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Addio Sor Mimmo, il tappezziere storico del Prenestino: "Un uomo speciale e un grande artigiano"

Domenico Gattarelli era titolare di uno storico negozio di via Luchino dal Verme, dal 1962. Amatissimo nel quartiere, gli abitanti si sono stretti intorno alla famiglia alle esequie nella chiesa di San Luca

Domenico e il figlio Alessandro (foto dal gruppo Sei del Prenestino DOC, di O.Del Luca)

"Sor Mimmo ci ha lasciato". Nel quartiere lo chiamavano tutti con il soprannome. "Un grandissimo lavoratore" Domenico Gattarelli, titolare dal 1962 dello storico negozio di tappezzeria in via Luchino dal Verme. E' morto il 4 maggio, all'età di 80 anni. Un uomo "sempre disponibile", "una persona squisita", "speciale". Tantissimi i commenti sui social network lasciati in suo ricordo. Nella zona del Pigneto-Prenestino era un'istituzione. E ieri decine di abitanti si sono stretti intorno alla famiglia partecipando al funerale che si è tenuto nella chiesa di San Luca Evangelista, proprio di fronte alla tappezzeria di Mimmo. 

"Una vita che passo davanti quel negozio e lui sempre lì al suo lavoro. Una colonna di questo quartiere. Condoglianze alla sua splendida famiglia" scrive Mercede, tra i tanti che hanno lasciato il loro commento sulla bacheca del figlio Alessandro, suo braccio destro nel lavoro di bottega. Ne ricordano i modi gentili, l'educazione, i sorrisi. "Era una persona squisita, mi aiutava sempre, se dovevo riparare il carrello della spesa o se dovevamo gonfiare il pallone di mio figlio....". 

E ancora Roberta sul gruppo Sei del Prenestino DOC: "Sempre disponibile e mai incavolato per me sei stato un esempio di artigiano, hai dato un punto di riferimento a questo quartiere e vedrai che tuo figlio continuerà a mettere in pratica tutto cio che gli hai insegnato". E Silvia: "Che persona speciale, un gran lavoratore, discreto ma che non mancava mai di salutare. Non sapevo nulla e sono rimasta senza parole, fino a pochi giorni fa era lì a lavorare. Un abbraccio alla famiglia e che lui riposi in pace".

Un affetto e un calore umano arrivato davvero da ogni strada del quartiere. Che la famiglia ha senz'altro apprezzato: "Quella chiesa così colma di gente era tutto per te, impressionante la commozione delle persone a partire dal più giovane al più anziano. Io mi sentivo una persona "importante", perchè aver avuto un padre come te e per l'insegnamento di vita che ci hai donato". 


 

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