Mercoledì, 17 Luglio 2024
Politica

Enrico Gasbarra: "Il mio PD sarà una grande comunità in crescita"

Enrico Gasbarra si presenta come il candidato numero uno per diventare il nuovo segretario del Partito Democratico del Lazio. Sostenuto da gran parte degli iscritti e dei dirigenti se sarà eletto come da pronostico dovrà rimettere in moto il Pd regionale

Enrico Gasbarra, già Presidente della Provincia di Roma e ora parlamentare, si presenta in pole position per diventare il nuovo segretario del Partito Democratico del Lazio. Sulla sua figura convergono gran parte delle preferenze degli iscritti ai circoli del PD che in questi giorni stanno votando nelle assemblee di circolo, da cui scaturiranno i candidatti per le primarie di febbraio. E sul Partito Democratico dice: "Io ho 49 anni, dal 2008, per la prima volta,  siedo in Parlamento, e il Pd rappresenta un sogno realizzato anche per la mia generazione".
 
Dopo quasi due anni di commissariamento il PD Lazio avrà nuovamente un segretario. Come nasce la sua candidatura?
 
Dopo oltre 500 giorni di commissariamento il Partito democratico del Lazio è chiamato ad eleggere il nuovo segretario regionale. Lo fa attraverso gli iscritti, i Circoli che sono impegnati in questi giorni a dibattere e a votare per eleggere il segretario  con le primarie aperte previste il 12 febbraio.  E' un appuntammento importante a cui ho deciso di partecipare in prima persone perchè questo è il momento dei passi avanti. La destra ci ha portati ad un passo dal baratro. Penso al governo Berlusconi-Lega, alle risposte alla crisi, ma per restare ai nostri confini , soprattutto alla destra che governa alcune città e Province del Lazio, la Capitale, la Regione.

Nella classifica della “Qualità della vita”, Roma con Alemanno è passata dall’8° posto del 2007, al 35° del 2010 e al 23° di quest’anno; ha visto esplodere la Cassa integrazione: 33 milioni di ore nel 2010 (+14,7% rispetto al 2009), che soltanto da gennaio ad ottobre 2011 è cresciuta del 70% rispetto all’anno precedente; così come la percentuale dei disoccupati dall’8,1 al 9,3%. 

In questi mesi la giunta Polverini non ha saputo e voluto mettere in campo un Piano straordinario anti crisi, ha evitato di decidere su un tema di civiltà come è quello dei rifiuti, scaricando sul tavolo del Prefetto di Roma il compito di trovare una soluzione. La stessa destra che guidata dalla Polverini ha distrutto il lavoro delle Amministrazioni Badaloni e Marrazzo, ha sezionato con tagli lineari la sanità delle nostre province tagliando oltre 20 ospedali e che di fronte alla crisi pesante del settore agricolo, che sta facendo chiudere centinaia di aziende della nostra regione, ha risposto col silenzio. 

Non possiamo più accettare la politica dei passi indietro. Il PD del Lazio ha già messo in campo un modello politico-culturale opposto, profondamente alternativo alla destra. Il PD non è più un sogno, è oggi la grande realtà per l’alternativa.  Nel Lazio dobbiamo recuperare il tempo perso!

Le primarie, che ho sempre chiesto, spesso in solitudine, devono rappresentare uno straordinario appuntamento di confronto e non di scontro devono essere lo slancio e l’inizio di una grande campagna di proposte e idee per la vittoria sulle destre nelle sfide imminenti per il governo delle nostre città e della nostra regione. Un confronto vero, ma fortemente vincolato ai temi dei nostri territori e certo non disperso nelle articolazioni delle ex mozioni congressuali nazionali.  Un momento di festa democratica, come dice il segretario Bersani, con regole certe, che porti ossigeno al PD che può, anzi, deve arricchirsi ascoltando e dialogando con le diverse realtà della società civile, dei mondi produttivi, con il mondo del lavoro e della solidarietà. Una festa in cui possiamo ricostruire, più forte, il ponte con le liste civiche, i movimenti e tutti coloro che invocano nuovi diritti.

Le primarie dovranno essere il primo grande appuntamento per la riscossa del PD unito che riparte con coraggio, entusiasmo e una visione aperta della società. Pronto già per le elezioni amministrative che chiameranno al voto nel 2012 poco meno di mezzo milione di cittadini del Lazio, che decideranno i destini di capoluoghi come Frosinone e Rieti.

In questi giorni ho incontrato nei Circoli tanti militanti, ho ascoltato tante persone impegnate nei movimenti, tanti operatori del mondo del lavoro e della società civile, giovani, donne e molti amministratori. Ho avuto tante sollecitazioni e idee, ma la raccomandazione più forte è stata proprio la richiesta di unità. In questo momento così complesso c’è bisogno di un partito forte, capace di migliorare la vita delle persone che è oggi più che mai difficile, un Partito unito intorno alla segreteria nazionale e a Pier Luigi Bersani.

La mia candidatura ha l’obiettivo di avviare un nuovo ciclo politico per dare alle nostre città e alla nostra regione un’alternativa nuova e moderna, per offrire alle persone angosciate dalla crisi un futuro più sereno. La larga condivisione del gruppo dirigente con cui si è determinata la mia candidatura non ha il senso della forza numerica, ma è il segno del coraggio e della generosità di chi ha scelto di riprendersi la propria autonomia.

Amministratori, dirigenti e militanti che hanno preferito lasciare sullo sfondo le sensibilità nazionali ed hanno rinunciato ad evidenziare le diversità di dettaglio, che hanno unito le spiccate personalità per lavorare e mettere al primo posto solo il partito. Ho dialogato con i nostri consiglieri municipali, gli assessori, mi sono confrontato con consiglieri comunali, regionali e provinciali - che vanno ringraziati per l’impegno e la serietà che mettono in campo ogni giorno - e insieme ai parlamentari di Roma e del Lazio abbiamo cercato in questi quattro anni di essere punto di riferimento, pur nelle difficoltà, di essere opposizione.

Le primarie per l’elezione del segretario regionale non saranno la brutta copia del vecchio congresso, ma l’inizio di una nuova fase del PD del Lazio. Queste primarie devono vedere protagonisti gli elettori, i militanti, i dirigenti, gli amministratori, gli eletti, ma anche e soprattutto tanta società civile, tante donne e tanti giovani. In un momento così difficile per gli italiani, per il Paese, per la politica e per la nostra regione dobbiamo essere tutti in campo per remare nella stessa direzione, verso la vittoria. 

Qual è il suo progetto di Partito Democratico nel Lazio?

Il PD che vorrei e che soprattutto vorrei far camminare insieme a tanti democratiche e democratici deve avere l’ambizione di una comunità che cresce tutta insieme per costruire opportunità, sicurezza, solidarietà, sviluppo, serenità.

Diritti, solidarietà, competitività, parole che insieme a servizio, inteso nell’accezione politica di De Gasperi,  devono guidare il percorso di un partito riformista, come deve essere il Partito Democratico. E se qualcuno dice che vogliamo “rendere uguali il figlio del ricco e il figlio del precario”, io rispondo SI.  Uguali nel punto di partenza, nelle opportunità della vita.

Un riformista deve alzare la voce, deve battere i pugni davanti alla ricerca di compromessi sui diritti che la destra sta portando avanti a cominciare dal problema gravissimo dell’emergenza casa.  Così come deve far diventare centrale la politica del SOLI MAI: penso alle persone anziane, alle persone con gravi malattie, a quelle famiglie con persone che hanno bisogno di assistenza e che invece di essere prime nella ‘lista’ degli investimenti, sono diventate ultime. Il diritto delle persone deboli non può essere scambiato come concessione. 

Nel mio programma, ho cercato di sintetizzare in 10 punti i passi che ritengo necessari per riattacare la spina tutti insieme. Il PD regionale dovrà essere moderno, veloce e snello, ma molto radicato nei Circoli delle grandi città e dei comuni più piccoli così come nei luoghi di lavoro e nelle università. Proprio i circoli dovranno essere la colonna portante del Partito come luogo di dibattito. Mi piacerebbe che fosse creato un Fondo di Comunità destinato alle emergenze sociali, alimentato annualmente da una parte del finanziamento pubblico al partito. Vorrei che il Pd fosse trasparente con la pubblicazione dei dati patrimoniali degli eletti. I tesserati dovranno essere chiamati per prendere decisioni su grandi temi e non solo per eleggere gli organi dirigenti. Il mio Pd del Lazio svolgerà le primarie per scegliere i candidati alla carica di sindaco, di deputato e senatore, assicurando la rappresentanza che ogni singola provincia indicherà e rispettando l’equilibrio di donne e giovani, nonché il limite temporale delle due legislature. Ci sarà una forte presenza  di donne e di giovani e di tutte le province nella squadra del segretario regionale. Una maggiore forza con la nascita di due nuove assemblee quella dell'azione quella dell'ascolto.

Inoltre il mio Partito Democratico investirà nella formazione politica e amministrativa, elemento prezioso, indispensabile per spazzare l’idea che si possano avere responsabilità politiche senza una preparazione adeguata. L’attività politica e amministrativa è un servizio, una responsabilità, non un reality show.

Se dovesse mettere in evidenza tre punti fondanti del suo programma da segretario cosa indicherebbe?

Sicuramente la partecipazione: giovani, iscritti, società civile, associazioni, donne, mondi a volte diversi con i quali costruire ponti "democratici" per dare forza al PD, ma soprattutto per un dialogo costruttivo e vero.

Un PD unito e trasparente: in un momento così difficile per molte famiglie, la politica deve essere ancor più vicina alle persone: io ho previsto la costituzione di un Fondo di Comunità alimentato con le risorse del finanziamento pubblico al partito, ma anche con il contributo dei parlamentari e dei consiglieri regionali eletti nel Lazio per essere accanto alle famiglie in difficoltà. Quindi l'obbligo per tutti gli eletti del Pd regionale di pubblicare la propria posizione patrimoniale sul sito del PD.

Quindi direi, l'unità: una parola spesso abusata, ma con un valore indispensabile. Un valore che va ricostruito e la mia candidatura va in questa direzione, ma che va anche difeso. Per questo ho pensato alle Assembleee dell'ascolto e dell'Azione, ma anche ad una squadra che abbia una fortissima presenza di donne e di giovani. Infine la preparazione: i candidati alle elezioni del Pd dovranno essere preparati, dovranno aver frequentato la scuola, dovranno essere formati. Governare un Comune, una città, una comunità è una responsabilità importante".

Il PD si trova all'opposizione sia nella Capitale che in Regione, quali i punti di forza se dovesse diventare segretario che caraterizzeranno l'azione di opposizione a livello regionale e anche in vista di importanti appuntamenti elettorali nel 2013, tra un anno?

Il Pd sia in Campidoglio che alla Regione Lazio porta avanti ogni giorno un lavoro straordinario dai banchi dell'opposizione. Il partito dovrà sostenere questa azione in ogni modo, e unirsi ancor di più per affrontare le sfide amministrative che nella prossima primavera porteranno al voto nel Lazio quasi mezzo milione di persone e quindi nel 2013 la sfida per Roma Capitale. Appuntamenti importanti, ma sono certo che dalle Primarie per il segretario regionale, a cui partecipano anche altri autorevole esponenti del Pd, partirà la grande riscossa che manderà in archvio la destra e i suoi fallimenti.

 

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