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Metro e bus nella fase due, addio all'ora di punta: aperture scaglionate e su turni per svuotare i mezzi

Quali e quanti mezzi a disposizione, come salirci, l'uso delle mascherine e i controlli. Manca la quadra su tutto, ma c'è una certezza: le persone su metro e bus dovranno essere meno

Due riunioni per preparare il terreno verso la stesura delle agognate linee guida e per rendersi conto, una volta di più, che gestire la fase due dei trasporti sarà difficilissimo. Il Prefetto di Roma Gerarda Pantalone ha messo ieri allo stesso tavolo (in virtual call), regione Lazio, comune di Roma e le aziende del trasporto pubblico. In mattinata presenti Raggi e il vice presidente della regione Leodori, nel pomeriggio è toccato ai rispettivi assessori ai trasporti. Due round conclusi con l'istituzione di due gruppi di lavoro, uno per ente, che dovranno portare le proprie ricette per garantire il funzionamento del trasporto pubblico in piena sicurezza, limitando al massimo la possibilità di nuovi contagi. Il tutto con la difficoltà dell'assenza, per ora, di norme nazionali, ancora non comunicate dal Governo. 

Città a scaglioni e fasce orarie

La certezza, che poi è una necessità condivisa quanto ineludibile, è quella di una vita della città che dovrà essere per forza di cose scaglionata. Non esisterà più l'ora di punta, ma le aperture di negozi, uffici pubblici, scuole (quando riapriranno), saranno differenziate quando non su turni. Ancora prima si proverà a far lavorare da casa, in smart working, quante più persone possibile. Impossibile infatti per Roma reggere l'urto di 2 milioni di pendolari che si muovono da fuori verso la città. Andranno, lì dove possibile, per forza di cose ridotte.

Vita a turni, a orari ridotti e su più giorni

Per ora le scuole chiuse aiutano, tenendo a casa il 25% dell'utenza mattutina: a settembre però, quando riapriranno, non è esclusa la possibilità di aperture divise su turni, mattina e pomeriggio, per continuare a limitarne l'impatto. L'ipotesi è poi quella di aprire (e chiudere) i negozi più tardi rispetto agli uffici e di ragionare su delle turnazioni. Possibili riduzioni di orari nel singolo giorno, con un aumento però dei giorni lavorativi.

Quali mezzi? 

Tagliata e scaglionata l'utenza bisogna farla salire sui mezzi. Sì, ma quali? E come? L'evidenza è che, soprattutto per Atac, il parco bus era già sotto soglia prima dell'emergenza. Ora la situazione è drammatica o quasi. L'intenzione è quella di attingere a quanti più mezzi possibili: pulmini scolastici, mezzi per i trasporti dei disabili, Gt Open bus e pullman gran turismo, tutti in soccorso degli autobus dell'Atac. Chiesta anche una sinergia con Cotral, azienda del trasporto extraurbano che ad oggi non effettua trasporto passeggeri tra due fermate della città. Il Campidoglio, Atac e Roma servizi per la Mobilità hanno invece paventato l'idea di usufruire di Cotral per allentare la pressione alle fermate. Da parte di Cotral disponibilità, ma con la necessità di valutare la situazione una volta capite le norme del Governo. 

Rimodulazione dei mezzi pubblici 

In base alle norme infatti si capirà di quanti bus c'è necessità. C'è infatti il tema del distanziamento che, se aumentato, creerebbe non pochi problemi, costringendo pullman come quelli extraurbani a viaggiare occupando un sedile ogni quattro. Diverso è invece il discorso di distanze come quelle attuali, con un sedile occupato ogni due. Sui mezzi Atac invece si va verso l'utilizzo dei soli posti a sedere. Fonti qualificate di Atac spiegano che "nei primissimi giorni post lockdown sarà impossibile capire quanti mezzi occorrono. Di sicuro si sta pensando ad una rimodulazione, tanto oraria quanto dei percorsi e nel numero delle fermate". In tal senso il contributo di app e gestori telefonici sarà fondamentale. 

Mascherine 

C'è poi il grande tema mascherine. "Dobbiamo obbligare ad usare le FFP2 per salire sui mezzi", ha incalzato la sindaca Virginia Raggi. Costi e reperibilità delle stesse mascherine però hanno fatto ripiegare e convenire tutti che la mascherina sarà sì obbligatoria, ma basterà quella di tipo chirurgico. Da parte del Campidoglio la richiesta al Prefetto di forze dell'ordine per garantire il rispetto del provvedimento, strada questa però difficilmente percorribile. L'intenzione è quindi quella di aspettare il provvedimento del Governo e di capire quali sanzioni saranno previste per chi non usa la mascherina. Solo a quel punto si capirà chi e come dovrà far rispettare la prescrizione. 



 

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