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Da Centocelle a Tor Pignattara, il V municipio ricorda i suoi partigiani con 4 pietre d'inciampo

Alla posa hanno partecipato anche gli studenti di quattro istituti scolastici

Quattro pietre d'inciampo sono state apposte questa mattina tra i quartieri di Tor Pignattara, Certosa, Marranela e Centocelle. Quattro 'targhe' per ricordare altrettanti partigiani del territorio uccisi durante l'occupazione nazifascista di Roma. I loro nomi sono: Ottavo Capozio, Antonio Roazzi, Guerrino Sbardella e Paolo Renzi. Alla terza edizione del progetto ‘Memorie d’inciampo’ hanno aderito l’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros, il Comitato di Quartiere di Tor Pignattara e la Scuola Popolare. Al 'tour' hanno preso parte anche gli studenti della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado “Simonetta Salacone”, “Francesco Laparelli”, “Artemisia Gentileschi” e “Francesco d’Assisi”.  

La giornata è partita alle 9 in via dei Savorgnan 52 a Certosa per la posa della pietra ‘Guerrino Sbardella’. Alle 10, per ricordare Ottavio Capozio, la pietra è stata apposta in via dell’Acquedotto Alessandrino 3 a Tor Pignattara. E ancora alle 11, la pietra di Antonio Roazzi in via Grazioso Benincasa 28, alla Marranella, e alle 12.30 la pietra Paolo Renzi in via Valmontone 37 a Centocelle. 

"È sempre una bellissima emozione partecipare all’installazione delle pietre d’inciampo nel nostro territorio, un territorio che partecipò grandemente alla Resistenza contro il regime nazifascista con giovani vite sacrificate per la libertà" il commento rilasciato sulla pagina Facebook dall'assessora alle Politiche Culturali Maria Teresa Brunetti. "Ringraziamo le scuole che hanno partecipato, l’Ufficio Tecnico del Municipio che ha eseguito i lavori, il delegato alla memoria storica del Municipio professor Francesco Sirleto, l’Associazione Ecomuseo Casilino che con la ricerca storica della Dottoressa Stefania Ficacci ha provveduto all’individuazione delle Stolpersteine, l’Associazione Arte in Memoria, promotrice dell’idea della memoria diffusa dell’artista tedesco Günter Demnig".

"Il progetto prende spunto dall’attività pluriennale che l’Ecomuseo sostiene per la ricostruzione della storia e della memoria degli eventi legati alla Seconda Guerra Mondiale" si legge in una nota dell’Ecomuseo. “I quartieri inclusi nell’Ecomuseo Casilino sono stati testimoni di momenti peculiari per la storia della città di Roma e dell'Italia. Per questo Storia e Memoria sono ancora vive nelle esperienze e nei vissuti di tante famiglie residenti".

Per il programma intero della giornata e per la biografia dei quattro partigiani

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