Caso Cucchi, dal Pdl al Movimento Cinque Stelle "sgomenti" per la sentenza

Oggi in conferenza presso la sala Nassirya al Senato con il senatore Manconi, la famiglia di Stefano Cucchi e l'avvocato Anselmi

Il giorno dopo la 'sentenza Cucchi' c'è ancora tanto dolore e “sgomento”. È proprio questa la parola scelta dal senatore del Pd Luigi Manconi che sceglie di citare il quotidiano cattolico Avvenire per spiegare i motivi della conferenza stampa nell'aula Nassirya in Senato con la famiglia Cucchi per prendere posizione sull'esito in primo grado del processo che si è concluso ieri. Al suo fianco i volti composti ma stravolti della sorella Ilaria, dei genitori Giovanni e Rita e dell'avvocato Fabio Anselmo che ammette amareggiato che si aspettava un esito simile. Il dolore per una richiesta di giustizia “che si è trasformata in una tortura” come ha affermato Anselmi, è tutto affidato all'intervento di Ilaria Cucchi: “Mi sono chiesta più volte se ho fatto bene a chiedere giustizia perché ho sottoposto mio fratello a un processo, alle sue scelte, alla sua vita alla sua magrezza” ha raccontato.

Dal Pd al Pdl passando per Sel e il Movimento Cinque Stelle, “il sentimento di sgomento è condiviso in maniera trasversale”. Visto il lungo l'elenco di parlamentari citato in apertura di conferenza stampa dal senatore Luigi Manconi (in aula c'erano il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda e Anna Finocchiaro) è chiaro che la “mobilitazione sui vari piani e livelli” non riguarda una precisa parte politica. Lì accanto i familiari di Stefano Cucchi, nelle parole del senatore e in quelle delle persone intervenute, le tragedie delle famiglie Uva, Aldrovandi, Mastrogiovanni. “La vicenda di Cucchi non è la sola”. Una certezza che apre una domanda più generale e interroga direttamente le istituzioni “sulla sicurezza dei cittadini affidati allo stato”, “sulle condizioni del sistema penitenziario” e “sull'introduzione del reato di tortura”. Il coinvolgimento è tanto e le parole di Giovanardi non possono che colpire chiunque si senta vicino alla famiglia Cucchi: “Giovanardi ha detto che la sentenza avrebbe affermato che il pestaggio di Stefano Cucchi non sarebbe mai avvenuto. Sono parole false, la sentenza non dice questo”.

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Ilaria rivolge le sue prime parole agli agenti della polizia penitenziaria che in un'intervista ai giornali hanno affermato “di essere brave persone sostenendo che il pestaggio non c'è stato”. Un'ipotesi inaccettabile per una famiglia che ha visto il corpo del figlio o del fratello “che quando era stato arrestato era in perfetta salute” ridotto in quel modo. Ilaria ricorda così un'intercettazione fatta a uno degli imputati “quando già si sapeva che mio fratello era morto diceva che 'pesava 40 chili ed era un tossico di merda”. Il pensiero non può che andare ai familiari degli agenti che “ieri hanno gioito mentre noi piangevamo”.  Anche i medici per Ilaria “non si devono sentire sollevati perché gli è stata ridotta la pena: potevano salvarlo con poco e invece l'hanno visto come un tossico che non valeva nulla e si sono voltati dall'altra parte”. Tra tante parole di dolore però, una certezza: “Andremo avanti”. In Ilaria non muore la fiducia nella giustizia. “Quella stessa giustizia che ha tradito mio fratello due volte”.

Anche l'avvocato che ha difeso la famiglia Cucchi, Fabio Anselmi, conferma la volontà di andare avanti: “Prepareremo appello contro la sentenza emessa ieri” annuncia anche se “sarebbe ipocrita dire che abbiamo piena fiducia”. Nonostante “lo shock” si è dichiarato preparato alla sentenza di ieri: “Le mie previsioni di tre anni fa sono state rispettate ed ora non ho previsioni rosee per il futuro”. Le sue critiche sono rivolte soprattutto a come sono state usate e utilizzate le perizie e alla mancanza di 'lettura critica' degli esiti. Per Anselmi infatti "troppo spesso il giudice abdica la propria funzione al perito”. Per Anselmi “se prima di essere stato arrestato Stefano stava bene come può essere morto solo ed esclusivamente perché non ha voluto mangiare e bere, detta così  sarebbe morto per colpa sua". Una possibilità che chi è stato al fianco della famiglia Cucchi per tutti questi anni rifiuta categoricamente.

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