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Roma Lido e Roma Nord, il treno della protesta in Regione: “Non crediamo più alle promesse”

La protesta dei pendolari sotto le finestre della Regione Lazio: "Viviamo realtà quotidiana fatta di disservizi, disagi e soppressioni"

Da Acilia a piazzale Flaminio, da Dragona e Labaro passando per Ostia: i disagi sulle ferrovie regionali ex concesse gestite da Atac attraversano Roma da nord a sud. A condividere mattinate di passione e rientri da incubo, seppur su due direttrici diverse e distanti, i pendolari della Roma Lido e della Ferrovia Roma Nord.

Sulla Roma Lido soppressioni e guasti

Treni in continuo ritardo e guasti costringono i pendolari del litorale a resistere tra corse saltate o rimodulate: è successo più volte nelle ultime settimane. 

L’ultima nemmeno venti giorni fa con gli utenti, esasperati da mattinate trascorse in vagoni più simili a carri bestiame, a protestare: una vera e propria sommossa con tanto di binari occupati. Sono dovute intervenire le forze dell’ordine per placare l’ira

Ferrovia Roma Nord: treni cancellati e caos

Scene quasi identiche da sulla Roma-Civitacastellana-Viterbo dove si registra una ecatombe di corse, la scorsa settimana la cancellazione di ottanta treni in appena quattro giorni. Nelle stazioni animi esasperati e risse sfiorate. 

Situazioni ormai insostenibili. Così i pendolari, oltre a segnalazioni ed esposti, hanno scelto di manifestare: dopo il sit in di quelli della Roma Nord a piazza del Popolo, la mobilitazione congiunta con gli “amici” della Roma Lido sotto le finestre della Regione Lazio, proprietaria della tratta gestita da Atac almeno fino al 2021 quando subentreranno Astral e Cotral. 

Roma Lido e Roma Nord: la protesta in Regione Lazio

“Autunno cadono le foglie e piovono dis-servizi sulle ferrovie regionali gestite da Atac” – scrivono da Roma Nord e Roma Lido, ricordando come sulle due ex concesse si sia abbattuta pure la scure delle nuove regole per la sicurezza che, su tracciati obsoleti, hanno comportato il taglio delle corse. 

“Viaggiamo su treni fatiscenti, spesso senza aria condizionata o servizi igienici, tra soppressioni continue e ritardi, in stazioni non a norma dove nemmeno le biciclette possono salire, figuriamoci passeggini, carrozzine e disabili. Viaggiamo su una ferrovia che ha un sistema di sicurezza ormai deprecato e che è sotto l'occhio attento (per fortuna) di ANSF e del suo regolamento, che già a ottobre 2016 disse a ATAC e alla Regione Lazio che avevano due anni di tempo per adeguarsi, perchè dal 1 luglio 2019 si sarebbe passati sotto il suo regolamento, più sicuro e restrittivo. E invece che hanno fatto Atac e Regione Lazio? Nulla. E adesso – dicono dalla Roma Nord - ci troviamo con meno treni e più autobus, siamo diventati una gommovia e le vie  in ingresso alla Capitale, la Flaminia in primis, stanno scoppiando di traffico, inquinamento, stress e incidenti”. 

L’ira dei pendolari: “Basta promesse sulle ferrovie”

Chiedono soluzioni e un servizio dignitoso gli utenti, non più chiacchiere o promesse: vogliono un piano dettagliato di date e scadenze.

“Da quattro anni le Giunte regionali di Zingaretti non fanno altro che produrre, modificare o revocare delibere e partorire comunicati e conferenze stampa, che non aggiungono una sola traversina od un solo metro di binario alla situazione attuale e forse neppure a quella del prossimo futuro” – accusano i pendolari che ne hanno anche per l’azienda dei trasporti di Roma. 

“Atac è così impegnata a risolversi i problemi propri, che riesce a trasformare il servizio ordinario in emergenza, tentando nel frattempo di svendere importanti asset immobiliari, quantomai necessari per un efficiente e completo servizio di trasporto pubblico, come il suo terreno di 11.000 mq davanti al Deposito di Acilia, che da anni cittadini, comitati e anche precedenti Consigli Municipali, hanno chiesto venga destinato a parcheggio della nuova stazione di Acilia Sud-Dragona”. 

Il treno della protesta ferma in Regione 

Da qui la scelta di reclamare “sotto le finestre dei decisori pubblici”: un treno della protesta che nelle scorse settimane si è fermato ad Acilia, Labaro, Ostia Centro, Flaminio, Ostia Antica e Dragona, proprio come se fosse un’unica intera linea. Quella del disservizio. 

Nonostante il piano della Pisana che prevede investimenti per 800milioni su Roma Lido e Roma Nord, i pendolari saranno in Regione Lazio mercoledì 11 dicembre alle ore 11. 

“Roma Lido e Roma Nord: 800 milioni di promesse. Perché dovremmo crederci!” – lo slogan scelto dal Comitato Pendolari Roma Ostia, deciso a portare “un po’ di fatti e disagi sotto le finestre” del presidente Zingaretti.

“Perché oltre gli investimenti promessi c’è la realtà quotidiana fatta di disservizi, disagi, soppressioni, porte rotte, treni sempre meno affidabili e regole da rispettare”.
 

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