Nomine Campidoglio, chiusa l'inchiesta: Raggi rischia il processo

Notificato il 415 bis, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Le indagini riguardano le nomine di Renato Marra e Salvatore Romeo

I magistrati della Procura di Roma, il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pubblico ministero Francesco Dall'Olio, hanno chiuso le indagini su Virginia Raggi. Alla prima cittadina, sotto inchiesta per i reati di abuso d'ufficio e falso, è stato notificato il 415 bis, atto che di solito prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Si tratta di un atto che "consente all'indagato di esercitare una serie di attività argomentative o di integrazione del materiale d'indagine al fine di convincere il P.M. dall'intenzione di esercitare l'azione penale".

LE ACCUSE - A Raggi è contestato l'abuso d'ufficio in relazione alla nomina di Salvatore Romeo a capo della segreteria politica, il falso per quella alla direzione Turismo del Campidoglio di Renato Marra, fratello di Raffaele, ex capo del personale. In merito a quest'ultimo stralcio d'indagine invece i pm avrebbero chiesto l'archiviazione.

LA NOMINA DI ROMEO - L’abuso d’ufficio, in concorso con Salvatore Romeo, resterebbe invece per la nomina del fedelissimo a capo segreteria. Secondo i magistrati questo incarico sarebbe arrivato al traguardo anche per lo stretto legame, personale e politico, tra i due. Per dimostrare lo stretto legame vengono citate le famose polizze "non rilevanti penalmente”. A Salvatore Romeo era stato accordato un sensibile aumento di stipendio, passando da 39mila euro annui a 120mila prima e 93mila poi.

L'ACCUSA DI FALSO - L'accusa di falso riguarda la sua risposta all’anticorruzione del Comune di Roma su Renato Marra che sarebbe stato scelto in totale autonomia. Alcuni messaggi WhatsApp dimostrerebbe come la sindaca abbia coinvolto il suo stretto collaboratore Raffale Marra per la nomina del fratello.

La Raggi, difesa dal suo legale, si è sempre difesa spiegando di aver utilizzato il comma 2 dell’articolo 38 del Regolamento Comunale che dimostrerebbe non bisognava fare alcuna comparazione tra i curricula per accedere a quel posto: toccava solo a lei decidere chi nominare responsabile della direzione Turismo, un ruolo che rientrerebbe tra gli incarichi che “sono conferiti e revocati dal sindaco”.

ARCHIVIAZIONE CASO RAINERI - Se da una parte gli inquirenti della Procura di Roma hanno chiuso le indagini sulla sindaca Virginia Raggi dall’altra, in favore della prima cittadina, è stata chiesta l’archiviazione in relazione alla nomina di Carla Raineri, a capo di gabinetto (incarico che ha poi lasciato, visto che si è dimessa). I magistrati anche se non ritengono questa scelta non legittima, in linea con quanto rilevato dalla Corte dei Conti, hanno considerato – secondo quanto si è appreso – insussistente l’elemento soggettivo del reato (e cioè il dolo intenzionale). L’indagine sulla nomina della Raineri era stata avviata dopo l’esposto presentato il 2 settembre 2016 da Fratelli d’Italia che chiedeva chiarimenti in relazione alla nomina e alla congruità del suo compenso pari a 193mila euro l’anno.
 

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