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ANSA/ALESSANDRO DI MEO

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Partecipate, Colomban nel solco di Marino: "Risparmieremo 90 milioni di euro"

Le partecipate passeranno da 31 a 11

E' stato presentato ufficialmente questa mattina, a 10 giorni dalla scadenza imposta dalla Legge Madia, il Piano per la riorganizzazione delle partecipate del Comune di Roma. Passeranno da 31 a 11 con un "potenziale beneficio economico" per le casse capitoline "stimato" in 90 milioni di euro: 80 "una tantum", derivanti dagli "introiti delle cessioni", e 10 all'anno di "risparmi gestionali". La sintesi della proposta di delibera approvata dalla Giunta, da sottoporre all'approvazione dell'Aula Giulio Cesare, è stata presentata nella Sala della Protomoteca dalla sindaca Virginia Raggi e da un assessore alle Partecipate, Massimo Colomban, con un piede dentro e uno fuori fuori dalla squadra della prima cittadina romana, pronto a lasciare la poltrona al suo braccio destro Alessandro Gennaro.

"Razionalizzare" la galassia delle aziende, "usate come un bancomat" da 1,6 miliardi di euro all'anno "per erogare servizi non di qualità" ha ricordato la sindaca. "Metterci le mani era fondamentale" con l'obiettivo di "tagliare i rami secchi", dare "un assetto funzionale al gruppo". Il piano presentato oggi, che arriva a quasi un anno di distanza dalla nomina ad assessore dell'imprenditore trevigiano, uomo fidato di Gianroberto Casaleggio, è solo la "prima fase". La seconda, sarà nelle mani di Alessandro Gennaro. Per arrivare a compimento, ha spiegato Colomban "serviranno dai 3 ai 5 anni". Terminato con le partecipate, "continueremo con le fondazioni". All'orizzonte, ha spiegato Colomban 

IN LINEA CON IL SALVA ROMA DI MARINO - Il piano, lo ha ribadito più volte Colomban, recepisce la Legge Madia. Nessuna discontinuità nemmeno con il percorso del 'Salva Roma' elaborato da Ignazio Marino. E' coerente, si legge nella nota del Campidoglio, "con i percorsi di riordino precedentemente avviati": il Piano triennale di riequilibrio approvato dalla Giunta capitolina nel 2014 e il Piano di razionalizzazione delle partecipazioni approvato dall'Aula nel 2015. Un piano che l'attuale sindaca Raggi, al tempo consigliera comunale insieme all'assessore allo Sport Daniele Frongia e al presidente dell'Assemblea Marcello De Vito, bocciò dando il proprio voto contrario. La sindaca si è giustificata così: "Era stata elaborata in modo veloce e pensava solo a ripianare i debiti. Noi abbiamo fatto un lavoro diverso: non si tratta di un'attività fatta con il mero intento di trovare soldi e risparmiare sulla pelle dei cittadini ma per erogare servizi migliori". 

IL QUADRO - Il "perimetro di analisi" del piano è quello delle 31 società del gruppo Roma Capitale: 20 di primo livello, ovvero con partecipazione diretta, e 11 di secondo livello. Fatturato totale: 4 milioni di euro di competenza pro quota di Roma Capitale. A queste aziende il Comune eroga circa 1,6 miliardi di euro per i contratti di servizio, che producono una perdita netta per il Campidoglio che sfiora i 19 milioni (sostanzialmente imputabile ad Atac). Oltre 34.000 i dipendenti. 

IL PIANO - Tra cessioni e liquidazioni, il piano va ad incidere sull'universo delle partecipate romane con 18 operazioni. In primis, il taglio da 31 a 11. Tra queste, ne rimarrà solo una di secondo livello. Gli introiti delle cessioni sono stimati in 80 milioni di euro. I 10 milioni all'anno di "risparmi gestionali" derivano invece dal taglio delle partecipazioni in perdita, "oltre 9 milioni all'anno", mentre 900 mila euro deriveranno dalla 'liberazione' di risorse comunali impiegate nella gestione di tali aziende. 

LE CESSIONI - Ad essere già stata venduta è la "partecipazione di minoranza non corredata da scopi istituzionali" di Aeroporti di Roma per un guadagno di 48 milioni di euro. In lista c'è la cessione del 75% della Centrale del Latte di Roma spa, la cui "trattativa è in corso", con un'entrata "stimata in 28 milioni di euro "a titolo transattivo". Il piano conferma anche l'intenzione del Campidoglio di cedere la quota del 21,8% mediante recesso da Investimenti Spa, la società che gestisce la Fiera di Roma. Non perché non abbia un'attività "coerente con il perseguimento dele finalità istituzionali di Roma Capitale" ma perché presenta "un risultato negativo in almeno quattro dei cinque esercizi precedenti". E ancora: Alta Roma. La società che lavora con l'obiettivo di valorizzare l'alta moda italiana rientra tra quelle di secondo livello. Il 18,64% delle sue quote è detenuta da Risorse per Roma. Verrà ceduta perché "non strettamente necessaria". Il destino di Roma Multiservizi è invece quello di essere "valorizzata" e "dismessa" non appena verrà costituita la nuova società mista pubblico-privata in cui il Campidoglio, tra le proteste dei sindacati, ha deciso di far confluire parte degli appalti attualmente in mano a Roma Multiservizi. Per individuare il nuovo socio privato è già stata pubblicata una gara a doppio oggetto. Le partecipazioni di Ama in altre quattro società verranno cedute: si tratta di EP Sistemi Spa (40%), Consel Scarl (0,1%), Polo Tecnico Industriale Romano spa (0,07%, al quale si aggiunge la dismissione dello 0,033% detenuto da Atac) e Acea (0,02%). Sollecitata in merito, la sindaca ha inoltre precisato: "Non è assolutamente intenzione di questa amministrazione vendere quote di Acea. Non era nei nostri piani. E lo stesso vale per Acea-Ato 2".

LIQUIDAZIONI - Verrà completata la liquidazione di 4 partecipazioni: Agenzia Roma Energia (100%), Roma Patrimonio srl (100%), Azienda speciale ACCLR (100%) e ATLazio spa - Agenzia regionale per la promozione turistica del Lazio (19%). Si prevede poi la liquidazione delle partecipazioni detenute da Ama in quattro società: Servizi Ambientali srl (87,5%), Ecomed srl (50%), Marco Polo srl (34,23%), Cisterna Ambiente srl (29%). Sono già state liquidate invece Servizi Azionista Roma srl e Centro ingrosso fuori spa. 

INTEGRAZIONI - Nell'ottica di "rendere più funzionale" il sistema delle partecipate romane, il piano prevede una serie di integrazioni. Nasceranno così un Polo delle Entrate e uno della Mobilità. Il primo unisce Aequa Roma e Risorse per Roma. Le attività relative alla gestione delle entrate da patrimonio immobiliare e contributi locali verrà concentrata in un unico soggetto. Nel Polo della Mobilità confluiranno invece Roma Servizi per la Mobilità e Roma Metropolitane, per quanto attiene al ramo dedicato alla progettazione e realizzazione delle opere che verrà scorporato e confluirà in Roma Servizi per la Mobilità. L'ipotesi è quella di creare un'unica società incaricata delle attività di pianificazione dei trasporti, di gestione della mobilità pubblica a privata, della progettazione e della regolazione e controllo dei sistemi di trasporto. La partecipazione totalitaria in Roma Metropolitane, quale stazione appaltante per la realizzazione della Metro C, sarà mantenuta fino al completamento dell'opera. Resta al 100% del Campidoglio Risorse per Roma quale "società autonoma per lo svolgimento delle fondamentali attività di pianificazione progettazione e trasformazione del territorio". 

IL NUOVO ASSETTO - Lo scenario a regime, si può leggere nelle slide pubblicate dall'assessore su Facebook nel pomeriggio, prevede 10 società a partecipazione diretta e una a partecipazione indiretta. Resteranno Atac spa, Ama spa e Acea spa, in cui si mantiene la partecipazione al 51%, Risorse per Roma, che resterà completamente nelle mani del Comune con la parte relativa alle "riscossioni da patrimonio" che si unirà ad Aequa Roma dando vita al cosidetto 'Polo delle Entrate'. Roma Metropolitane srl verrà scorporata in due parti: quale stazione appaltante per la realizzazione della Metro C "verrà mantenuta fino al completamento dell'opera", il "ramo progettazione" verrà unito a Roma Servizi per la mobilità. E ancora: restano nelle mani del Comune Zètema Progetto Cultura, al 100%, e la partecipazione del 28,37% nel Centro Agroalimentare e il 10% in Eur spa. La società a partecipazione indiretta è Acea Ato 2 spa.

Non rientrano nel perimetro preso in considerazione, quello della legge Madia, le aziende Speciali, la Ag Roma Energia, Acea, Eur spa e Assicurazioni di Roma che verrà mantenuta dal Campidoglio. Ha spiegato Colomban: "Purtroppo non ci sono Assicurazioni propense ad assicurare per i danni da buche o innondazioni. Ma ora stanno lavorando bene e producono utili. È quindi necessario tenerle". La decisione su Farmacap verrà presa dal commissario. 
 

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