Emanuele Mattei, la fidanzata era con lui durante l'omicidio: così lo ha visto morire

Ad essere arrestato Salvatore Cau. Proseguono gli accertamenti dei carabinieri per far luce sull'accaduto

I carabinieri sul luogo dell'omicidio

Ucciso con una coltellata al torace davanti la fidanzata. Così è morto Emanuele Mattei, cameriere 43enne residente a Marconi. L'omicidio si è consumato la notte del 15 settembre in via Borghesano Lucchese. Ad ucciderlo Salvatore Cau, cameriere anche lui, arrestato dai carabinieri con l'accusa di omicidio e associato nel carcere romano di Regina Coeli.

Un movente tutto da accertare quello che ha portato all'omicidio del 43enne residente in via Oderisi da Gubbio, poco distante da dove è stato ucciso. A cercare di mettere in ordine tutti i tasselli i Carabinieri della Compagnia di Trastevere coordinati dal PM titolare dell'inchiesta Corrado Fasanelli. 

Fra le ipotesi non si esclude quella di un debito, ma gli investigatori al momento non escludono altre possibili ipotesi investigative. Unica certezza una lite avvenuta fra la vittima e quello che si è poi rivelato essere il suo carnefice, un 48enne originario di Viterbo ma residente a Roma da anni, che si trovava a bordo di una Alfa 159 station wagon assieme ad un cittadino egiziano, collega nello stesso albergo dove lavorava Salvatore Cau.

Secondo quanto ricostruito sino a questo momento Emanuele Mattei si trovava con la fidanzata e la comitiva di amici del quartiere sul "muretto" di via Borghesano Lucchese. Poi l'arrivo della vettura con a bordo i due camerieri. Da qui un'accesa lite verbale, gli animi si surriscaldano sino a quando il 43enne colpisce con un calcio la portiera della vettura. 

Alla guida dell'Alfa appunto Salvatore Cau che scende dall'auto e lo colpisce con una coltellata al torace, poi risultata fatale. Emanuele Mattei fa pochi passi e poi muore sotto gli occhi attoniti degli amici e della fidanzata. 

L'Alfa station wagon si allontana dal luogo del delitto dove poi convergono numerose pattuglie dei Carabinieri. Acquisiti i primi elementi di indagine i militari dell'Arma hanno quindi trovato in via Pacinotti, poco distante dal luogo dell'omicidio, l'auto con a bordo il cameriere 48enne ancora sporco di sangue.

Poco dopo gli investigatori hanno bloccato anche il secondo uomo che si trovava sull'auto, un cittadino egiziano, tornato sul luogo della lite per accertarsi dell'accaduto ed indicato ai carabinieri da alcuni testimoni quale passeggero dell'Alfa 159. 

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Ascoltati diverse ore dagli investigatori il cameriere egiziano è stato quindi rilasciato mentre Salvatore Cau è stato arrestato con l'accusa di omicidio ed associato nel carcere romano di Regina Coeli. Resta da accertare il movente. 
 

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