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Roma lercia, l'allarme dei medici: "Dopo la pandemia, ora il rischio sanitario per i rifiuti"

L'ordine dei medici scrive a Regione, Comune e Prefetto. L'assessore D'Amato: "Potrebbe esserci un'ordinanza"

Da un'emergenza all'altra: ieri la pandemia da Covid, oggi l'emergenza rifiuti. Le parole sono quelle, i protagonisti anche. Mascherine, emergenza, ordinanze. E ancora: l'ordine dei medici, l'assessore alla sanità del Lazio Alessio D'Amato. A lanciare l'allarme è l'ordine dei medici di Roma il cui presidente, Antonio Magi, ha scritto al ministro Cingolani, alla Regione Lazio, al Comune di Roma e al Prefetto per chiedere interventi. "Siamo costretti ad usare ancora le mascherine per proteggerci non solo dal Covid ma anche dai miasmi provenienti dalla spazzatura". 

Magi sottolinea "il rischio di crisi igienica dovuta alla grave situazione dei rifiuti" ed auspica il superamento di "reciproche diffidenze" in modo da trovare "la soluzione definitiva del problema rifiuti". 

"Come già accaduto in passato - scrive Magi alle autorità competenti - mi trovo costretto per l'ennesima volta a denunciare la grave situazione dei rifiuti in cui versa la città con interi quartieri invasi dalla spazzatura e cittadini costretti a fare lo slalom tra cassonetti stracolmi, sacchetti abbandonati per strada e una fauna che si nutre di questo scempio. Questa condizione specie davanti ad ospedali, scuole, centri commerciali, parchi pubblici e aree residenziali, rischia di creare un grave problema di sanità pubblica della quale, cittadini ed istituzioni, ognuno per le proprie competenze, più o meno dirette, dovrà farsi carico portando ad una immediata e definitiva soluzione del problema".

La spregiudicata narrazione di Virginia Raggi sull'emergenza rifiuti

"Dopo l'emergenza sanitaria dovuta alla pandemia la capitale d'Italia è ora ad un passo da una nuova crisi igienica. La situazione è tale - aggiunge Magi - che i romani, in controtendenza rispetto a tutto il resto del Paese, rischiano di dover portare le mascherine ancora a lungo, anche all'aperto, per proteggersi dai miasmi che provengono dai rifiuti lasciati marcire al sole sotto queste temperature torride. È inconcepibile che a distanza di oltre due anni, dalla mia prima analoga comunicazione, era il mese di gennaio 2019, la città di Roma, la capitale di uno dei Paesi orgogliosamente appartenente al gruppo dei G8, non abbia ancora risolto il problema dei rifiuti. Spiace constatare che l'emergenza continui e, come si legge sui giornali, continua anche il rimpallo di responsabilità tra le istituzioni coinvolte che certamente non ha aiutato in passato ed evidentemente non aiuterà neanche oggi a risolvere la grave situazione una volta per tutte".

Interpellato in merito l'assessore alla sanità della regione Lazio Alessio D'Amato spiega: "Per il momento è un'emergenza igienica, ma con il grande caldo potrebbe diventare presto un'emergenza sanitaria. Sicuramente se permane questa situazione di stallo a questo punto potrà anche esserci un'ordinanza".

E i Radicali provocano. Massimiliano Iervolino,  segretario di Radicali Italiani: "La situazione dei rifiuti a Roma è sempre più complicata, basta farsi un giro in città per vedere montagne di spazzatura non raccolta. Non vorremmo che all’obbligo di mascherina per proteggersi dalla trasmissione da Covid-19 si arrivasse a quello per ripararsi dalla puzza che attanaglia diversi quartieri della Capitale. Lo scaricabarile tra Regione Lazio e Roma Capitale è diventato stucchevole e nauseabondo", aggiunge. "Alla Raggi, che parla di forti interessi privati intorno al business dei rifiuti, va ricordato che l’AMA S.p.A ha tutte le carte in regola per individuare le zone dove costruire gli impianti. Invece in questi cinque anni di sindacatura la capacità industriale dell'azienda è diminuita piuttosto che aumentata: questo è il cuore del problema", conclude. 
 

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