Una rapina al giorno per comprarsi la droga: vittime preferite le cassiere

Sono tredici i colpi messi a segno in coppia e singolarmente dai due rapinatori del Trullo arrestati dalla polizia. I furti tra il novembre del 2013 ed il febbraio del 2014

Uno dei due rapinatori in azione

Tredici rapine messe a segno in coppia o singolarmente con l'intento comune di guadagnare quotidianamente i soldi per pagarsi la droga. A metterle in atto dal novembre del 2013 al febbraio del 2014 due rapinatori seriali accomunati dalla strada di residenza, viale Ventimilia al Trullo (da qui il nome della 'Operazione XX Miglia'). Proprio il luogo di provenienza dei due malviventi ha permesso agli investigatori di polizia di dare un volto al secondo dei due banditi, uno armato di coltello e l'altro di pistola, dopo l'arresto del complice avvenuto lo scorso febbbraio.

"I NOSTRI BANCOMAT" - Vittime preferite dei due banditi profumerie e farmacie, ma anche negozi di abbigliamento per bambini, edicole e Mc Donald's, purché con alla cassa delle donne. Due banditi che consideravano i negozi da svaligiare come i "Loro Bancomat" e che in due mesi hanno messo sotto scacco diverse zone della Capitale dal Portuense a Casetta Mattei, passando per Corviale, San Paolo, Marconi, Decima e le zone di Acilia e Dragoncello per un totale di tredici rapine accertate a loro carico.

IL PRIMO COLPO NEL MIRINO DEGLI INVESTIGATORI - Le indagini della squadra investigativa del commissariato San Paolo, diretta dal dottor Filiberto Mastrapasqua, hanno avuto inizio il 28 novembre del 2013 dopo una prima rapina messa a segno ad un negozio di telefonia di via Camillo Sabatini, nella zona di Decima. Poi tutta una serie di colpi fotocopia attuati in coppia o singolarmente da due malviventi con il volto travisato dal casco, uno armato di coltello e l'altro di una replica di una pistola di quelle in uso alle agenti della Polizia di Stato. Rapine con bottino variabile dai 200 ai 2200 euro messi a segno dove alle casse c'erano principalmente delle donne. Poi una serie di rapine in serie a profumerie, negozi di abbigliamento, edicole, Mc Donald's e negozi di telefonia con alcuni esercizi commerciali colpiti più di una volta.

PRIMO ARRESTO - Tra le varie rapine una in via Filippo Serafini, zona Labaro-Cinecittà Est, messa a segno lo scorso 6 febbraio da un rapinatore solitario armato di coltello, un 47enne del Trullo, poi arrestato dagli agenti di polizia, in servizio di appostamento nei pressi dell’abitazione di viale Ventimiglia, dove lo avevano visto tornare a bordo di uno scooter rubato subito dopo aver consumato una rapina in danno della farmacia. Riconosciuto dalle vittime e trovato in possesso del coltello usato per il colpo, il rapinatore venne quindi arrestato.

PROSEGUIO DELLE INDAGINI - Le indagini, però, non si sono fermate. Nel prendere in esame le numerose rapine messe a segno da novembre del 2013 al febbraio del 2014, era emersa la possibilità che l’arrestato fosse responsabile non solo dell’ultimo episodio ma anche di molti altri, spesso portati a termine in collaborazione con un complice. Le indagini sono pertanto proseguite con l’ascolto dei testimoni e con l’acquisizione delle immagini riprese dalle telecamere a circuito chiuso degli esercizi commerciali.

SECONDO RAPINATORE - Al termine degli accertamenti gli investigatori hanno chiuso il cerchio, delineando chiaramente le responsabilità anche di un altro romano, di 45 anni,residente anch'egli in viale Ventimiglia al Trullo, proprio di fronte all'abitazione del complice già arrestato in precedenza.

VIDEO | I colpi messi a segno dai due rapinatori

OBBLIGO DI FIRMA CON PISTOLA E SCOOTER RUBATO - Il secondo rapinatore, riconosciuto dalle vittime e dalle comparazioni con le immagini delle videocamere degli esercizi commerciali 'ripuliti', è stato poi individuato all'uscita da una caserma, dove era sottoposto ad obbligo di firma. Un'azione che il 45enne compiva regolarmente, come stabilito dal giudice, con la particolarità di viaggiare su uno scooter Sh della Honda, poi risultato rubato, e che nel vano porta casco dello stesso tenesse sempre pronta la pistola, poi risultata essere quella usata nel corso delle rapine.

CEROTTO SUL POLLICE - Ad incastrarlo anche un cerotto applicato prima dei colpi sul pollice destr, messo dal 45enne per evitare che un taglio sul dito potesse favorire gli investigatori nella ricerca di prove attraverso le impronte digitali. In particolare quest'ultimo è accusato di due rapine messe a segno con il complice e di altre cinque attuate nel volgere di altrettanti giorni (dal 13 gennaio al 17 gennaio di quest'anno) tra Acilia e Dragoncello, dove l'uomo si recava per andare a trovare una donna. Tra queste un'edicola di via Cacini, ripulita di 2200 euro.

I DUE RAPINATORI - Ad accomunare i due l'uso delle armi, con il 47enne che agiva con il coltello e con ferrea decisione, senza essere particolarmente violento. Ben diverso il modus operandi del 47enne che, armato di pistola, mostrava spesso l'arma alle proprie vittime, incutendo terrore nelle stesse 'scarellando' l'arma e facendone ben sentire il sinistro rumore. Nel complesso gli investigatori ritengono il primo l'autore di 8 rapine, sei in solitario e due in coppia, mentre il 45enne è accusato di sette colpi, due in compagnia e cinque da solo.

COMUNITA' DI RECUPERO - Già conosciuti alle forze dell'ordine, i due sono erano sottoposti a terapia in una comunità di recupero per tossicodipendenti per la dipendenza da eroina.

RISULTANZE INVESTIGATIVE - Tutta l’attività espletata è stata pertanto sottoposta al vaglio dell’Autorità Giudiziaria che, concordando con le risultanze investigative, ha emesso per i due ordinanza di custodia autelare in carcere, eseguita nella giornata del 22 luglio. I due sono pertanto finiti in manette e, al termine, accompagnati presso il carcere di Regina Coeli.

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