Sgombero a Val d'Ala, allontanati 39 rom: sit in di proteste in viale Manzoni

L'Associazione 21 Luglio sotto l'assessorato alle Politiche Sociali per un'azione dimostrativa, con l'appoggio di Amnesty International e dell'assessore alle politiche sociali del III Municipio

Foto di Associazione 21 Luglio

Alle 8 le ruspe erano sul posto, hanno abbattuto la distesa di baracche fatiscenti, con le pattuglie della polizia Locale che hanno allontanato le famiglie con bambini, alcuni neonati. Operazione di sgombero a Val d'Ala nell'insediamento abusivo sorto a ridosso della stazione ferroviaria che ospitava da tempo 39 persone di etnia rom e 11 minori. 

Sul posto oltre ai Vigili, anche la Asl con gli assistenti sociali, l’Assessore alle Politiche Sociali del Municipio III, Eleonora Di Maggio, rappresentanti di Amnesty International e quelli dell’Associazione 21 Luglio, questi ultimi pronti a ribadire la loro più totale contrarietà alle politiche del governo Marino sulla gestione dei rom. 

"Questo è il trentesimo sgombero forzato dall'insediamento del nuovo governo - dichiara Carlo Stasolla, membro della 21 Luglio - l'ennesimo effettuato senza rispettare i principi sanciti dal Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali dell'Onu in materia di sgomberi". In altre parole, "senza notifica di preavviso all'operazione e soprattutto senza l'offerta di alcuna alternativa adeguata per le famiglie". Ma stavolta la protesta non si ferma al campo sgomberato. 

Con uomini, donne e bambini dell'insediamento, una delegazione della 21 Luglio, supportata da Amnesty Internationale e dall'assessore municipale Di Maggio, è sotto al Dipartimento delle Politiche Sociali, in viale Manzoni, dove è ancora in corso un’azione dimostrativa di supporto alle famiglie sgomberate. "Stiamo diffondendo appelli ai cittadini perché di crei una rete di solidarietà per le persone allontanate, siamo già tanti". 

Questa una prima risposta da Ignazio Marino, che ha commentato a margine dell'iniziativa "Lo dico al sindaco". "E' evidente che ci siano sensibilità e posizioni diverse. Io mi sento di essere garantisca con i Rom, Sinti e Camminanti se rispettano la legge altrimenti non possiamo garantire i diritti perché questa è una città che deve in ogni luogo tornare alla legalità". 

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