Tavolini, tregua per piazza Navona: accordo permessi provvisori, ma il Codacons lo impugna

Di ieri l'accordo tra esercenti e istituzioni, che offre procedure semplificate per il rilascio del titolo concessorio, articolate su più tappe. Il Codacons annuncia un nuovo ricorso al Tar

Deposta l'ascia di guerra sul fronte della lotta al tavolino 'selvaggio'? Di ieri il raggiungimento di un accordo tra esercenti e assessorato al Commercio dopo una lunga giornata di trattative. Il verbale di intesa prevede il rispetto dei Piani di Massima Occupabilità (PMO) e offre procedure semplificate per il rilascio del titolo concessorio, articolate su più tappe. Ma all'orizzonte un'altra minaccia di caos: al Codacons l'accordo non piace e ha annunciato oggi il ricorso al Tribunale Regionale. Ricapitoliamo brevemente la settimana 'nera' di piazza Navona. 

UNA SETTIMANA 'NERA' - Lunedì il pronunciamento del Tar che rigettando il ricorso dei negozianti contro le nuove regole ha autorizzato il blitz dei vigili, con più di 300 arredi esterni irregolari rimossi dalle forze dell'ordine. All'operazione ha fatto seguito la serrata di protesta degli esercenti con dichiarazioni avvelenate delle associazioni di categoria.    

Ieri una tregua, ma solo apparente. I proprietari dei locali hanno deciso di fare un passo in avanti, ricollando i tavolini nel rispetto delle norme imposte dai piani di massima occupabilità comunali. "Rispetteremo il limite dei quattro metri e mezzo - hanno assicurato - che coincide con il limite del marciapiede, ma chiediamo all'amministrazione un confronto per poter arrivare a cinque metri e mezzo".

Ma i vigili sono intervenuti comunque, con la chiusura di altri due locali e un nuovo intervento di rimozione.  "Ci hanno detto: se li rimettete saremmo costretti a toglierli" ha spiega Guido Campopiano, portavoce degli esercenti dello storico salotto romano. Ma il problema non era rispettare i piani? Non è così semplice. Non basta riposizionare regolarmente i dehors. C'è dietro un caos burocratico che proviamo a spiegare. 

OSTACOLI BUROCRATICI - A marzo, dopo aver placato la rabbia dei negozianti con la concessione di una proroga di 60 giorni, sono entrati in vigore i Piani di Massima Occupabilità redatti dalla scorsa amministrazione municipale. Nuove regole, strada per strada, quartiere per quartiere, con sanzioni e chiusure per chi non si fosse adeguato. 

Per adeguarsi però non bastava controllare il piano della propria zona e sistemare i tavolini nel rispetto dello stesso. Occorreva mandare una richiesta scritta, con un progetto nel caso di richiesta di eventuali modifiche alle nuove regole, e ottenere un ulteriore autorizzazione. Chi non è passato da questa procedura può rispettare i nuovi limiti, ma sulla carta risulta comunque irregolare. 

L'ACCORDO - Da qui il braccio di ferro che nella giornata di ieri si è concluso con la decisione da parte dell'Assessorato di semplificare la procedura, onde evitare la chiusura dei locali per l'estate. A spiegare i termini di quanto stabilito una nota stampa del Campidoglio. 

"Gli operatori sprovvisti di titolo presentano domanda al municipio, in seguito alla quale gli uffici rilasciano un titolo provvisorio. Entro 45 giorni da tale domanda gli operatori dovranno richiedere il titolo definitivo. La domanda di concessione deve essere completa di progetto e dal giorno della presentazione il Municipio avrà 45 giorni di tempo per indire la Conferenza dei servizi, valutare la domanda e concedere il titolo definitivo di concessione dell'Osp". 

Insomma, le firme sulla nuova procedura che permetterà agli esercenti di mettersi subito in regola senza perdere settimane di lavoro, dovrebbe mettere fine allo scontro. 

IL CODACONS - Su tutte le furie invece il Codacons, associazione dei consumatori, che aveva appena finito di esultare per i ripetuti interventi dei Vigili Urbani e per la "pulizia" del salotto romano. "L'accordo raggiunto ieri tra il Comune di Roma e gli esercenti di piazza Navona in merito alla collocazione dei tavolini, sarà impugnato dal Codacons al Tar del Lazio". Così una nota stampa. 

"Si tratta di un provvedimento gravissimo, non solo perché rappresenta l'ennesima sconfitta per il comune, ma soprattutto perché l'amministrazione ha in un certo senso 'sfruttatò i cittadini attraverso il ricorso del Codacons, ottenendo così il rispetto delle proprie delibere, ma poi ha estromesso del tutto gli utenti da qualsiasi decisione su piazza Navona - afferma il presidente Carlo Rienzi - È semplicemente assurdo e fuori da ogni logica il comportamento del comune e del municipio, poiché si è deciso di assecondare unicamente gli interessi degli esercenti, impedendo la partecipazione dei cittadini, ossia i fruitori finali di piazza Navona". 

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"Il Codacons - prosegue la nota - ha inviato questa mattina una diffida urgente al sindaco Marino e al presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi, in cui si chiede di non procedere ad alcun ripristino dei tavolini in piazza Navona senza prima aver convocato i cittadini, i residenti, e i proprietari di altre attività della zona, pena il ricorso immediato al Tar contro l'accordo raggiunto ieri". "Cambiano le amministrazioni ma, purtroppo, rimane la brutta abitudine di non prendere in alcuna considerazione i cittadini - conclude Rienzi - quando si tratta di decisioni importanti che riguardano la città".

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