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Svelato il mistero del ponte romano scomparso: “Lo abbiamo subito interrato”

Dall'archeologa che aveva diretto gli scavi a Castellaccio nuovi dettagli sul ponte romano e sull'antica via Laurentina rinvenuti nella zona. Buccellato: "Sono sotto una fascia di verde, realizzata proprio per renderli individuabili"

Le spallette dell'antico ponte romano prima di essere interrate. Foto di A. Buccellato

C’è un giallo che caratterizza uno scavo archelogico a Roma Sud. Si trova sulla via Ostiense, all'angolo con via di Malafede e riguarda la presenza di una vasca monumentale. E’ stata recentemente rinvenuta ma se ne ignora, per ora, la funzione. Invece non è più un giallo la “sparizione” del ponte romano dell’Eur Castellaccio.

Gli scavi al Castellaccio

“Tutta l’area dell’accordo di programma Castellaccio è stata sottoposta ad un’intensa campagna di scavo” ha raccontato a RomaToday Anna Buccellato, l’archeologa che per la Soprintendenza aveva diretto quelle operazioni. Un lavoro partito nel 2003 presso il comprensorio Europarco, a poca distanza dal centro commerciale Euroma2 e dalle cosiddette “Torri di Parnasi”. 

Le scoperte archeologiche

In quello scavo, avvenuto con difficoltà per problemi legati alla falda, “i resti erano sott’acqua e per questo, pur ricorrendo all’impiego delle pompe, abbiamo dovuto aspettare la stagione estiva”ha spiegato l’archeologa. Quelle indagini consentirono di portare alla luce, in alcuni casi solo per poche ore, importanti scoperte. “Il ritrovamento più interessante ha riguardato l’opera di irregimentazione dell’originario fosso dell’Acqua Acetosa. I romani con una muratura in opera reticolata, lo avevano incanalato, in modo che fosse funzionale sia a gestire le piene del Tevere che a coltivare la zona”.

L'antica via Laurentina 

In quel contesto sono avvenuti anche due ritrovamenti tra loro collegati. Quello dell’antica via Laurentina e quello del ponte che serviva ad attraversare il fosso. “Il ponte, probabilmente in laterizio, aveva delle spallette. E sono quelle che abbiamo trovato, perché il ponte, del 177 d.C., era crollato”. L’intervento risale all'epoca imperiale in cui, ha chiarito l’archeologa che ha diretto gli scavi, governavano insieme Marco Aurelio e Commodo.

Alla luce solo per poche ore

Chiarito che il ponte, a differenza di quello romano situato sotto la via Ostiense, non è arrivato fino ai nostri giorni, bisogna rispondere ad un altro interrogativo. Perché non se ne vedono più neppure le spallette? “E’ stato interrato subito. Questi interventi durano pochissimo ed io sono riuscita a documentarli perché ero sempre sul cantiere. Le spallette sono quindi tornate sotto il livello dell’acqua, con funzione conservativa”. Ma nessuno ha cancellato le tracce né dell’antica consolare né tantomeno del ponte.

Mistero risolto

“Non ci sono resti visibili, ma c’è un bellissimo nastro di verde sotto al quale è stata inscatolata l’antica via Laurentina, che rimane accessibile solo alla Soprintendenza” ha chiarito Anna Buccellato. Si trova in una piazza del comprensorio Europarco, a pochi passi da via di Decima. Ed è sempre lì che è sepolto, probabilmente per sempre, l’ antico ponte del 177 d.C. Il “mistero”, di cui si erano interessati anche dei consiglieri del Municipio IX, è stato definitivamente risolto.

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