Katia Ziantoni, il flop della differenziata e le mancate promesse su Rocca Cencia: i "meriti" sul campo della neo assessora ai rifuti

Assessora all'ambiente dal 2016, abbandona il parlamentino di viale Cambellotti per entrare in giunta Raggi. Quattro anni nel VI municipio: ecco cosa ha fatto

Katia Ziantoni - Foto di archivio

Diplomata all'Istituto tecnico in servizi sociali, "master" in comunicazione e tecnica pubblicitaria,  impiegata presso una cassa mutua, giornalista pubblicista, da ieri Katia Ziantoni ha in mano la delega più scomoda dell'amministrazione capitolina, quella ai rifiuti. Al netto del curriculum però, la Ziantoni in questi quattro anni ha dato prova di sè in VI municipio, da attivista d'opposizione prima, da candidata poi e infine da assessora in municipio. E', insomma, un soggetto meno misterioso rispetto a Laura Fiorini, assessora al verde con cui di fatto ora divide le deleghe che furono di Pinuccia Montanari. Da ieri mattina, dopo un incontro con la sindaca Raggi, è passata da via Cambellotti, al Comune, lasciando la giunta Romanella senza un altro pezzo ( episodio che metterà in non poche difficoltà il minisindaco).

Quali sono insomma i meriti sul campo della Ziantoni?

Dalla mancata realizzazione delle promesse e dei proclami della campagna elettorale, al flop della raccolta differenziata porta a porta, passando dalla riqualificazione dei parchi al nuovo piano mobilità tra strade che gridano vendetta perché zeppe di rifiuti a discariche a cielo aperto. Proviamo a ricostruire cosa ha fatto e cosa no al VI Ziantoni che, certo non si può dire, abbia goduto delle simpatie della politica territoriale, a partire dai suoi stessi colleghi di partito che non hanno mancato di manifestare stupore per la nomina in Campidoglio. 

Fino alle elezioni del 2016 Katia Ziantoni è stata un’attivista del Movimento Cinque Stelle e presidente del comitato per la tutela e la promozione della salute che faceva parte dei “Quartieri riuniti in evoluzione” (oggi inattivo) e che chiedeva la chiusura del polo impiantistico di Rocca Cencia. È stata tra le organizzatrici dell’evento del 22 maggio del 2016 a Gabii dal titolo “A riveder le stelle…”, dove è intervenuta Virginia Raggi per chiudere la campagna elettorale. Con l’insediamento del M5s al sesto municipio è stata nominata assessora all’ambiente e non ha mancato, in questi anni di governo, di battere i pugni sui tavoli capitolini

La chiusura di Rocca Cencia che tanti invocavano e invocano tutt’oggi, da manifesto del movimento cinque stelle è diventato ben presto un sogno posato nel cassetto. Rispetto alla paventata chiusura che doveva essere immediata, in consiglio municipale fu approvato pochi giorni dopo l’insediamento, un documento che faceva slittare la data tanto attesa al dicembre 2019 e che annunciava una riconversione del polo impiantistico (mai avvenuta). A maggio Ziantoni al nostro giornale dichiarava: “Senza la realizzazione delle alternative in corsa che si potevano avviare anche con apposite ordinanze, viste le emergenze che abbiamo passato, Rocca Cencia non può chiudere e come cittadina, ancor prima che come assessore, non lo posso accettare”. Rabbia e delusione tra i cittadini del versante est del municipio per il mancato superamento dell'impianto. 

Intanto ha avviato l’attivazione delle aree di trasbordo puntando sull’importanza delle aree di trasferenza per lo stoccaggio dei rifiuti. La ricetta immaginata dall’ormai ex assessora del sesto municipio per il piano rifiuti alle torri consisteva nella realizzazione dei siti di trasbordo e trasferenza per lo stoccaggio dei rifiuti che non vengono trattati nel TMB, avvio di tutti gli accordi regionali e interregionali e l’attuazione del nuovo piano industriale. Da Rocca Cencia a Colle Prenestino: Ziantoni ha portato ai tavoli regionali la contrarietà del sesto municipio alla realizzazione dell’impianto a biomasse di via Prenestina (è ancora in corso la conferenza dei servizi). 

Il sesto insieme all’undicesimo è stato tra i municipi pilota a Roma per il nuovo sistema porta a porta della raccolta differenziata dei rifiuti. Partito in ritardo rispetto ai proclami inziali, il sistema non ha raggiunto tutti i quartieri prefissati e in alcuni è stato chiesto dai cittadini e poi ottenuto il ritorno ai cassonetti stradali per la raccolta dei rifiuti, come Torre Angela, a causa del conclamato fallimento del ritiro. Anche il comitato di quartiere Villaggio Breda, a nome dei cittadini, ha chiesto un ritorno ai cassonetti stradali ma non ha ancora ottenuto riscontro e intanto tra le strade i cumuli di rifiuti sono diventati la norma. Non mancano discariche a cielo aperto nei pressi dei cassonetti anche a Tor Bella Monaca (VIDEO).

Solo nel 2020 alcuni parchi municipali subiranno interventi di restyling nell’ambito della manutenzione straordinaria, altri perché contenuti nel “bando periferie” (nei giorni scorsi l’avvio dei lavori al parco di via Acciaroli). Sul "verde" Ziantoni ha sempre chiesto il decentramento amministrativo, intanto sono troppe le aree verdi e i parchi sprofondati nel degrado. Nell’ambito della mobilità (altra delega dell’ex assessora Politiche dell'Ambiente, Mobilità, Decoro Urbano, Patrimonio, Benessere e Tutela degli Animali) la revisione della nuova rete del trasporto pubblico locale del versante prenestino che entrerà in vigore dal prossimo 28 settembre. 

Un nuovo banco di prova per Katia Ziantoni che avrà la delega ai rifiuti al Comune non prevista nei municipi. 

Di seguito l'intervista a Katia Ziantoni di gennaio 2019, prima delle dimissioni di Pinuccia Montanari, quando il metodo di differenziata della pupilla di Grillo veniva vantato anche sui territori.

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