Martedì, 15 Giugno 2021
Torri Via di Villa Adriana

Corcolle: Uniti contro le Discariche risponde a Pecoraro

Lettera di replica dei comitati contro la scelta di Corcolle - San Vittorino all'intervista rilasciata dal Commissario Straordinario a La Repubblica: "Nessun confronto sui reali impedimenti"

Geodi ritrovate nelal cava di Corcolle - San Vittorino

Dopo un’attenta lettura della intervista rilasciata oggi a Repubblica dal Dottor Giuseppe Pecoraro, Commissario straordinario all’emergenza rifiuti della Regione Lazio, non possiamo esimerci da una replica poiché, vivendo nel territorio di Villa Adriana e Tivoli, lo conosciamo bene e conosciamo i rischi devastanti cui esso, le sue preziosità ambientali ed archeologiche, la nostra salute vanno incontro. Così il Comitato Uniti contro le discariche in una lettera aperta inviata agli organi d'informazione.

CAVA STERILE: Ci sembra invece evidente che chi si esprime parlando di distanze e della cava di San Vittorino come sterile non abbia idea della localizzazione e di cosa ci sia intorno. Sappiamo bene che la cava è sterile per quanto riguarda i siti archeologici, poiché da essa sono stati asportati i livelli superficiali costituiti da pozzolana. Ma vogliamo informare che negli strati di quella cava continuano ad essere reperiti geodi mineralizzati famosi nelle collezioni di tutto il mondo. Nella cava adiacente sono stati sormontati i vincoli archeologici a favore di un impianto di riciclaggio di rifiuti edili e terra da scavo e non per rifiuti solidi urbani quali quelli che il Prefetto vuole conferire.

CAVA SENZA RIFIUTI: Il Piano regionale delle attività estrattive approvato dal Consiglio regionale il 20 aprile 2011, previsto dalla L.R. n. 17 del 2004, autorizza sette tipologie di materiali per ritombare le cave e tra essi i rifiuti non sono previsti! La cava è sterile ma, a circa cento metri, è presente un castello del 1074 in cui, nel 1111 Enrico V tenne prigioniero il papa Pasquale II con la sua corte. Sullo stesso colle è in via di scavo una Necropoli di epoca arcaica probabilmente riferita, secondo gli archeologi, all’antica Pedum.

VILLA DI ADRIANO: La distanza di Villa Adriana dalla cava, che il signor Prefetto si ostina a valutare in chilometri, è di molto inferiore, infatti la residenza di Adriano non è limitata all’area attualmente visitabile che rappresenta appena il 50 per cento della sua estensione ma si estende proprio in direzione della cava. Il Palazzo dell’Imperatrice Vibia Sabina, cui appartengono imponenti ruderi visibili tra oliveti secolari, è a poco più di un chilometro dalla cava ed ancora oltre, verso la cava, si estendono criptoportici ed altri resti, tutto ancora da scavare! Non per niente il documento ricognitivo della Regione Lazio, considerava come fattori escludenti Villa Adriana e le altre evidenze archeologiche. Ma dei pronunciamenti pubblici del Consiglio nazionale dei Beni Culturali e della Direzione regionale del Ministero dei Beni Culturali, il dottor Pecoraro non si cura.

UNESCO: Vorremmo chiedere se chi va avanti imperterrito, ha mai sentito parlare dell’Agro romano antico e di cosa significhi inondarlo di rifiuti, se abbia mai visitato Villa Adriana, se sia in grado di immaginare gli scenari del Canopo e del Pecile al tramonto, con il contorno di gabbiani e puzza di “monnezza”. Ci chiediamo anche se abbia letto sul sito della Regione Lazio il bando, pubblicato in questi giorni, che destina fondi alla valorizzazione del patrimonio culturale, storico e paesistico dei siti Unesco di Villa d’Este e Villa Adriana. Valorizzazione con i rifiuti?

INVIOLATA: E quando parla di provvisorietà visiti l’Inviolata, l’enorme discarica di Guidonia che è lì, provvisoria da oltre venticinque anni, una collina puzzolente alta oltre centoquaranta metri! Sulla favola dei rifiuti trattati poi vorremmo capire dove andranno a finire, alla chiusura di Malagrotta, le quantità (1000 tonnellate al giorno di tal quale) che l’impiantistica non riesce a condizionare. Ma con la cittadinanza, con i Comitati non si parla, non c’è confronto, il rifiuto più assoluto ad ascoltare le nostre ragioni e le informazioni di cui siamo depositari. (Comitato Uniti contro le Discariche)

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