Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Emergenza rifiuti, due impianti fuori regione si fermano e Roma è sempre più lercia

Raggi incolpa la regione. Il PD: "Intasa discariche di tutta Italia e non si assume mai responsabilità, è imbarazzante"

Cassonetti strapieni e quando non sono pieni con la spazzatura all'esterno. Il caldo che moltiplica i disagi con il tanfo che entra nelle case. E' emergenza rifiuti a Roma, proprio nel momento in cui una soluzione sembrava essere stata trovata. Sì, perché la settimana scorsa erano stati individuati gli sbocchi e il Comune di Roma aveva applaudito alle soluzioni sostenendo come la regione avesse sposato la linea di Roma Capitale. Dal canto suo la Regione ribadiva la necessità di trovare una discarica di servizio a Roma. 

Qualcosa però in questi giorni sta andando storto. A spiegarlo è Ama che dopo il nostro servizio di ieri ha replicato al nostro giornale spiegando quel che sta accadendo. "AMA evidenzia e segnala che le attuali criticità nella raccolta dei rifiuti che si stanno verificando in particolare nell'area Est derivano, come segnalato agli organi competenti, dall'insufficienza degli sbocchi negli impianti di trattamento e smaltimento di cui l'azienda si deve servire. Dalla scorsa settimana, in particolare, sono stati bloccati i conferimenti presso Ecologia Viterbo a causa di un guasto al trituratore dell'azienda e gli impianti in Toscana hanno comunicato l'impossibilità ad accettare materiale da Roma. In assenza di qualunque flessibilità e maggiore capienza necessaria ad assorbire i quantitativi di rifiuti prodotti nella città di Roma in questo periodo, AMA con i suoi uomini e mezzi sta facendo tutto il possibile per contenere i disagi nella fase a monte della raccolta. Si resta a totale disposizione degli Enti per trovare una soluzione utile ad alleggerire la situazione nei prossimi giorni".

Secondo quanto verificato da RomaToday con più fonti gli impianti in questione sono in manutenzione. L'effetto è sostanzialmente lo stesso, così come le cause a monte di queste esigenze contigenti: il ciclo dei rifiuti di Roma Capitale è precario e dipendente da impianti in giro per l'Italia e nel resto del Lazio. 

Succede così che i tmb che servono la città di Roma, in particolare quello di Rocca Cencia, sono pieni e non possono accogliere ulteriori rifiuti. I camion di rifiuti restano pieni ed ovviamente non possono passare in strada. L'effetto è l'accumulo dei sacchetti attorno ai cassonetti dove, come abbiamo testimoniato, è impossibile gettare la spazzatura. "Basta passare vicino ai cassonetti per sentire un olezzo nauseabondo. Di certo non è un bel biglietto di visita per la città che si appresta a ricevere i turisti e nemmeno un buon segno dal punto di vista igienico sanitario per i cittadini che, fra le altre cose, pagano una TARI tra le più alte d’Italia", denuncia il consigliere di Fratelli d'Italia Francesco Figliomeni che si appella ad Ama e al Comune di Roma. 

Perché a Roma c'è una nuova emergenza rifiuti e cosa serve (con urgenza) per uscirne

Virginia Raggi, incalzata su RaiUno da Serena Bortone sull'argomento, è costretta a rispondere: "I rifiuti? Sono infuriata su questo argomento. Ora abbiano sistemato il debito di Ama e stiamo assumendo. Sono già in strada i nuovi spazzini. Ci sono i nuovi mezzi e stiamo comprando cassonetti e impianti. Se Ama avesse avuto i conti in ordine avremmo potuto farlo subito. La Regione inoltre non sta facendo il suo dovere". Raggi omette tutte le mancanze della sua amministrazione, su tutte l'incapacità di aumentare la raccolta differenziata che, lo ricordiamo, da proclami e diverse conferenze effettuate nel corso degli anni, ad oggi dovrebbe essere al 71%. La percentuale attuale è al 46%. Nel frattempo è stato rivisto il piano industriale, con l'acquisizione di due Tmb, ma che entrerà però a regime solo a partire dal 2024. Nel frattempo Roma è costretta a chiedere l'aiuto degli altri impianti in giro per l'Italia e nel resto della regione. Impianti che ciclicamente e fisiologicamente vanno in manutenzione. 

Alla sindaca replica Enzo Foschi, vicesegretario del Pd Lazio: "La sindaca Raggi ha intasato le discariche di tutta Italia perché non si è mai assunta un briciolo di responsabilità. Le sue dichiarazioni sono imbarazzanti". 

Quindi tocca a Massimiliano Valeriani, assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti: ""Solo pochi giorni fa, grazie al sostegno della Regione, sono stati attivati nuovi accordi con diversi operatori in cinque regioni italiane per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti di Roma, che ha permesso di mettere in sicurezza la capitale del Paese per i prossimi sei mesi. Ora il problema è il decoro e la pulizia della città: una situazione di degrado frutto dell'inefficienza gestionale dell'Ama e dell'incapacità amministrativa del Campidoglio". Quindi Valeriani aggiunge: "Comprendiamo che la riconoscenza è un sentimento difficile da esternare, soprattutto in campagna elettorale, ma le accuse alla Regione da parte della sindaca sono veramente surreali".

"In cinque anni di mandato - aggiunge Valeriani - la Giunta Raggi non ha realizzato un solo nuovo impianto, la raccolta differenziata è rimasta bloccata, il servizio porta a porta è stato ridotto e l'Ama ha cambiato 7 amministratori in cinque anni, generando una crisi organizzativa dell'azienda. E con le riaperture tutte le criticità nella raccolta dei rifiuti e nella pulizia della città sono aumentate. Eppure per provare a nascondere il proprio fallimento - conclude l'assessore regionale - la sindaca Raggi non riesce a fare di meglio che scaricare le sue responsabilità su qualcun'altro".

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