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Una giornata di protesta dei vigili urbani in Campidoglio (foto Infophoto)

Una giornata di protesta dei vigili urbani in Campidoglio (foto Infophoto)

Campidoglio, non solo tagli ai salari: per il Mef 500 assunzioni sono senza i requisiti

Non solo gli stipendi dei dipendenti capitolini. Nelle trecento pagine di relazione del ministero dell'Economia e delle Finanza anche una serie di 'stabilizzazioni'

Non solo salario accessorio. Se 24 mila dipendenti hanno proclamato lo stato di agitazione per paura che la relazione del ministero dell'Economia e delle Finanze porti al taglio dei loro stipendi, un gruppo di lavoratori capitolini potrebbe ritrovarsi a temere per il posto lavoro. Nel documento in questione infatti si contesta la stabilizzazione di ben 500 vigili urbani più un'altra cinquantina di impiegati. E, se sui tagli agli stipendi il vicesindaco Luigi Nieri si è espresso più volte, il secondo fronte non è ancora stato preso in considerazione dall'amministrazione.

LE CONTESTAZIONI - Tra le contestazioni avanzate, anche il processo di stabilizzazione di parte del personale precario effettuata dal Comune tra il 2007 e il 2009. Da un lato il mancato rispetto da parte dell'ente del “principio adeguato di accesso all'esterno”tramite concorso pubblico pari a più del cinquanta per cento. Dall'altro viene confutata proprio la sussistenza dei requisiti per la stabilizzazione. Il risultato potrebbe essere consistente: circa 500 vigili urbani e una cinquantina di dipendenti, secondo le rilevazioni del Mef, hanno giovato di stabilizzazioni “nulle di diritto”.  A dover 'tremare' quindi è il corpo della Polizia Municipale, al centro negli ultimi mesi di un lungo braccio di ferro con l'amministrazione, anche per quanto riguarda la carenza di organico. Secondo il Mef “la stabilizzazione di 500 unità di personale presso la Polizia Municipale […] è avvenuta in palese violazione delle norme di legge in materia”.

LA MOTIVAZIONE - Per capire perché bisogna fare un passo indietro, fino alla delibera di giunta che ha previsto tale stabilizzazione (la n. 370 del 25/11/2009). In merito il Mef punta il dito contro la nota elaborata dall'Avvocatura Comunale in relazione a tale documento. La legge a cui si fa riferimento prevede “la possibilità per gli enti locali di procedere, nei limiti delle disponibilità in organico, alla stabilizzazione del personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni o che avesse conseguito tale requisito temporale in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 29/09/06 o che fosse stato in servizio almeno tre anni nel quinquennio antecedente alla entrata in vigore della legge”. L'Avvocatura Comunale scrive che i 36 mesi di servizio necessari per rientrare tra i requisiti previsti possono essere raggiunti “non solo sulla base di contratti stipulati anteriormente al 28/09/07 ma anche mediante proroga degli stessi intervenuta dopo tale data”. Il ministero si oppone a tale interpretazione e scrive:“Una simile lettura della norma è da escludere”.

L'ESEMPIO - A supporto il Mef riporta la relazione delle verifiche effettuate a campione tra i dipendenti. Ecco un esempio. Il lavoratore 'analizzato' è stato assunto per la prima volta a tempo determinato il 6 novembre 2006 con decorrenza dal primo dicembre e fino al 31 dicembre 2008. Tale contratto è stato prorogato il 23 dicembre 2008 con durata fino al 30 novembre 2009, data in cui il lavoratore in questione è stato assunto. Secondo il Mef il contratto non è da ritenersi valido in quanto, i 36 mesi di servizio necessari a maturare i requisiti non sono stati conseguiti “in virtù di contratti sottoscritti antecedentemente al 28 settembre 2007 […] ma solamente in virtù della proroga sottoscritta in data 23 dicembre 2008”. Il contratto antecedente alla data fissata dalla legge quindi è solo il primo, mentre la proroga è successiva a tale scadenza. Per questo motivo, per il Mef, una stabilizzazione di questo tipo ha violato le norme.

I NUMERI - Sintetizza la relazione: “L'esame ha evidenziato come nessuno dei 478 soggetti fosse in possesso dei requisiti previsti dalla norma, inoltre ben 85 di essi non aveva conseguito il requisito di anzianità richiesto”.
Non solo 'caschi bianchi'. Il Mef contesta anche la stabilizzazione di altri 50 lavoratori di categoria C avvenuta nel 2010. “A decorrere da tale anno infatti non era più possibile attivare procedure di stabilizzazione” contesta la relazione.

CONCLUSIONI - Le conclusioni in questo caso, se perseguite dal Campidoglio come per la parte relativa al salario accessorio, potrebbero aprire nuovi fronti caldi. La relazione cita quanto affermato dalla Corte dei Conti in una sentenza del 2012 che scrive come stabilizzazioni che trasformano contratti a tempo determinato “sono da ritenersi ancorché supportate da una procedura sedicente selettiva, ad ogni fine ed effetto nulle di diritto”.

LA CRITICA DEL SINDACATO - Sulla relazione del Mef oggi si è espresso anche il sindacato dei Vigili Urbani Sulpl del Lazio: “Speriamo che Marino non faccia, con i dipendenti comunali quello che Don Abbondio, temendo Don Rodrigo, ha fatto a Renzo e Lucia, per timore del MEF (Ministero Economia Finanze). I tecnici del ministero fanno solo valutazioni di ordine contabile senza valutare la complessità delle norme o della giurisprudenza del lavoro" scrive in una nota Stefano Giannini. "Peraltro l’articolo 11 del Decreto Legislativo 61/2012 prevede espressamente che Roma Capitale gestisca il proprio personale in base a criteri di autonomia, efficacia ed efficienza, professionalità e responsabilità, ovviamente nel rispetto dei Contratti nazionali e decentrati".

LA POLIZIA LOCALE - Giannini avanza un esempio in merito al Corpo della Polizia Locale di Roma che "non può essere gestito come un qualsiasi ufficio amministrativo solo con gli istituti previsti dal Contratto Nazionale, troppo generico e che si riferisce indistintamente ai Comuni con un vigile come a quelli con sette mila". Spiega Giannini: "Fummo costretti a creare, con il contratto decentrato, delle particolari posizioni di lavoro proprio per dare una gerarchia funzionale che altrimenti sarebbe inesistente, se Marino ora l’azzera sarà il caos e non si capirà più chi comanda".

LE STABILIZZAZIONI - Il segretario del sindacato parla anche delle stabilizzazioni al centro delle critiche del Mef: "Ovviamente loro non possono sapere che invece la Giustizia del Lavoro ha obbligato il Comune a riconoscere, proprio a quei dipendenti stabilizzati, addirittura l’intera carriera" conclude la nota in cui si esorta il sindaco Marino a "governare Roma con coraggio".

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