Carabiniere ucciso, Salvini sul fermo degli americani: "Negli Usa chi uccide rischia pena di morte"

Si susseguono senza sosta i commenti dal mondo politico. Matteo Renzi: "Clima di odio infame creato dalla destra". Carfagna: "Reazione indegna del Governo"

Immagine d'archivio

"Sperando che l’assassino del nostro povero Carabiniere non esca più di galera, ricordo ai buonisti che negli Stati Uniti chi uccide rischia la pena di morte. Non dico di arrivare a tanto, ma al carcere a vita (lavorando ovviamente) questo sì!". Così il vicepremier Matteo Salvini nel pomeriggio commenta il fermo dei due americani 19enni a Regina Coeli con l'accusa di aver ucciso il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Uno dei due, durante l'interrogatorio di ieri, ha confessato di essere responsabilità dei fatti. Per entrambi si parla di omicidio aggravato in concorso e tentata estorsione. 

E si susseguono uno dopo l'altro i commenti del mondo politico, tra polemiche sempre accese e tentativi di placare gli animi. Il vicepremier Luigi Di Maio questa mattina aveva commentato con una stoccata diretta al ministro Salvini, competente in materia: "A Roma la sicurezza è precaria". Nessuna replica però da parte del leader della Lega, che sul punto è rimasto in silenzio. Di necessità di più forze dell'ordine sul territorio aveva parlato ieri anche la sindaca Virginia Raggi. In generale a infiammare lo scontro politico le tante dichiarazioni strumentali rimbalzate in rete tramite i social nelle ultime 24 ore, specie quando inizialmente si era diffusa l'ipotesi che a uccidere il vicebrigadiere fossero stati dei giovani nordafricani. Tutto smentito. Ma la bagarre non si placa. 

Contro i partiti di destra, Lega e Fratelli d'Italia, si è scagliato Matteo Renzi. "Ieri una parlamentare della destra mi ha accusato di essere responsabile politico e morale dell'omicidio del Carabiniere Mario Cerciello Rega. Il clima di Odio che stanno creando è infame - scrive sulle sue pagine social - l'Italia si deve stringere intorno all'Arma e a quella famiglia". E una petizione on line per chiedere che le dimissioni di Maria Teresa Baldini "per rispetto del nostro Paese e di tutti i cittadini italiani" è stata lanciata dai Comitati di azione civile 'Ritorno al futuro' su proposta di Elena Bonetti, la docente di analisi matematica all'Università di Milano, già componente della segreteria del Pd guidato da Matteo Renzi. "Reazione indegna del governo sulla morte del Carabiniere ucciso - ha invece tuonato Mara Carfagna (FI) su Twitter - Salvini fa caccia all'uomo, Di Maio si chiede dove sia lo Stato. Di Maio, chi decide per lo Stato ora siete voi! Usate i fondi del reddito di cittadinanza per le forze dell'ordine".

"Un minuto di silenzio per il vicebrigadiere"

In tanti però suggeriscono iniziative trasversali, che uniscano nel grande lutto di queste ore piuttosto che dividere a colpi di slogan e propaganda. Lunedi 29 alle 12 le bandiere del Consiglio regionale del Lazio saranno a mezza asta in concomitanza con i funerali del carabiniere Mario Cerciello Renga. E ancora il vice presidente della regione Lazio Daniele Leodori ha proposto: "Fermiamoci un minuto, tutti, in onore del vice brigadiere Mario Cerciello Rega, unendoci al dolore della famiglia e di tutti i suoi colleghi. Tutti gli uffici, le attività pubbliche e private, a Roma così come nel resto del Paese si fermino per un minuto in occasione del funerale del militare". Stessa proposta è arrivata anche dal senatore Antonio Saccone (Udc/Forza Italia), che sull'onda del gesto compiuto ieri dalle volanti della Polizia sfilate a sirene spiegate di fronte al Comando generale dell'Arma, invita i cittadini a compiere un gesto analogo lunedì, in occasione delle esequie: "Si fermino, ovunque si trovino, e suonino i clacson in onore di un autentico uomo in divisa". Nel pomeriggio, sul luogo del delitto nel quartiere Prati, a omaggiare con dei mazzi di fiori il vicebrigadiere, il capogruppo della Lega a Roma Maurizio Politi, la coordinatrice della Lega romana Flavia Cerquoni e altri esponenti del partito sul territorio. 

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Intanto si sono svolti questo pomeriggio gli interrogatori per la convalida del fermo dei due giovani americani Elder Lee e Natale Hjorth. "Il ragazzo si è avvalso della facoltà di non rispondere, è un ragazzo di 19 anni molto provato dalla situazione. Per rispetto del militare è meglio stare in silenzio" ha detto l'avvocato Francesco Codini, difensore di Lee, il giovane dei due che ha confessato ieri di essere responsabile dell'accaduto. Anche l'altro statunitense fermato si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. Il gip del Tribunale di Roma, Chiara Gallo, avrà 48 ore di tempo per decidere se convalidare o meno il fermo.

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