Lunedì, 27 Settembre 2021
Politica

Rifiuti, senza Malagrotta Roma spende di più: Raggi chiede a Marino 37 milioni di euro

La replica dell'ex sindaco: "Con me la differenziata è cresciuta del 10 per cento"

È scontro aperto sui rifiuti tra l’amministrazione pentastellata guidata da Virginia Raggi e l’ex sindaco Ignazio Marino. Come riporta il quotidiano La Repubblica, il 10 luglio scorso, dagli uffici capitolini è partita una ‘Notifica di costituzione in mora’ destinata all’ex primo cittadino, arrivata anche all’ex assessora all’Ambiente Estella Marino, con la quale si chiede la restituzione di 37 milioni di euro per "danno erariale in via amministrativa per la maggiorazione dei costi sostenuti da Roma Capitale per il conferimento in discarica del rifiuto indifferenziato". 

Proprio Marino, nel 2013, aveva chiuso la discarica di Malagrotta, dove per oltre trent’anni sono stati versati i rifiuti indifferenziati della Capitale, per la quale l’Italia si era vista aprire una procedura di infrazione fin dal 2007. Dopo la chiusura, però, la raccolta differenziata non è decollata come previsto. Secondo il Patto per Roma, nel 2016, la Capitale avrebbe dovuto raggiungere il 65 per cento di raccolta differenziata. Invece ad oggi, nel 2018, questo dato è fermo al 44,3 per cento.

Sulla gestione dei rifiuti all'inizio dell'anno è scattata un'indagine della Corte dei Conti per verificare un eventuale danno erariale. Così, riporta ancora il quotidiano, nella lettera partita da Palazzo Senatorio si legge: “Si rende necessario procedere essendo venuta meno in rilievo l'esistenza di un danno erariale derivante dal mancato raggiungimento delle predette percentuali di raccolta differenziata, alla messa in mora a tutela di Roma capitale, dei diversi soggetti responsabili”. 

Si difende l’ex sindaco Ignazio Marino: “Ritengo sia utile illustrare quello che è stato fatto e quello che non è stato fatto” esordisce con un lungo post sul blog. “Nel 2003 Roma produceva circa 1.662.180 tonnellate di rifiuti e la quantità raccolta in modo differenziato era del 10,75 %. Nel 2012 […] una percentuale del 25,6%. In 9 anni la percentuale di raccolta differenziata crebbe, quindi, di circa il 15%. Durante i mesi dell’amministrazione Marino, dal 2013 a fine 2015, la percentuale di raccolta differenziata crebbe dal 31,1 % al 41,2%: un incremento di oltre il 10% in uno spazio temporale assai ridotto”. Una percentuale che, scrive ancora Marino, “ha proiettato Roma tra le capitali europee più virtuose”.

Significativi, per l’ex primo cittadino, anche i numeri del porta a porta: nel 2013 “il modello di raccolta differenziata serviva a Roma circa 200.000 abitanti e con modalità porta a porta solo 26.000 abitanti. Nel novembre 2015 si era passati da 200.000 a circa 2.800.000 abitanti serviti con il modello di raccolta differenziata e con modalità porta a porta da 26.000 a circa 940.000 abitanti”. La raccolta differenziata a Roma però, continua l’ex sindaco, “rallenta durante le successive amministrazioni straordinarie e ordinarie. Nei fatti nel 2016 e nel 2017 la crescita nella raccolta differenziata si arresta. Nel 2016 la raccolta differenziata passa dal 41,2% al 42,88%: solo 1,7% di incremento. Nel 2017, dal 42,88% al 44,33%: solo il 3,4% di incremento. Un incremento del 5,1% in due anni: meno della metà di quanto era stato fatto durante i 28 mesi dell’Amministrazione Marino dal 2013 al 2015.

Marino attacca Raggi anche sui 4 ‘ecodistretti’ per il trattamento del rifiuto che l’amministrazione Marino avrebbe voluto realizzare con un investimento di 200 milioni di euro: “Ama si stava affrancando dalla dipendenza nella gestione dell’indifferenziato: era però necessario proseguire il percorso intrapreso e costruire le condizioni perché si potesse realizzare anche una propria autonomia sulle filiere del rifiuto differenziato. Il progetto “Ecodistretti”, interrotto con l’allontanamento della Giunta Marino nell’ottobre 2015, si proponeva esattamente questo”.

La notizia è stata commentata anche dall’ex assessora all’Ambiente, Estella Marino: “La nota è arrivata anche a me a luglio, in quanto assessore con delega ai Rifiuti negli anni 2013-2015” ha scritto su Facebook. “Fa specie, considerando che siamo stati l'unica amministrazione tra quelle prima e quelle dopo, che ha aumentato la differenziata di 7/8 punti percentuali l'anno - dati ufficiali Ispra, non post fuffa su Facebook”. Si chiede l’ex assessora: “Se la Raggi se la prende con noi che abbiamo fatto quei risultati, la sua amministrazione allora quanto dovrà pagare? Perché immagino le verifiche procederanno sugli anni 2016, 2017, 2018.... E siamo ben lontani dai limiti di norma”. Poi specifica: “La nota è stata inviata, a quanto vi si legge, per l'interruzione dei termini di prescrizione, viene specificato che ancora devono essere valutate nel dettaglio responsabilità e corresponsabilità ed eventuali danni” conclude dichiarando “massima disponibilità ai magistrati contabili per documentare con gli atti quei due anni”. 

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