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Neve d'agosto, il miracolo avverrà: trovati i fondi per la storica tradizione romana

La bella notizia dopo l'allarme lanciato dagli organizzatori. Il miracolo della neve d'agosto, come da 35 anni a questa parte, ci sarà

Pericolo scongiurato. Alla fine, il miracolo della neve a Roma avverrà. Dopo un primo allarme lanciato dagli organizzatori sulle pagine del nostro giornale, per le difficoltà nel reperire i fondi sufficienti a mettere in piedi lo spettacolo, circa 12mila euro, è arrivata la buona notizia. Il 5 agosto la cupola della chiesa di Santa Maria Liberiana, come da 35 anni a questa parte, si imbiancherà di candidi fiocchi di neve che scenderanno sulla cupola e sul pubblico a mezzanotte. Mentre il pre serata, a partire dalle 21, si snoderà tra musiche, suoni, luci, letture, canti. 

Così l’architetto Cesare Esposito, che dal 1983 (all'epoca in collaborazione con Renato Nicolini, storico assessore alla cultura del Comune di Roma, inventore dell'Estate Romana) è la mente e il cuore del grande evento, rinnova la tradizionale nevicata. Mentre lo scorso anno l'evento era dedicato alla figura di pace rappresentata da Papa Francesco, questa edizione è rivolta alla rinascita di Notre Dame de Paris, e all'architettura, con un omaggio particolare a Leonardo da Vinci. "E' proprio vero che l'amore può vincere ogni cosa - commenta l'architetto Esposito - come il miracolo di questa nuova edizione dedicato sia alla rinascita di Notre Dame de Paris e di tutta l'architettura, sia a Leonardo da Vinci che, come me, lo dico con umiltà, ha dedicato un suo progetto alla Madonna della Neve. Che onore per me e per la Madre di Gesù che Leonardo evochi il miracolo". 

Le origini della tradizione

Il miracolo della nevicata a Roma il 5 agosto è narrato da vari autori cristiani. A Giovanni, ricco patrizio, durante la notte del 4 agosto 358 d. C. sarebbe apparsa in sogno la Vergine Maria chiedendogli di costruire una chiesa nel luogo dove il mattino seguente avesse trovato della neve fresca. La mattina seguente, Giovanni corse da Papa Liberio per raccontargli il sogno e il Pontefice confessò di aver avuto la stessa visione. Nel frattempo il prodigio si era avverato, una bianca coltre ricopriva il colle Esquilino e Liberio diede ordine di tracciare la pianta di una grandiosa basilica esattamente nel posto dove era caduta la neve di agosto. La chiesa prese il nome di Basilica di Santa Maria della Neve (chiamata anche Basilica Liberiana, dal nome del Papa o popolarmente “ad Nives”).

"Noi a Roma siamo fortunati - precisa Cesare Esposito - perché il patrimonio artistico stabilisce il rapporto vero tra l'amore e l'arte. La neve rappresenta un abbraccio di fratellanza tra i popoli e noi artisti, come nel Risorgimento, dobbiamo scendere in campo per riconquistare l'enfasi del prodigio e dell'arte. Vorrei edificare in me, per tutta la vita, la storia dell'arte e continuare a progettare per sviluppare amore e conoscenza del nostro patrimonio artistico e storico, vero prodigio dell'umanità".

All’evento sono stati invitati a partecipare la sindaca Virginia Raggi, il vice sindaco Luca Bergamo, il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Il programma

- Apertura con la Fanfara Nazionale dei Carabinieri. Orchestra composta da 40 musicisti diretti dal Maestro Danilo Silvestro che eseguiranno l’Inno d’Italia e del Vaticano

- Musica con arie oniriche

- Motivi di canzoni romane e napoletane

- Spettacolo lirico con cinque canzoni a sorpresa del repertorio classico

- Lettura del trattato scritto da Cesare Esposito in occasione della Festa della Madonna della Neve

- Prima nevicata

- Ave Maria

- Seconda nevicata

- Terza nevicata e aria “Nessun dorma” dall’opera “Turandot” di Giacomo Puccini

Cesare Esposito, romano, inizia la sua carriera di architetto vincendo giovanissimo il concorso indetto dal Comune di Roma per dare un volto artistico a piazza delle Sette Chiese, con una scultura in acciaio alta 12 metri, del peso di 600 chilogrammi, orientata verso le Fosse Ardeatine e dedicata alla Resistenza. Sue sono anche le sculture in acciaio “Geometrie di Pace” e “Fumo Rosso”, presenti presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma. Nel 1983 apre al pubblico dopo 350 anni la Piramide di Caio Cestio e progetta un’isola pedonale intorno al monumento, dando una nuova visione urbanistica a Porta San Paolo. Nel 1986 realizza sulla sommità di Castel Sant’Angelo, quaranta minuti di fuochi d’artificio evocando le macchine disegnate da Michelangelo e Gian Lorenzo Bernini. Fra gli altri suoi progetti: le strutture legate al riuso del Colosseo, l’allagamento di piazza Navona per rievocare le antiche Battaglie Navali, l’ascensore per il Marco Aurelio, le oche bianche in Campidoglio per i Natali di Roma, il Festival dei Due Mondi nella Piazza del Duomo di Spoleto con architetture di fuochi e musiche dirette dal Maestro Giancarlo Menotti.


 

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