili e inseriti in graduatoria 596 alloggi. A presentare le offerte, oltre alla Moreno Estate srl di Armellini, la Ten Immobiliare, società riconducibile alla famiglia Totti, che punta a confermare l’attuale residence di via Tovaglieri, la Palocco 2002 srl, con un immobile che sorge tra il quartiere Case Rosse e il Tecnopolo Tiburtino, e la Lamaro appalti società unipersonale che punta a trasformare in residence alcune sue proprietà che sorgono dopo La Storta. 

I verbali sono stati trasmessi agli uffici competenti che provvederanno a tutte le verifiche necessarie alla stipula dei contratti. Si partirà con un elenco di 207 appartamenti. Il motivo risiede nel fatto che la maggior parte degli immobili presentati sono della Moreno Estate srl che ha dato disponibilità per circa 490 alloggi dislocati in 14 palazzine, molti più dei 100 che il bando prevedeva potessero essere presentati per ognuna delle offerte. Così la commissione ha ‘congelato’ la decisione su 389 appartamenti demandando agli uffici competenti la valutazione in merito alla possibilità di procedere con una deroga al limite previsto nel bando.  

C’è poi un altro scoglio al quale potrebbero andare incontro questi immobili. Come spiegano dal dipartimento l’offerta, per essere accettata, dovrà essere integralmente praticabile (non potrà essere accettato un numero inferiore di alloggi) e soprattutto qualora le case offerte non saranno libere non si potrà procedere alla stipula del contratto. Precisazioni d’obbligo dal momento che la Moreno Estate srl è la proprietaria dei 1040 immobili che da circa vent’anni l’amministrazione affitta dalla società riconducibile alla famiglia dei costruttori Armellini, assegnate come case popolari. E gli indirizzi che la Moreno Estate srl ha sottoposto al Campidoglio, come ha potuto verificare Romatoday, coincidono con quelli di queste palazzine.

Palazzine ribattezzate ‘case di sabbia’, appellativo che si sono guadagnate per il loro pessimo stato di manutenzione, balzate recentemente agli onori della cronaca per una sentenza del Tar che, di fronte a un contratto sciolto nel 2014, ha condannato il Comune a restituire gli immobili al proprietario e a risarcire la Moreno Estate per oltre 20 milioni di euro. Di fronte al rischio di dover mettere alla porta 1040 famiglie, il Campidoglio ha così annunciato l’intenzione di voler acquistare queste case trasformandole in alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà di Roma Capitale. Secondo Unione Inquilini, però, 380 nuclei che vi abitano senza titolo corrono il rischio di essere sgomberati. Resta da capire, inoltre, a chi spetteranno e soprattutto quanto costerà la manutenzione di questi immobili. 

“Il Sassat è strutturato per offrire alle famiglie più fragili non solo un alloggio temporaneo, ma anche e soprattutto un concreto percorso di accompagnamento verso l’autonomia” spiega l’assessora al Patrimonio e alle Politiche Abitative di Roma Capitale Rosalba Castiglione. “Grazie alle risposte arrivate a questo bando puntiamo ad avere presto a disposizione un primo gruppo di immobili da cui far partire questo nuovo servizio e seguiranno presto nuovi bandi. Stiamo lavorando per modulare sempre più efficacemente gli avvisi pubblici così da potenziare l’attrattività per chi ha immobili sfitti da valorizzare sul nostro territorio. Naturalmente stiamo selezionando anche immobili di proprietà capitolina da poter utilizzare proprio per il Sassat (30 alloggi dovrebbero arrivare dalla delibera 133 sulla ‘fine di affittopoli’, ndr)” conclude. 

Intanto nei cosiddetti Centri di assistenza alloggiativa temporanea vivono ancora circa 1200 famiglie. Oltre 600 su 1200 sono risultate escluse dall’accesso al nuovo servizio Sassat, nella maggior parte dei casi per formalità burocratiche, ma la graduatoria definitiva, che dovrà essere elaborata alla luce della valanga di ricorsi presentati, non è ancora stata pubblicata. Chi resterà fuori potrà usufruire del cosiddetto ‘buono casa’, fermo restando l’attesa per una casa popolare. Nel calcolo delle 1200 famigliec’è anche chi ha perso il diritto all’assistenza alloggiativa (anche qui non mancano i casi di motivi meramente burocratici) ed ha quindi ricevuto ordinanza di sgombero. 

Attacca Unione Inquilini, presente al momento dell’apertura delle buste. “Travasare famiglie che hanno tutte lo stesso disagio abitativo è una follia amministrativa” le parole del segretario romano Fabrizio Ragucci. “Temiamo un’ondata di sgomberi ai danni di quanti abitano a Nuova Ostia che presentano le stesse difficili condizioni soggettive di coloro che vivono nei residence”.

Il sindacato si dice pronto a procedere “anche per vie giuridiche perché secondo noi l’offerta della Moreno Estate è irricevibile: nella busta con l’offerta mancava il documento di identità della società ma è stata ammessa la stesso” la denuncia del sindacato. “Il tutto a fronte di decine di famiglie che abitano nei residence escluse per non aver apposto una x nel modulo. Abbiamo chiesto un incontro urgente con la sindaca Raggi, gli assessori competenti e la presidente del X municipio. Chiediamo inoltre una commissione Trasparenza che faccia chiarezza sulle modalità con cui è stato portato avanti questo bando. Gli abitanti delle case di Nuova Ostia sono pronti a scendere in piazza”. 

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