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Autodemolitori: si spegne l'incendio, si accendono le polemiche

Il progetto di delocalizzazione degli “smorzi” fuori dalla città è bloccato perchè una delle 5 aree individuate, quelle dell'Infernaccio, è stata dichiarata riserva naturale. Il sub commissario Di Palma: “Se il piano è fermo è colpa dei veti di Comune e Regione”

Dopo la grande paura per le fiamme sull'Appia, è tempo di riflessioni sugli autodemolitori. Sin da quando si è appreso che quella gran nuvola di fumo era scaturita da “uno smorzo” i cittadini hanno cominciato a chiedersi: “E' possibile che occorra un incendio per mostrare il degrado in cui versano le periferie romane a causa di strutture di questo tipo?”.

Lo stesso Alemanno, a fiamme ancora accesse, ieri dichiarava: “Non è ammissibile che all'interno della nostra città si sviluppino incendi di questa portata che mettono in grave difficoltà i vigili del fuoco e tutte le strutture di soccorso. Vogliamo sapere se tutti i regolamenti sono stati rispettati. La settimana prossima, ci incontreremo con il commissario regionale per i rifiuti, Pierluigi Di Palma, per definire gli interventi che Regione e Comune devono attuare per una chiara regolamentazione e dislocazione degli operatori del settore autodemolizioni".

Il Sindaco, probabilmente, a caldo, aveva dimenticato che un piano e una regolamentazione prestabilita in realtà già esiste. L'accordo, stipulato a febbraio 2008, prevedeva il trasferimento dei 123 sfasciacarrozze censite nel territorio interno al raccordo in cinque aree ben individuate. Si tratta di Osteria Nuova, Santa Palomba, Infernaccio, via Aurelia - via Spezi, via Prenestina all’angolo con la Palmiro Togliatti.

Che ne è stato di quel piano? La risposta è giunta oggi dal sub commissario che quel piano era chiamato ad attuarlo, ovvero Pier Luigi Di Palma. Una risposta che individua i precisi colpevoli del blocco: “Sono state la nuova commissione  Ambiente del Comune di Roma e il Consiglio regionale a bloccare il piano di delocalizzazione degli autodemolitori fuori dal grande raccordo anulare”, ha dichiarato Di Palma.

Il piano è stato realizzato per allinearsi con la normativa europea. “E per evidenti questioni di sicurezza”, aggiunge Di Palma. “Come è stato dimostrato dal devastante incendio di ieri gli autodemolitori non possono stare a ridosso dei centri abitati". Il provvedimento che ha bloccato la delocalizzazione a cui fa riferimento Di Palma è quello con cui è stata dichiarata riserva naturale la zona dell'Infernaccio, nel XV municipio. Una delibera approvata prima in Campidoglio e poi sottoscritta dalla Regione. Venuta meno una delle cinque tutto il progetto si è quindi arenato.


Ogni anno a Roma vengono rottamate 130.000 auto. Il nuovo piano degli autodemolitore prevedeva che nelle 5 isole individuate sarebbero state smaltite 16 auto al giorno. Il tutto nel pieno rispetto dell'ambiente.

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