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Una festa senza papà: flash mob di genitori separati dai loro figli

Un gruppo si papà si è dato appuntamento, alla vigilia della loro festa, sotto il Parlamento Europeo di Roma per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla loro tragica esperienza.

Papà che non vedono i loro figli da 7 mesi, ma anche da 2 o 15 anni. Papà con dei cartelli in mano: "Federica e Valentina rapite in Polonia. Non vedono il padre da 15 anni". Oppure: "Samko sono sei anni che papà aspetta di poterti abbracciare". E molti altri ancora. I casi crescono esponenzialmente, così un gruppo di padri, a cui sono stati sottratti i propri bambini, ha deciso di manifestare e si è dato appuntamento, alla vigilia della loro festa, sotto il Parlamento Europeo di Roma per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla loro tragica esperienza. Un flash-mob di protesta, "La festa senza papà", organizzato dall'Adiantu, contro l'aumento dei conflitti per l'affidamento dei figli nell'Unione Europea.

Il numero di matrimoni binazionali nell'Unione Europea è in costante aumento. Se una coppia ha un figlio la situazione può diventare molto complicata. I casi che si possono verificare infatti sono due: o il genitore che non ha la custodia del figlio lo sottrae e rifiuta di restituirlo, oppure i minori sono trasferiti o trattenuti dall'affidatario, senza l'autorizzazione dell'altro genitore. 

"In caso di separazione o divorzio una coppia  binazionale - spiega Roberta Angelilli, vicepresidente del Parlamento europeo e mediatore europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori - può trovarsi davvero in difficoltà perchè possono sorgere dei conflitti di competenze tra la giurisdizione dei tribunali degli Stati membri. Come mediatore europeo chiedo che ci sia una maggior coordinazione tra i vari Paesi comunitari per far sì che nessun padre si ritrovi a non poter vivere dei momenti felici con suo figlio". 
 I manifestanti hanno esposto anche uno striscione invocante il "diritto ad essere papà".

"Ci sono di fatto delle legislazioni diverse che poi alla prova dei fatti entrano in conflitto. Ma siamo nell'Unione Europea - continua Roberta Angelilli - e quindi gli Stati devono condividere le stesse regole, mentre in questo momento ci sono delle leggi che, nonostante siano simili, non sono perfettamente uniformi e in queste difformità nascono i casi che oggi sono qui a protestare".

Le storie sono tante: "1000, 1500 bambini l'anno vengono portati via dall'Italia - dichiara Paolo Pozza, presidente Associazione Figli sottratti - e ne ritornano meno del 10%. E' una situazione estremamente grave". Anche Paolo Pozza ha due bambine in Polonia che non rivede da molti anni, nonostante ci siano due sentenze una del Tribunale italiano uno del Tribunale polacco che hanno stabilito il rimpatrio delle figlie. 

"Torno a casa e mi guardo allo specchio e vedo la casa vuota. La mattina mi sveglio con un pensiero fisso - racconta un padre a cui è stato sottratto il bambino di 4 anni - e cioè che mio figlio non so nemmeno dove sia. Avrei dovuto riavere il bambino  indietro, ma da allora mia moglie è sparita. Il piccolo è quindi latitante, con tutte le conseguenze che ne derivano in termini economici e di mancata assistenza sociale". 

Questi genitori ci tengono a precisare che non vogliono togliere il bambino alla loro madri, ma rivendicano il diritto di vedere il proprio figlio crescere. 

Alla manifestazione ha partecipato anche l'Associazione Nonne Nonni Penalizzati Dalle Separazioni Onlus, con uno striscione per chiedere "la piena applicazione, nei tribunali italiani, dell'affido condiviso e affidamento parentale, della costituzione e delle convenzioni internazionali a tutela dei diritti dei minori".

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