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Martedì, 21 Maggio 2024
Politica Magliano Romano

A rischio il progetto per la discarica di Magliano Romano: valuteranno i giudici del Tar

La cava dovrebbe ospitare anche i rifiuti della Capitale, ma il ricorso dei cittadini rimette in discussione il progetto

Trenta pagine di ricorso al Tar rischiano di bloccare l'iter autorizzativo, in parte già concluso, necessario alla discarica di Magliano Romano per accogliere i rifiuti urbani indifferenziati provenienti (anche) dalla Capitale. A presentarlo l'associazione ecologica Monti Sabatini, da tempo in prima linea contro la riclassificazione dell'invaso alle porte di Roma. Chiariamo i fatti. 

Parliamo di una discarica di 890mila metri cubi di proprietà della società Idea 4, partecipata anche da Acea, realizzata nei pressi di Magliano Romano, centro urbano da 1500 abitanti a 35 chilometri nord da Roma. Già in attività per accogliere e lavorare rifiuti inerti è stata oggetto dal 2014 di una Conferenza dei servizi che di recente si è chiusa a inizio febbraio rilasciando una Via (Valutazione di impatto ambientale) favorevole a trasferire qui anche l'indifferenziata. Del resto la regione Lazio è carente di sbocchi per lo smaltimento, con le sole discariche di Viterbo e Albano, quest'ultima al momento sotto sequestro per un'indagine della Guardia di finanza. All'entrata in funzione ufficiale di Magliano Romano, lo ricordiamo, manca ancora l'Aia, Autorizzazione integrata ambientale, e ora il ricorso dei cittadini potrebbero creare più di un problema. 

Le ragioni del ricorso

Diverse le ragioni che hanno spinto il comitato a rivolgersi a un legale per affermare il fatto che nel sito prescelto una discarica non potrebbe nemmeno starci, in quanto ricadrebbe in un'area soggetta a fattori escludenti di tutela integrale. Limitrofa al parco di Veio, si trova a meno di un chilometro da un complesso residenziale e da una scuola. Non a caso anche la Asl ha rilasciato parere negativo già nel 2016, carta ignorata però in Conferenza dei servizi. Altra questione affrontata nel ricorso, un vecchio parere idrogeologico redatto i primi anni duemila su cui si sono basati i tecnici della Regione per il pronunciamento finale. I comitati sono convinti, e lo documentano, che si tratti di un documento ampiamente superato da analisi più recenti. 

Ora la questione verrà valutata dal Tar. Nel frattempo il no alla discarica di Magliano Romano continua a essere al centro di proteste della cittadinanza e di ampio dibattito all'interno della Conferenza dei sindaci dell'area Cassia-Tiberina-Flaminia. Un fronte di contrari compatto che ora si appella ai giudici di via Flaminia. 

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