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Roma Lido senza distanziamento sociale, su metro e bus mascherine abbassate: mezzi senza controllo

Con il caldo, le corse saltate e la grande affluenza nelle ore di punte la questione relativa al distanziamento sociale è ormai una matassa difficile da districare

I fattori sono molti. Da una parte c'è la strafottenza di qualche utente che ignora le disposizioni relative alle norme di comportamento per limitare i contagio da coronavirus a Roma, dall'altra ci sono una serie di carenze di Atac (e Regione Lazio sulla Roma Lido) che vanno dai mezzi vecchi, che con il caldo e senza aria condizionata si trasformano in forni, e frequenze che, soprattutto nelle ore di punta, causano il sovraffollamento di metro e bus. Situazioni sempre più incontrollate sfociate anche in aggressioni come raccontano gli ultimi fatti di cronaca.

Sedute non rispettate e Roma Lido piena

La questione più delicata, soprattutto negli ultimi giorni, riguarda la Roma Lido, la tratta che collega Ostia a Piramide in entrambi i sensi di marcia. Chi vi scrive la prende quotidianamente e con le scuole chiuse e la stagione estiva il flusso di pendolari non è per nulla calato. Anzi. Andando verso la zona di Magliana e Ostiense, la mattina, fino alle 8:30 è facile salire in vagoni pieni del tutto privi del distanziamento sociale.

Scenario simile nel tardo pomeriggio: dalle 18 in poi, nel senso opposto di viaggio, andando quindi verso il mare, tra chi torna dall'ufficio e chi scende dai vagoni sporco ancora di sabbia è facile trovare treni sporchi o persone stanche che, pur di sedersi e riposarsi decidono di ignorare, le sedute lasciate vuote per distanziamento. Il tutto, va ricordato, con una frequenza di treni che, anche nella ore di punta, è in media tra i 12 ed i 15 minuti a corsa. 

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La denuncia del Comitato Pendolari della Roma-Lido

A denunciare quotidianamente i problemi nella tratta che per anni è stata la peggiore d'Italia e che serve migliaia di utenti, è il Comitato dei Pendolari della Roma-Lido: "Il sovraffollamento è notorio a tutti noi pendolari tranne che a chi la tratta dovrebbe gestirla. Atac e Regione ci hanno detto che va tutto bene, che le corse sono rispettate al 92%, che non c'è alcun sovraffollamento. Come al solito non conoscono o fingono di conoscere la reale situazione tanto che grazie alle nostre proteste ora pare la Regione (che da tempo non mantiene le promesse fatte ai pendolari suoi nuovi treni) manderà dei commissari a verificare il rispetto del distanziamento".

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Metro di Roma senza distanziamento

Il tema relativo alle sedute occupate ormai è sempre più frequente. Uno scenario facile da incontrare anche sulle Metro A e B che attraversano le Capitale. E tanti sono sui social i commenti degli utenti che testimoniano cosa accade nell'underground di Roma. "A cosa serve il distanziamento sui trasporti se poi mi fate aspettare la metro 10 minuti", scrive Luciana. 

"Non potete immaginare la differenza tra stazione Termini (Trenitalia) e stazione Termini metro A e metro B (Atac), sopra é distanziamento sociale, mascherina, controllo temperatura, percorsi-maratona, controlli ovunque; sotto tana libera tutti", racconta invece Loredana. 

Ancora: "No, non ci siamo. Mascherine abbassate, alcuni senza, nessun distanziamento sociale ma i controlli dove sono? Non si può viaggiare così servono sanzioni", è il parere di Andrea. 

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Aggressioni sugli autobus di Roma

E la questione dei controlli è viva soprattutto sugli autobus. Qui sono gli autisti, spesso, a vigilare sul proprio mezzo. Ma quando redarguiscono chi non rispetta le regole, lo scatto d'ira di chi viene rimproverato diventa quasi una naturale conseguenza. 

Gli ultimi due episodi di violenza si sono verificati sulla linea della Roma Tpl. Il primo in via Merlini, dove una nigeriana senza mascherina ha aggredito il conducente del bus, l'altro a Tor Cervara dove un passeggero, anche lui senza mascherina, ha pensato bene anche di accendersi una sigaretta a bordo.

Gli autisti sono lasciati soli nella gestione del rispetto delle regole sull'emergenza COVID, come ha sottolineato a RomaToday anche l'esponente di Usb Michele Frullo: "Le aziende dovevano far presidiare i capolinea e mettere dei controlli per non far ricadere sull'autista una mansione che non può compiereIl problema è l'affollamento a bordo dei bus stabilito dall'ordinanza regionale. Come USB su questo tema abbiamo già fatto una azione di sciopero".

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