Decreto sicurezza e sgomberi, 'gilet gialli' in Campidoglio: "Raggi prenda posizione, anche noi non molliamo"

Movimenti, sindacati e associazioni: "Mai più uno sgombero senza una nostra risposta"

Gilet gialli questo pomeriggio in piazza del Campidoglio per l’assemblea pubblica “contro decreto sicurezza, sgomberi e propaganda”. Decine di manifestanti hanno indossato il giacchetto simbolo delle proteste che stanno scuotendo la Francia sfidando il sostegno del vicepremier Luigi Di Maio: “Tranquillo grillino” la scritta sullo striscione esposto sotto la statua del Marc’Aurelio “la gente come noi non molla mai”. 

In realtà l’obiettivo di un appuntamento che ha unito movimenti per la casa e sindacati (dalla Cgil a Unione Inquilini passando per Asia Usb e i Cobas), associazioni di volontariato e inquilini di case popolari e residence è un’altra istituzione pentastellata: il Comune di Roma di Virginia Raggi. “Chiediamo all’amministrazione capitolina di prendere parola in merito alle questioni poste dal decreto sicurezza” spiegano i manifestanti. “Perché dopo l’approvazione della mozione con cui si è chiesto di limitare gli effetti negativi del provvedimento non è più stato detto nulla”. 

E la legge che porta la firma del ministro dell’Interno Matteo Salvini, sottolineano dalla piazza, “ha riportato al centro dell’attenzione alcuni nodi fondamentali che i movimenti e le realtà sociali di Roma discutono nei propri spazi e nelle piazze da tempo: sicurezza e libertà di movimento, la questione delle migrazioni, del welfare e del reddito, il tema del governo della città come accesso ai diritti e non esclusiva materia di ordine pubblico”. Anche il tema della “residenza e della negazione dei diritti” che movimenti vivono dal 2014 con il decreto Renzi-Lupi che impedisce l’iscrizione anagrafica agli occupanti. Gli stessi che il decreto Salvini ha esposto a una rinnovata “politica degli sgomberi”. 

I fari della mobilitazione sono puntati soprattutto sulla situazione del drammatico disagio abitativo della città che conta oltre 15 mila famiglie. “L’amministrazione continua a ignorare una situazione che peggiora di giorno in giorno” spiegano. “E nel 2019, senza una risposta strutturale, Roma rischia di esplodere”. Tra gli ‘esempi’ presenti in Campidoglio le famiglie dell’occupazione abitativa del 4 Stelle Occupato “sotto minaccia di sgombero per essere stato dichiarato inagibile in seguito ad un incendio in una piccola porzione dello stabile”. Le 500 famiglie delle cosiddette ‘case di sabbia’ di Armellini a Ostia, “nei confronti delle quali la chiusura del Campidoglio è totale a parte l’offerta di un ruolo di auditori di facciata”. Le famiglie dei residence “posti sotto sgombero dal Dipartimento delle Politiche Abitative per cavilli burocratici”. E ancora. I migranti e richiedenti asilo espulsi dal circuito Sprar “sgomberati dagli accampamenti informali in cui avevano trovato un seppur limitatissimo rifugio”.

Solo una “prima tappa” hanno fatto sapere i manifestanti che hanno promesso che “a Roma non ci sarà più uno sgombero senza una reazione adeguata”. La prima tappa di un percorso che guarda anche ad altre istituzioni, la Regione Lazio di cui “constatiamo l’assordante silenzio” e la Prefettura “indisponibile al dialogo”. 

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Presenti in piazza anche alcuni esponenti del Pd romano. “Il tema della casa è quello che esprime la maggior sofferenza di questa città” le parole del responsabile casa del Pd romano, Yuri Trombetti. “Per questo abbiamo deciso di essere qui oggi al fianco di quel vasto schieramento che si sta muovendo contro un’amministrazione cieca”. Al suo fianco anche Antonio Senneca della segreteria romana del Pd che sulla situazione delle case di Armellini si è auspicato che "l'amministrazione valuti caso per caso". All’assemblea anche il deputato e consigliere di Sinistra per Roma Stefano Fassina: "La sindaca ascolti questa parte di Roma che vive in sofferenza. Una parte di città che ha bisogno di una casa e invece trova solo risposte in termini di sgomberi. In due anni e mezzo non è stata data alcuna risposta ad una domanda di diritto all'abitare che è sempre più grave". 

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