Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca Bologna / Via della Lega Lombarda

Via della Lega Lombarda: il municipio III chiede lo stop ai lavori

La variante di progetto per tutelare i ritrovamenti archeologici non soddisfa a pieno la maggioranza che chiede un tavolo tecnico ed una riunione per informare i cittadini

Una "soletta" per proteggere la vasca, una teca per rendere visitabile un'altra parte dei reperti e un museo nella piazza principale che verrà costruita una volta finiti i lavori. E' questa, nelle sue linee principali, la variante al progetto resasi necessaria per salvaguardare i resti archeologici ritrovati durante i lavori per la costruzione della Città del Sole sotto l'ex deposito Atac di via della Lega Lombarda. Una variante, quella al progetto iniziale, che però non soddisfa il III municipio, che un'opinione l'ha espressa solo tramite il proprio ufficio tecnico. Da parte della maggioranza politica, non informata del progetto, invece c'è stato un atto formale, una lettera, indirizzata a sovrintendenza ai beni culturali, a Comune di Roma e società costruttrice, in cui si chiede l'immediata sospensione dei lavori e la convocazione di un tavolo tecnico prima e di un incontro con i cittadini poi per discutere e spiegare la variante al progetto nei suoi minimi particolari.

Perché il progetto non soddisfa? Lo spiega Francesca Del Bello, vicepresidente del III municipio: "Secondo noi si poteva fare di  più. Il ritrovamento è di inestimabile valore e bisogna preservarlo al meglio. Ci fidiamo della sovrintendenza, ma pensiamo che l'area andrebbe meglio valorizzata".


I RITROVAMENTI - Nell'area di via delle Lega Lombarda, durante i lavori di costruzione del complesso edilizio della Città del Sole, sono stati rinvenuti dei resti archeologici risalenti ad epoche che vanno dal Pleistocene all'età romana. I ritrovamenti, avvenuti ad ottobre, hanno di fatto bloccato i lavori. Qualche giorno fa alcuni cittadini hanno segnalato la ripresa dei lavori,  con le betoniere in azione su uno dei resti archeologici. Da qui l'interrogazione della consigliere di Roma Capitale Gemma Azuni alla sovrintendenza. Nessuno infatti era a conoscenza del progetto. Non i cittadini evidentemente e neanche il municipio che ieri, nel corso di un incontro avvenuto in via Arduino, rappresentato da Guido Capraro e Claudio Carassiti, ha reso noto di aver appreso solo nella giornata di ieri, lunedì 18 giugno, dell'esistenza di un parere positivo del capo ufficio tecnico del municipio al progetto.

IL PROGETTO - "E il progetto?", si sono chiesti tanti cittadini. I consiglieri presenti hanno reso noto di non aver ancora preso visione del progetto stesso. Nella giornata di oggi i cittadini hanno fatto richiesta degli atti. Come RomaToday abbiamo interpellato nella mattinata di oggi Francesca Del Bello, vicepresidente del III municipio che, contrariamente a quanto riferito ieri dai suoi consiglieri ci ha illustrato la variante di progetto. "Parsitalia ha presentato alla sovrintendenza il progetto che ha ottenuto l'ok. Quindi i lavori attualmente in corso sono tutti autorizzati". Sì, ma cosa prevede questo progetto? L'avete visto? "Prevede la costruzione di uno strato che ricopre la vasca ritrovata in prima battuta. La parte più preziosa, quella del mitreo, del colombario e dei ritrovamenti più importanti, sarà resa visitabile tramite delle teche. verrà costruito una sorta di museo. Infine i reperti trasportabili saranno portati in superficie ed esposti nella piazza che verrà costruita a lavori ultimati. Questo nelle sue linee essenziali, perché poi la variante in sé è piuttosto corposa e composta di numerose tavole".

LO STOP AI LAVORI - Nella giornata di ieri, la stessa Del Bello con la maggioranza, ha firmato un impegno sotto forma di lettera, in cui chiede a sovrintendenza, Parsitalia e Comune di Roma l'immediata interruzione dei lavori da un lato e la contemporanea convocazione di un tavolo istituzionale dall'altro. "Il motivo è che riteniamo il progetto non soddisfacente per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni ritrovati. Pensiamo si potesse fare di più". La Del Bello però avanza un ulteriore problema che rende necessario il tavolo istituzionale: "Bisogna capire cosa ne sarà del deposito Atac. Era prevista una biblioteca, ma a quanto pare i soldi per costruire i 1700 metri quadri previsti il Comune preferisce spenderli per altro. Così rischiamo di ritrovarci un'area riqualificata a metà e questo renderebbe di fatto inattuato l'obiettivo di riqualificazione insito nel progetto di Città del Sole".

 

 


 

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