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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Politica

Metro C scrive al Governo: "Roma Metropolitane al disastro finanziario. Rischiamo entro tre mesi di chiudere i cantieri"

Con toni duri il consorzio che ha in capo l'esecuzione del progetto lamenta il quadro economico della stazione appaltante, con il dito puntato anche e soprattutto contro il Campidoglio

Le pessime condizioni finanziarie di Roma Metropolitane, i pagamenti mancanti da parte del Campidoglio, i ritardi nei tempi di esecuzione dell'appalto con slittamento della tratta San Giovanni-Fori al 2024. A queste condizioni i cantieri della terza linea metropolitana della Capitale non possono proseguire. Entro tre mesi rischiano la chiusura. Lo dice il consorzio Metro C, incaricato dell'esecuzione dell'opera, in una lettera indirizzata dai vertici della società direttamente alla Presidenza del Consiglio. 

La prima critica, la più dura, è diretta a Roma Metropolitane, partecipata del Comune incaricata della progettazione della metro nonché stazione appaltante. Già dalla procedura di liquidazione avviata più di un anno fa, si legge nella missiva che RomaToday ha potuto visionare "metro C ha ravvisato nella nomina di un Commissario dotato di poteri straordinari nella gestione tecnico amministrativa dell'opera, l'unica soluzione per consentire il completamento della linea". Governo e Comune sono d'accordo sul punto. Hanno promesso da entrambe le parti l'arrivo di un Commissario. 

Ancora si attende, ma intanto il quadro, se possibile, è peggiorato. I conti della società sono stati pignorati per effetto di contenziosi giudiziari in corso sui quali il Comune di Roma non ha ancora messo mano. Con pesanti conseguenze sui lavoratori e ora anche sull'intera opera. "I recenti pignoramenti dei conti" di Roma Metropolitane, causa contenziosi con terzi, "confermano il deterioramento delle capacità gestionali del committente" esponendo metro C "al rischio di non percepire nemmeno i pagamenti correnti relativi ai lavori in corso". 

Poi ci sono i ritardi eterni sui tempi di esecuzione dell'appalto. L'apertura della tratta San Giovanni-Fori slitterà di quattro anni arrivando a ridosso del Giubileo. Così ha messo nero su bianco la stessa Roma Metropolitane in un atto amministrativo inviato a Metro C, lo scorso 13 ottobre. L'istanza di proroga era stata avanzata a luglio dallo stesso consorzio che aveva a sua volta fatto presente una serie di impedimenti al rispetto dei termini del cronoprogramma fissati nel 2013. "La protrazione dei tempi di esecuzione dell'appalto, determinata da cause oggettive indipendenti da Metro C, hanno reso necessario il ristoro degli insostenibili oneri economici gravanti proprio su Metro C" si legge ancora nella su citata lettera. 

Insomma, più in generale, "la mancata soluzione delle problematiche strutturali e delle inefficienze gestionali di Roma Metropolitane ne ha causato l'attuale stato di insolvenza, con inevitabili effetti deleteri sulla prosecuzione dell'attività in corso". Un pessimo quadro che costringerà l'azienda a chiudere i cantieri, è la promessa, "entro tre mesi" con "blocco totale delle attività". E "per esclusiva responsabilità dell'amministrazione". 

Una tegola che si aggiunge alla bocciatura ieri degli emendamenti alla manovra di bilancio nazionale che avrebbero assicurato 4,5 milioni di euro di fondi per andare avanti con la linea oltre piazza Venezia. Uno stop in commissione Bilancio che ha scatenato la furia delle opposizioni di centrodestra, dei sindacati e della stessa sindaca Raggi. 

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