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Foto Ansa

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Stadio, Raggi e tre anni da testimonial: lo #stadiofattobene, #lostadiosifa e il regalo di natale per i romanisti

Le parole usate dalla propaganda grillina a sostegno d' un progetto che, per Raggi, era "ecosostenibile e moderno"

C’era una volta un progetto  “unico, innovativo, moderno e rispettoso dell’ambiente”. Una sorta di fiore all’occhiello per l’amministrazione che a Tor di Valle, sull’Ansa del Tevere, puntava a realizzare semplicemente “UnoStadioFattoBene”.

Quel progetto è stato cancellato dall'attuale management giallorosso, interessato a “realizzare uno stadio verde, sostenibile ed integrato con il territorio”. Suona come una bocciatura per chi si era speso per lanciare un altro progetto. Ora il Campidoglio non lo difende più, ma negli ultimi anni non ha perso occasione per sottolineare la bontà dello stadio in salsa pentastellata.

Bello e innovativo: uno Stadio fatto bene

“Roma sa dire sì a progetti belli, moderni, innovativi che rispettano l’ambiente e danno impulso a nuovi posti di lavoro” aveva spiegato il 5 dicembre 2017 la sindaca, commentando il via libera ottenuto dalla Conferenza dei servizi. Il messaggio, lanciato con una grafica accattivante in cui venivano evidenziate le parole “meno verde e più tecnologia” è stato ampiamente riproposto, con poche varianti, da una serie di consiglieri pentastellati rimasti sempre fedeli alla visione di “UnoStadioFattoBene”.

Un progetto moderno ed ecosostenibile

La Sindaca, nella galassia dei Cinque stelle, è stata comunque la prima testimonial del progetto. Lo ha continuamente rilanciato. “Lo stadio si farà”,  aveva ribadito nel giugno del 2018. Nessun passo indietro, nessun ripensamento, perchè quello previsto lì era “un progetto  unico, innovativo, moderno e rispettoso dell’ambiente”. Letteralmente, “ecosostenibile ed al tempo stesso tecnologicamente all’avanguardia”. Non solo. Avrebbe “migliorato la vita degli abitanti del quadrante sud di Roma”. Non c’erano motivi quindi per non volerlo, con buonapace dei malpancisti, messi irrimediabilmente alla porta

L'avvio dei lavori entro l'anno 2019

La Sindaca non si è limitata solo a sposare e promuovere il progetto. Ha più volte tentato di fissare anche una roadmap che, alla prova dei fatti, si è rivelata inconsistente.E così nella conferenza stampa organizzata, nel febbraio del 2019,  per fugare i dubbi sulla mobilità, Raggi è diventata la testimonial di un nuovo hashtag: "#lostadiosifa". Alla presenza dei cronisti, e del docente universitario incaricato di fare una due diligence sulla viabilità, la Sindaca aveva abbozzato anche un ipotetico avvio dei lavori. “Se i proponenti vogliono - aveva dichiarato Raggi, a sottolineare la disponsibilità del Campidoglio - possono aprire i cantieri entro l'anno”.

Il regalo atteso per Natale

A distanza di quasi due anni da quella conferenza stampa, c'è stato un ulteriore rilancio.  “Sullo stadio della Roma a Tor di Valle siamo pronti” aveva dichiarato la sindaca nel novembre del 2020. “Mi auguro quindi che entro Natale –  aveva aggiunto la sindaca  – saremo in grado fare un bel regalo ai tifosi della squadra”. Sotto l’albero però non è arrivato nulla. Niente neppure nella calza della Befana. A fine febbraio, invece, è giunta la comunicazione dell’As Roma. Con l'amministrazione impegnata a correre ai ripari, per autoassoleversi agli occhi dei tifosi, che si sono sentiti ingannati. Ma anche per salvare l'apparenza difronte a quanti, pur volendo uno stadio, chiedono sia fatto in maniera più ecosostenibile. 

L'autoassoluzione che congeda lo stadio fatto bene

Ora che il management giallorosso, tra le proteste di Eurnova, ha deciso che “non ci sono più le condizioni”, l’amministrazione si è quindi adeguata. Perché, ha spiegato l’assessore Montuori, è diventato “nostro dovere interrogarci oggi sulla crisi che stiamo vivendo”. Quindi porte aperte e mano tesa verso la nuova proprietà giallorossa che vuole uno stadio “verde, sostenibile ed integrato con il territorio”. Quello “bello moderno, innovativo” ed “ecosostenibile”, che provava a lanciare la Sindaca non va più bene. Serve un nuovo stadiofattobene.

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