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La metro C compie un anno ma la stazione San Giovanni resta una chimera

Da cronoprogramma dovrebbe aprire a metà del 2016 ma la possibilità che l'inagurazione slitti al 2018 è sempre più probabile. Un passaggio importante, solo a San Giovanni infatti la terza linea si connetterà con il sistema metropolitano romano

Era il 9 novembre 2014. Quel giorno, dopo diversi rinvii e uno slittamento di circa un mese rispetto alla data prefissata, veniva inaugurato il primo tratto della metro C, la Pantano-Centocelle. Un evento storico per Roma. Dopo anni di attesa, la terza linea della metropolitana smetteva di essere solo un cantiere. Seguito da una seconda inaugurazione, il 29 di giugno, un momento di festa per Roma, il giorno dei Santi Pietro e Paolo, che allungava di sei stazioni il tracciato dell'infrastruttura fino a Lodi.

Le prime settimane di vita della terza linea metropolitana, dal punto di vista dei numeri dei passeggeri, non furono scoppiettanti: Atac contò poco più di 11.100 utenti. Un po' poco per un'infrastruttura che, come si legge sul sito di Roma Metropolitane dovrebbe arrivare ad avere, una volta completata, una portata di 24 mila passeggeri all'ora per senso di marcia. Con il tempo le cose sono andate meglio. I numeri sono “cresciuti costantemente” e quintuplicati, “50 mila passeggeri al giorno” ha spiegato Atac in una nota diramata in occasione del primo anniversario. 

La metro C sembra aver ingranato la marcia ma è ancora ben lontana dal raggiungere quei livelli standard riconosciuti a livello internazionale per infrastrutture simili e nemmeno quelli delle 'sorelle' A e B. Il motivo è da ricercarsi soprattutto nel fatto che la linea C non si è ancora 'agganciata' al sistema delle metropolitane romano raggiungendo San Giovanni dove ci sarà l'interscambio con la linea A. E qui il futuro della metropolitana si fa incerto.

Da cronoprogramma, l'apertura nella metro C a San Giovanni è fissata per la metà del 2016 ma la possibilità che l'inaugurazione slitti al 2018 è sul tavolo di Roma Metropolitane. Il primo allarme era stato dato all'inizio di settembre quando il comitato MetroXRoma ha notato che il sito di Roma Metropolitane, nella scheda informativa dedicata alla tratta Lodi-Fori Imperiali, riportava: “La stazione San Giovanni verrà aperta quando sarà disponibile anche il tronchino di manovra (lo spazio a fianco della stazione capolinea della linea A che permetterebbe ai treni di fare manovra, ndr) in corrispondenza di via Sannio in modo da non penalizzare la frequenza della tratta già in esercizio”. Niente male se non fosse che per quest'ultimo il completamento dei lavori è previsto per il 2018. 

La risposta di Roma Metropolitane aveva in parte confermato i timori del comitato di cittadini: “La Stazione San Giovanni della Linea C può essere messa in esercizio sia in assenza del tronchino di ricovero e manovra, che sarà ubicato tra la stazione stessa e il pozzo in fase di costruzione a via Sannio, sia in fase successiva quando tale tronchino sarà disponibile. Naturalmente la prima configurazione risulta penalizzante rispetto alle possibili frequenze di esercizio, con un incremento dell’intervallo tra i treni di circa 1 minuto (da 6’ a 7’ nella tratta Alessandrino-San Giovanni)”. Il tema, fanno sapere, “è in corso di valutazione insieme all’amministrazione e agli altri soggetti competenti”. 

Ieri, a pochi giorni dal suo anniversario, l'ultima conferma di un ritardo viene data da Il Tempo. Nel mirino c'è il progetto di realizzare a San Giovanni una “stazione archeologica”, un “miglioramento qualitativo” spiegava la Soprintendenza di competenza il 16 ottobre scorso che punta a rendere la stazione uno spazio espositivo per tutti i reperti archeologici ritrovati durante gli scavi. “Una nuova variante da oltre 10 milioni di euro che porterà almeno altri 2 anni di ritardi e, forse, l’astensione da parte delle ditte costruttrici al pagamento delle penali pattuite (in caso di consegna in ritardo, ndr), per una cifra che a occhio e croce supera i 50 milioni di euro” spiega Vincenzo Bisbiglia sulle pagine de Il Tempo. “Nei giorni scorsi, le ditte presenti nel cantiere San Giovanni hanno ricevuto una lettera di Metro C spa dove sostanzialmente si chiede lo stop dei lavori”. Per far ripartire il cantiere bisognerà attendere che l'iter per la realizzazione, l'approvazione da parte degli organi competenti e il finanziamento del progetto arrivi a compimento. Anche la stazione già realizzata, secondo quanto riporta il quotidiano, andrà modificata. 

Intanto, al compimento del primo anno di età ma con due giorni di ritardo, Atac sintetizza i frutti di “un anno di successi” in una nota. “Oggi la prima linea “driverless” della Capitale trasporta oltre 50 mila passeggeri al giorno, cresciuti costantemente dai circa 11 mila iniziali, e si è imposta come direttrice principale del traffico pendolare del quadrante sud-est. Dal 19 Novembre 2014 ad oggi le validazioni totali registrate sono state oltre 6,2 milioni” si legge nella nota. “Un’infrastruttura sicura, affidabile e ad alti livelli di comfort di viaggio il cui successo, testimoniato dal crescente dato sulle timbrature al tornello, è frutto dell’impegno di tutte le risorse Atac attive  a diverso livello sulla linea verde: fino ad oggi è stato svolto regolarmente il 99,16% del servizio programmato”.

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