Ziantoni nuova assessora ai Rifiuti, Pinuccia Montanari: "Scelta contraddittoria, sposò il mio modello"

L'ex titolare all'Ambiente della giunta Raggi commenta a RomaToday la nuova nomina. "Arriva dopo quasi due anni di immobilismo, una presa in giro per i cittadini"

Katia Ziantoni con Pinuccia Montanari

"Si impegna molto, l'ho conosciuta bene, portammo avanti insieme il porta a porta. In questo senso è una scelta contraddittoria, condivideva il mio modello". Già, tra la nuova assessora Katia Ziantoni, appena nominata da Virginia Raggi, e la vecchia Pinuccia Montanari, dimessasi a febbraio 2019 con la sindaca che di fatto ne sconfessò l'operato, c'è molto in comune. Lo fa notare la stessa Montanari, commentando a RomaToday la scelta ricaduta su Ziantoni per ricoprire uno dei ruolo più delicati della squadra. 

Chi è Katia Ziantoni e cosa ha fatto nel VI municipio

"Sul nome in sé non ho niente da dire, abbiamo lavorato bene insieme. Certo stride con il fatto che se Raggi credeva in quel modello doveva portarlo avanti, invece lo interruppe" commenta l'ex assessora a RomaToday. Montanari lo ricordiamo se ne andò sbattendo la porta in aperto scontro con la sindaca e la sua giunta per la mancata approvazione del bilancio 2017 di Ama e la sconfessione poi del piano industriale elaborato da Montanari e dell'allora Cda dell'azienda partecipata presieduto da Lorenzo Bagnacani. E sta tutta qui la contraddizione. 

Quel modello di gestione dei rifiuti fu sposato in pieno dalla stessa Ziantoni, fino a ieri assessora all'Ambiente in VI municipio. Grande estimatrice della raccolta porta a porta, così come pensata e avviata proprio da Montanari, la portò con orgoglio sul suo territorio (salvo poi non riuscire a estenderla a tutti i quartieri e anzi, in alcuni, tornando addirittura indietro ai cassonetti stradali). E ancora, con Montanari condivideva l'idea di un decentramento di Ama tramite la realizzazione di strutture distinte per ogni municipio. Ricordiamo ancora le due far fronte comune nel 2017 contro la furia di comitati cittadini che chiedevano a gran voce la chiusura del Tmb di Rocca Cencia e una nuova gestione dei rifiuti sul territorio.

Insomma, le due hanno lavorato insieme spesso con intenti e idee molto vicine. Ragion per cui la scelta di Raggi oggi, a otto mesi dalle elezioni e dopo un anno e mezzo di vuoto, lascia perplessi. Per Montanari poi è "una presa in giro dei cittadini che arriva dopo quasi due anni di assoluto immobilismo" perché "la nuova assessora non avrà tempo di fare nulla". "Conosciamo tutti bene i tempi amministrativi - continua ancora - e gli ultimi tre mesi di mandato solitamente c'è spazio solo per l'ordinaria amministrazione". 

Tanto invece era il lavoro da fare in questi mesi secondo la visione dell'ex assessora amica di Beppe Grillo che lui stesso, al tempo, sponsorizzò. Dal porta a porta da estendere in tutti i municipi alla realizzazione di ben 14 impianti che erano contenuti nel piano industriale di Bagnacani per la lavorazione di diverse tipologie di rifiuti, dai Raee (rifiuti elettronici) ai materassi, al compost, che avrebbero sottratto oltre 200mila tonnellate all'indifferenziata. Un modello che Raggi rinnegò, salvo poi nominare a otto mesi dalla fine del mandato un nuovo assessore che invece si battè per trasformarlo, quel piano, in realtà.    

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